Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni dei cookie clicca su Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK, ho capito]
Aggiornato al 29/11/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Carlos Cairo (Colonia, D, 1938 - ) - Le Colonne d’Ercole

 

I Cancelli di Ercole - Chiudere il Mediterraneo per salvarlo?

di Antonio Bigazzi

 

Prima o poi bisognerà cominciare a studiare cosa fare per salvare la lunghissima costa del Mediterraneo dall'innalzamento del livello degli oceani.
Si parla della bellezza di 46mila Km. Phileas Fogg e Passepartout
presero una strada più breve che il circumnavigarlo quando decisero di andare intorno al mondo.

Ci vorranno progetti da fantascienza, altro che ponte o tunnel di Messina.

Per esempio, si potrebbe però concepire un progetto da far impallidire il più ardito dei faraoni: quello di sbarrare sostanzialmente lo stretto di Gibilterra.

Un progetto immane, di costi astronomici e mi affretto a dire che non essendo ingegnere civile non so nemmeno se sia possibile, fisicamente o politicamente.

Sono 14,3 chilometri di mare profondo (tra 300 e 900 metri) con correnti forti che verrebbero perfino esacerbate da chiusure parziali.

Inoltre, bisognerebbe possibilmente abbinargli dei progetti di desalinizzazione dell'acqua poiché la forte evaporazione, senza un contributo massiccio e continuo dall’Atlantico, rende il nostro mare più salato del normale, essendo problematico il far passare giusto l’acqua che serve, penso.

Il mare Mediterraneo pare sia stato già più volte chiuso dalla geologia.

Si riscontra infatti salgemma e gesso nei suoi fondali più ptrofondi (spedizione Challenger - vedere anche la Crisi di salinità del Messiniano) il che dimostra che quei fondali erano esposti al sole.

Inoltre si è potuto osservare come il fondale del delta del Nilo sia abbondantemente stratificato, il ché farebbe pensare che questi eventi di essicazione siano stati multipli.

Il nostro mare è infatti in debito di acqua e non bastano i suoi pochi grandi fiumi (Nilo soprattutto, ma anche Rodano, Ebro, Tevere e Po) a rimborsarlo di quel che perde via evaporazione, la quale sarebbe anche molto più alta con un mondo più caldo di un paio di gradi, per non contemplare cinque gradi in più.

Pare che anche il Mar Nero, in ere glaciali, fosse chiuso e d’acqua dolce; un lago quindi. Chissà che bella sorpresa per chi vi si abbeverava e cibava quando si aprì e diventò salato.

Questi progetti di desalinizzazione potrebbero avere vantaggi per accrescere la disponibilità di acqua sia potabile o magari anche irrigabile.

Questo potrebbe lenire la proiettata desertificazione delle terre specie a bassa latitudine.

Ovviamente la tecnologia attuale non ha la minima possibilità di desalinizzare in quantità scalabili alla bisogna.

Ma come sempre accade le grandi sfide accelerano le grandi avanzate tecnologiche.

E magari stavolta sarà ancora la guerra ad essere lo stimolo per delle grandi innovazioni, ma si può sperare che sarà una guerra non tra uomini ma tra uomini e la natura che però essi stessi stanno combattendo e tradendo.

 

Che ne pensate? Ho premesso che l'idea di sbarrare le colonne di Ercole è da fantascienza, ma quali alternative si offrono ad un mondo dove il consumismo sfrenato e la mancanza di un governo mondiale (persino l’Europa Unita traballa) fan sì che l'aumento antropico ed incontrollato del CO2 e del metano nell'atmosfera sembrino inarrestabili?

 

Inserito il:03/09/2020 19:46:01
Ultimo aggiornamento:03/09/2020 19:57:01
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
Questo sito utilizza cookies.
Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology