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Aggiornato al 06/06/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Sasha R (Uzice, Serbia - Contemporaneo) - Sadness

 

Dimmi di lui - Una conversazione reale

di Vincenzo Rampolla

 

Da giorni non ho notizie di Elio. Le ultime risalgono ai primi di marzo, quando era tornato da un weekend a Livigno, fanatico di fuoripista e amante dei vini della Franciacorta. Per nulla al mondo avrebbe perso la sfilata del carnevale dell’ultima domenica di febbraio.

Incurante di ogni rischio, coraggioso e spregiudicato, era tornato la sera con una febbriciattola a cui non aveva dato peso. L’indomani in ambulatorio a Bergamo come al solito e la sera una forte tosse. Le scuole intanto erano state chiuse, prima misura di prevenzione dettata dal Governatore della Lombardia. A metà marzo iniziava la quarantena nella bergamasca, divenuta zona rossa per l’epidemia e Elio era in ospedale con febbre altissima, spossatezza e difficoltà a respirare.

I colleghi medici gli riservano una camera singola, ma presto deve dividerla con un giovane di Pontida. Si deve stare in casa e si esce solo per necessità con guanti e mascherina.

Lucia ha tosse e raucedine e deve rinunciare alle prove di canto.

Ultimo anno di liceo e maturità, il figlio Luca è a letto con febbre e diarrea cattiva, densa e gialla e senza pace, gli occhi fissi alla parete di lato, pensieri cupi come quelli di mastro don Gesualdo, lui e la tempesta che gli aveva rovinato la famiglia.

Una chiamata di rito a Lucia resta muta.

Due messaggi non hanno risposta.

- Dimmi di lui. -

Silenzio. Cattivo segno.

Ieri un lungo messaggio di Lucia.

- Ciao, non posso chiamarti. Devo lasciare libero il cellulare per tutto il giorno e la notte. Non posso chiamare. La situazione è precipitata venerdì sera. Elio è stato ricoverato d’urgenza a Milano, intubato, grave, prognosi riservata.

23 ore e 59 minuti ogni giorno, in attesa di un bollettino medico registrato su un gelido cellulare. Un incubo … ti assicuro.

Qui si sopravvive con l’angoscia nel cuore. Non posso neanche andare a Milano.

Non posso chiamare. Non esisto. Nessuno parla mai del dolore di chi deve aspettare, di chi deve lavorare, di chi è a casa solo e delle persone in attesa di un verdetto… magari fatale.

Signora Lucia, Elio è mancato oggi… senza un abbraccio, senza un niente. Puo’ capitare?

Quello che succede nell’ospedale è la minima parte di quello che dicono, letti con malati nei corridoi e nei magazzini, una stanza immensa chiusa a chiave, deposito di bare vuote, appena scaricate da un furgone militare.

A parte ciò, tutti sono gentilissimi e puntuali nelle comunicazioni.

Ho brividi di paura. Vorrei anch’io fossero di febbre.

E tu?

Un abbraccio così … virtuale, senza inquinarti.

La mia tosse è ancora forte e la gola un inferno. Luca è a letto. Piange e ogni tanto lo sento

parlare da solo. Grida e urla contro il padre. Mi ha raccontato alcune cose, molto tristi. Ho capito perché non può sopportare suo padre.

Appena posso ti aggiorno e ti racconto. –

Che dire? Che fare?

Quali parole mi possono uscire? Obbligato a scrivere. Costretto a frenare le emozioni. Chi mi ha rubato la parola? Ingabbiato negli assurdi tasti di scrittura elettronica. Potenza della scrittura a mano. Crudeltà dello scrivere lettera dopo lettera, lentamente, correggendo…

- Ciao Lucia. Sopravvivo senza problemi. Niente tosse, né febbre e neppure diarrea gialla. Io il virus me lo mangio. Non mi prende, sono io che lo distribuisco. Hai mai visto un ebreo che non diffonda febbri o la peste o i contagi? Scommetto che quel cinese di Wuham è un ebreo… ma nessuno lo dice forte. Loro lo sanno. Cerco di farti sorridere, con il mio povero humour…. Non chiamare dunque e pensa a te e a Luca.

Pensa a tua madre che da pochissimo ti ha lasciato.

Pensa alla mamma. Lei ti è vicina. Sempre. –

Mi arriva subito una risposta.

- Sì, sì è proprio vero. Grazie. –

Un infarto miocardico e la madre di Lucia era spirata prima di Natale.

L’angelo sterminatore, come dice mia moglie, si è mosso. Qualcuno pensa che l’homo sapiens abbia decisamente smarrito la retta via. L’idolatria è imperante: il dio denaro, il dio bellezza del corpo, il dio potere, il dio superbia, il dio sesso e la lista è lunga. A Lui non gli sta bene e l’angelo, con la sua ottava piaga sta scaldando il motore per il prossimo giro.

L’estate scorsa è morta la madre di Elio e qualche settimana dopo l’ha seguito il marito, entrami ottantenni. Empatia coniugale. Roba per quelli della vecchia generazione.

Anno tristissimo per Elio il 2019. Dopo molti mesi di malattia a maggio muore la sorella e a luglio l’accompagna il marito con tumore al cervello. A 23 anni l’unica figlia resta orfana.

Poche ore fa Lucia mi invia nuovo messaggio:

- Luca mi ha confidato un triste segreto.

Mamma, mi ha detto, il papà ha un’altra donna, anzi più di una. Che roba brutta. Per caso ho sorpreso la sua auto parcheggiata vicino alla pasticceria, erano le vacanze di Natale dell’anno scorso, la vigilia della Befana. Incuriosito ho spiato da fuori ed era con una donna bionda. Mi sono nascosto e ho preso la sua targa e ho scoperto che è una sua paziente. C’è voluto poco, con un compagno che ha la madre all’ACI. L’ho beccato allora un’altra volta, non per caso. Mi sono dato da fare e finora è uscito con quattro donne, tutte sue pazienti. Mamma, dovevo dirtelo. Mamma che faccio? Che facciamo? E tu? Lo sapevi?

Sì, la segreteria di papà non è stupida e mi ha raccontato molte cose.

Ho taciuto. Per amor tuo, Luca.

Luca, ora pensa a te, alla scuola e a guarire. Il papà è affar mio.

Anche mio mamma. Capisci perché non posso più sopportare la sua presenza? Mamma…

È una storia triste, vero? Molto triste. Non potevo tenerla dentro a lungo. Voglio guarire, devo guarire. Possiamo parlarne quando il virus ci avrà lasciati?

Vuoi? Solo tu mi sapresti ascoltare. A presto.-

 

(Dialoghi e messaggi integrali di una conversazione reale tra me e Lucia, moglie di Elio, nomi immaginari di un’amica e di un cardiologo di mestiere, positivo al virus. Madre di Luca, lei insegna, suona e canta. Solo i nomi delle persone e i luoghi non sono reali.)

 

Inserito il:01/04/2020 18:53:35
Ultimo aggiornamento:01/04/2020 19:11:35
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