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Aggiornato al 19/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Aa by Aldeghi (Hertfordshire, UK – Contemporary) – Portrait from Behind

Pubblichiamo con grandissimo piacere questa riflessione di Graziano Saibene che esce dalle sue illuminate analisi della politica brasiliana per farci vivere, o rivivere con nostalgia, le magie di Rio de Janeiro. Una cosa è certa: per il 2019 il lato B è un must! (Pietro Bordoli)

 

Homo Brasiliensis (2): Il lato B

di Graziano Saibene

 

A me è capitato che non avevo ancora 40 anni: credo però che la stessa sorpresa avrebbe fatto effetto anche ad altre età: quando sono atterrato a Rio la prima volta, ho notato subito che le immagini pubblicitarie, sparse come da noi ovunque, sia sui grandi manifesti lungo le superstrade, che sulle riviste di ogni genere, avevano una caratteristica che non poteva sfuggire, neppure a uno abbastanza distratto come me.

Parlo della figura femminile, ovviamente la più sfruttata, quando si tratta di attirare l'attenzione su qualunque cosa fosse l'oggetto della pubblicità stessa.

Ebbene, ero abituato a vedere fotografate le donne più fotogeniche e seducenti, quasi sempre in istantanee frontali, dove il viso, gli occhi, la bocca erano sì importanti per trasmettere fiducia all'osservatore, ma anche il corpo aveva la sua funzione di richiamo, soprattutto il seno, che appariva quasi sempre in primo piano, più o meno ammiccante a seconda delle circostanze, qualunque fosse l'oggetto da proporre, non solo abiti o cosmetici destinati al pubblico femminile, ma anche, viti e bulloni, automobili o biciclette.

E invece cosa c'era quasi sempre in primo piano nelle fotografie pubblicitarie brasiliane? A parte il viso e il sorriso, che ovviamente non potevano mancare mai, la figura era quasi sempre immortalata, tenendo il più possibile in vista proprio il lato B.

Ed era, nella maggior parte dei casi, un particolare anatomico esagerato, almeno secondo i canoni estetici ai quali ero abituato: troppo rotondo, troppo alto, insomma troppo!

Niente a che fare con le proporzioni dell'arte classica, nemmeno quando si era privilegiata una certa opulenza, come nel Rinascimento e dopo: qui si era andati ben oltre, creando, a mio vedere, una stridente sproporzione tra i glutei e il resto del corpo.

E la cosa che a me sembrava particolarmente buffa era che le fotomodelle, per lasciare il primo piano al sedere, erano poi costrette a posare avvitandosi in modo da non coprire il volto, come se stessero sempre per andarsene via.

All'inizio ho pensato che poteva essere una moda dettata dalla tipologia predominante, fra le tante che si erano formate dalla miscela di razze, che formavano la popolazione del Brasile.

Ma poi ho capito che no, era proprio un canone estetico che indicava la preferenza assoluta della popolazione, anche qui molto maschilista.

Ho spesso assistito in palestra agli esercizi a cui si sottopongono le ragazze di tutte le età, durissimi e mirati esclusivamente a rassodare ed aumentare le zone che ho detto. Le quali vengono ovviamente messe in mostra e particolarmente sottolineate in spiaggia, indossando bikini non solo ridottissimi, ma anche appositamente disegnati per lasciare ampiamente scoperte e incorniciate le rotondissime natiche, senza arrivare ai modelli tanga e fio dental!

Non di rado, nelle conversazioni con i locali, mi è capitato di percepire che i Brasiliani, pur non disprezzando le ragazze europee, o nordiche, fanno chiaramente trasparire un certo disprezzo per i loro glutei bassi o addirittura atrofizzati, che ritengono in qualche modo responsabili della mancanza del balanço e del jogo de cintura, e che, come ho già detto in un'altra cronaca, rende impossibile ballare con naturalezza il samba.

E qui mi viene in mente una chicca del grande Checco Zalone, che, se non avete ancora visto, vi invito a scovare su YouTube, anzi vi do un aiutino:

https://www.youtube.com/watch?v=8BtwqspHoII. (“Samba du culu piattu”)

Aggiungo che una delle operazioni di chirurgia plastica più richieste da queste parti, riguarda proprio i glutei.

E che le passiste sviluppano, a furia di sambare, cosce proporzionali, e quindi anche loro esagerate: così ancora mi sembrano, dopo molti anni trascorsi qui a sud dell'Equatore.

 

Inserito il:29/12/2018 10:54:54
Ultimo aggiornamento:29/12/2018 19:11:49
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