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La natura del Divino in Platone e in Aristotele

di Novello Teofrasto

 

Platone e Aristotele sono due figure cardine della filosofia occidentale, le cui visioni hanno plasmato il pensiero filosofico per secoli.

 

Platone e il Divino

Platone, allievo di Socrate, propone una visione del divino fortemente influenzata dalla sua teoria delle Idee o Forme. Secondo Platone, le Idee sono realtà eteree, immutabili e perfette, che esistono in un regno trascendente. Queste Idee sono la vera essenza di ogni cosa che possiamo percepire nel mondo sensibile, che è solo una copia imperfetta e mutevole delle Idee pure. La più importante tra le Idee è quella del Bene, che illumina tutte le altre Idee e può essere considerata come la massima espressione del divino. Per Platone, quindi, il divino è intrinsecamente legato a quest'ordine immutabile e perfetto, superiore e indipendente dal mondo fisico.

Aristotele e il Divino

Aristotele, al contrario, pur essendo stato allievo di Platone, si discosta significativamente dalla visione platonica, orientandosi verso un approccio più empirico e naturalistico. Nella sua metafisica, Aristotele introduce il concetto di "Atto Puro" o "Motore Immobile" come principio primo e causa finale di tutto ciò che esiste. Questo ente divino è concepito come la realizzazione perfetta dell'essere, che muove tutto il resto non come una causa efficiente che agisce direttamente, ma come un fine ultimo che attrae a sé le cose senza doversi muovere. Il divino, per Aristotele, è eternamente in atto, privo di potenzialità e di cambiamento, e la sua attività è puramente intellettuale, un eterno contemplare se stesso, che rappresenta l'atto di pensiero più puro e sublime.

Principali Differenze

  1. Natura del Divino: Mentre Platone associa il divino al concetto di Bene e alle Idee trascendenti, Aristotele lo identifica con un "Motore Immobile", una causa finale che esercita la sua influenza come fine ultimo.
  2. Relazione con il Mondo Fisico: Platone vede il mondo fisico come separato e inferiore rispetto al regno delle Idee, mentre Aristotele considera il divino come intrinsecamente legato al mondo fisico, sebbene in forma immateriale, attraverso la nozione di cause finali.
  3. Approccio Metodologico: Platone adotta un approccio idealistico e deduttivo, partendo da principi universali per spiegare la realtà. Aristotele, invece, segue un metodo più empirico e induttivo, partendo dall'osservazione del mondo naturale per risalire alle cause prime.

In conclusione, mentre Platone eleva il divino a principio trascendente e perfetto, fonte di tutta la realtà e conoscenza, Aristotele lo radica nella realtà immanente come causa ultima e principio di movimento, evidenziando una visione più "naturalistica" del divino. Entrambe le concezioni hanno esercitato un'influenza profonda e duratura sullo sviluppo della filosofia e della teologia nelle culture occidentali.

Influenze Platoniche

  1. Plotino (204/5-270 d.C.): Fondatore del Neoplatonismo, Plotino elaborò una dottrina che poneva l'Uno (il Bene) al vertice della realtà, da cui emanano l'Intelletto e l'Anima. Il suo pensiero ha profondamente influenzato la filosofia e la teologia cristiane, soprattutto attraverso Agostino di Ippona.
  2. Agostino di Ippona (354-430 d.C.): Uno dei Padri della Chiesa Latina, Agostino integrò il Platonismo con il Cristianesimo, enfatizzando la realtà immateriale di Dio e l'anima umana. La sua concezione del tempo, del male come assenza di bene, e della città di Dio come ideale spirituale sono fortemente influenzate da Platone.
  3. Proclo (412-485 d.C.): Ultimo dei grandi filosofi neoplatonici, Proclo sviluppò un complesso sistema di pensiero che cercava di sintetizzare l'intero corpus platonico. La sua metafisica dell'emanazione ha influenzato il pensiero medievale e rinascimentale.

Influenze Aristoteliche

  1. Tommaso d'Aquino (1225-1274): Il principale teologo della Chiesa Cattolica e filosofo scolastico, Tommaso armonizzò il Cristianesimo con l'Aristotelismo. Il suo lavoro, in particolare la "Summa Theologica", ha esercitato una profonda influenza sul modo in cui la Chiesa cattolica interpreta la natura di Dio, l'etica e la filosofia naturale.
  2. Averroè (1126-1198): Filosofo e medico musulmano, Averroè fu un commentatore influente delle opere di Aristotele, promuovendo un razionalismo che cercava di conciliare la filosofia greca con l'Islam. Le sue opere ebbero una profonda influenza sul pensiero medievale, sia musulmano che cristiano.
  3. Alberto Magno (circa 1200-1280): Precursore e maestro di Tommaso d'Aquino, Alberto fu uno dei primi a studiare e insegnare le opere complete di Aristotele nel Medioevo latino. Il suo approccio alla filosofia e alla scienza naturale, fortemente influenzato da Aristotele, gettò le basi per lo sviluppo futuro della scienza occidentale.

Sintesi

  • Influenza di Platone: Caratterizzata da un focus sulle realtà trascendenti, l'ideale del Bene, e la dualità tra il mondo sensibile e il mondo delle Idee, l'influenza platonica si manifesta in una visione della realtà che enfatizza l'importanza dell'anima, della trascendenza e della metafisica.
  • Influenza di Aristotele: Con un approccio più empirico e un'attenzione alle cause e ai principi che governano il mondo naturale, l'aristotelismo ha influenzato filosofi e teologi nel pensare in termini di logica, etica pratica, metafisica immanente e la strutturazione sistematica della conoscenza.

L'influenza di Platone e Aristotele si estende ben oltre l'antichità e il medioevo, raggiungendo e plasmando il pensiero filosofico e teologico fino al XX secolo.

Influenze Platoniche dal XV al XX Secolo

  1. Marsilio Ficino (1433-1499): Figura centrale del Rinascimento italiano, Ficino fu il capofila della rinascita platonica a Firenze. La sua traduzione e interpretazione dei dialoghi di Platone contribuì a rinnovare l'interesse per il platonismo, enfatizzando temi come l'amore, l'anima immortale e l'ascesa intellettuale verso il divino.
  2. Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494): Contemporaneo e collaboratore di Ficino, Pico promosse una sintesi del platonismo, aristotelismo, cabala e cristianesimo, sostenendo l'unità della verità filosofica e religiosa e la capacità dell'uomo di raggiungere la divinità attraverso la contemplazione e il sapere.
  3. Plotino e il Neoplatonismo influenzarono profondamente pensatori come Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831), che, nonostante il suo sistema filosofico sia originale, presenta elementi neoplatonici nella concezione di una realtà assoluta che si auto-realizza attraverso la dialettica.

Influenze Aristoteliche dal XV al XX Secolo

  1. Galileo Galilei (1564-1642): Sebbene più noto per i suoi contributi alla scienza, Galileo fu anche profondamente influenzato da Aristotele nel suo approccio alla fisica e alla metodologia scientifica. Tuttavia, si distaccò da Aristotele riguardo alle leggi del moto e la meccanica, ponendo le basi del metodo scientifico moderno.
  2. Immanuel Kant (1724-1804): Anche se Kant sviluppò un sistema filosofico critico che si distingue nettamente sia dal platonismo che dall'aristotelismo, la sua opera riflette un'interazione con le idee di Aristotele, soprattutto nel campo dell'etica con la sua nozione di imperativo categorico, che risuona con l'etica della virtù aristotelica.
  3. Martin Heidegger (1889-1976): Filosofo esistenzialista tedesco, Heidegger rivisitò l'opera di Aristotele in termini di ontologia fondamentale, soprattutto nel suo concetto di "esserci" (Dasein). Heidegger vide Aristotele come un precursore nella questione dell'essere, un tema centrale nel suo pensiero.

Questi esempi dimostrano come le idee di Platone e Aristotele abbiano continuato a esercitare un'influenza significativa attraverso i secoli, stimolando nuove interpretazioni e adattamenti in contesti filosofici e culturali diversi. Dall'umanesimo rinascimentale alla scienza moderna, dall'idealismo tedesco all'esistenzialismo del XX secolo, l'eredità di questi due giganti della filosofia antica continua a essere una fonte di ispirazione e dibattito.

 

Inserito il:23/02/2024 15:23:37
Ultimo aggiornamento:23/02/2024 15:59:15
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