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Aggiornato al 09/12/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Betty’s Watercolour - Saying Goodbye

 

Andiesse dosman vàl dondona!

di Giorgio Cortese

 

Un conoscente mi ha così salutato prima di accomiatarsi. La frase mi ha incuriosito perché una volta mio padre aveva salutato un parente che partiva dicendo “dosman!”, con il significato di dolcemente, piano piano.

L’aggettivo dosman è omofono, parola greca significante che ha suono uguale, la quale deriva dalla parola francese doucement, discendente a sua volta dai lemmi latini dulci e mente, dolcemente.

Incamminarsi dolcemente, andiesse, dal lemma piemontese andié o andè, che deriva dal latino ambitare, andare intorno, poi latino volgare andicare, da cui l’antico francese hanter, visitare, e successivamente il francese attuale aller, spagnolo e provenzale anar, catalano e galiziano amblàr, fino al romeno umbla.

Cercare parole che esprimano oggetti o azioni nelle lingue del mondo può anche diventare un bel passatempo (divertissement in francese e chissà come nelle altre lingue), pur se s’appalesa come uno studio decisamente inutile.

Con l’andazzo attuale, infatti, in cui tutto è tradotto in termini inglesi, stiamo lentamente avvicinandoci a una forma erronea di esperanto, per cui non verrò a tediarvi con ricerche più o meno inutili, per non essere tacciato di dosnant, dozzinante, colui che paga la pigione con l’antica modalità di pagare i tributi nel Medioevo.

Il termine deriva dal latino duodicinam, dozzina, tasse calcolate sul sistema duodecimale, pagata sul dodicesimo applicato al vino e all’avena. Tale tassa veniva detta in provenzale dozen, in antico francese douzaine, tassa dei dodici denari su vendita dei vini.

Ebbene sì, le parole sono una fonte di significati, una vera sorgente, meglio un doss o adoss, una sorgente, dal latino volgare aqui ducium, che assorbe l’acqua, l’acquedotto!

Finendo la frase dell’inizio, la vàl dondona o dondon, è una regione immaginaria, che significa luoghi lontani. Perciò dondonè in piemontese significa girovagare senza meta anche se in piemontese si dice dond, voce onomatopeica, per indicare luogo abitato da persone semplici dove potrei tranquillamente andare a nascondermi.

Meglio allora, antifurè, dal latino furare, rubare sotto gli occhi, che pare di origine ebraica. Per anficè, illudermi della burla, dal francese en ficher, farsi burla a sua volta dal latino volgare figicare, agganciare, qui riferito alla pazienza che vi ho rubato nel leggermi.

Duro è cercar d’unificare i pensieri, più duro ancora andarli a scovare da angoli antichi di cervelli stanchi, e del tutto inutili a spiegare come la vita sia uguale per tutti, ma non la si sappia unificare.

Sic transit gloria mundi!

 

Inserito il:09/11/2021 12:14:19
Ultimo aggiornamento:09/11/2021 12:21:48
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