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Aggiornato al 24/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Vickie Wade (Puyallup, Washington - Contemporary) - Four Cooks

 

Sfida a fuochi spenti

di Simonetta Greganti Law

 

Faceva troppo caldo, decisamente un fuoriprogramma per Londra.  

Niente di paragonabile alla canicola che attanaglia molte città italiane durante i mesi estivi o al caldo infernale, desertico, che spesso arroventa la Sicilia senza lasciarle tregua per intere settimane. 

Eppure gli inglesi, non abituati all’afa, non riuscivano quasi a sopportare questa temperatura inusuale e destinata a persistere, a detta dei meteorologi, per ancora alcuni giorni.

Non riuscendo neppure ad accettar l’idea di far bollir la kettle per prepararsi la mattutina tazza di tè Mrs. Burnham ebbe un’illuminazione: questa volta sarebbero stati solo gli uomini a cucinare e le donne avrebbero gustato i loro manicaretti in giardino facendo parte di una severissima giuria. La trovata le era balenata in testa proprio perché, sebbene senza un filo di energie, era desiderosa di riunire gli amici nel suo bellissimo giardino che, in quella settimana, esplodeva di colori, profumi e ronzii d’insetti.

Decise perciò di organizzare una cena stravagante dove quattro uomini, incluso suo marito, si sarebbero dovuti improvvisare cuochi, e avrebbero eseguito un piatto ognuno direttamente nella cucina della casa per poi proporlo a tavola alle quattro assaggiatrici femminili e, per giunta, loro mogli.  Naturalmente nessuna avrebbe saputo cosa avesse proposto il proprio marito onde evitare favoritismi o punizioni.

Il menù previsto doveva includere un antipasto, un primo, un secondo e un dessert perciò ognuno avrebbe dovuto preparare una di queste portate così da riuscire a organizzare una cenetta estiva, completa, da gustarsi sul patio del fantastico giardino di Adam e Valery Burnham.

All’insaputa delle mogli, gli uomini avrebbero estratto a sorte, almeno qualche giorno prima, la portata da abbinare allo chef di modo che questo avesse avuto il tempo per studiare una ricetta e poi eseguirla con destrezza. 

La cosa divertente fu che si stabilirono anche alcune regole :

- ognuno avrebbe dovuto cucinare senza usare i fuochi.

- il tempo a disposizione sarebbe stato limitato (massimo un’ora)

- si sarebbe dato un voto per la presentazione, uno per il gusto, uno per l’originalità della ricetta e uno per la scelta del nome dato al piatto.

La proposta venne accettata di buon grado e l’estrazione segreta, per stabilire a chi associare cosa, fu decisa senza problemi. 

I cuochi vollero indossare un cappello da Grands Chefs e un bel grembiulone bianco per rendere la cosa più scherzosa.

La domenica stabilita il sole continuava a brillare tra rododendri, azalee, gelsomini e violette…solo per fare qualche nome.  Le signore erano sedute attorno a un tavolo di ferro battuto e ceramica e sorseggiavano il cocktail estivo per eccellenza dell’upper class inglese: il Pimm’s che ancora oggi, sin dal 1840, ha una formula segreta.  Naturalmente, per rinfrescarsi nell’attesa del pranzo, lo sorseggiavano corretto con tantissimo ghiaccio, ginger ale, fette di cetriolo e foglioline di menta.

In cucina intanto il conto alla rovescia era partito e, tra l’indossare l’uniforme e il lavaggio delle mani, i primi minuti erano già trascorsi.

Mr. White fu l’addetto all’antipasto e decise di preparare un gazpacho con alici e capperi che decise di chiamare “Exotic Mix”.

Una ricetta rinfrescante, sana e nutriente. Aveva lavato i pomodori, sbucciato l’aglio e ridotta in pezzi mezza cipolla rossa di Tropea.  Con orgoglio spiegò ai suoi amici cuochi che se la era fatta portare per l’occasione da un suo amico tornato dalla Calabria proprio il giorno prima.

Aveva aggiunto anche un peperone giallo dal quale aveva rimosso tutti i semini, un cetriolo, un panino secco ammollato in acqua e strizzato, 3 cucchiai di aceto bianco.  Aveva frullato tutto con un mixer a immersione e servito in otto coppette dove in ognuna avrebbe aggiunto, prima di portarle a tavola, dei cubetti di ghiaccio, due alici sott’olio al peperoncino ridotte a pezzettini, e dei germogli di capperi di Pantelleria.  Un poco d’olio a crudo sarebbe stato versato, direttamente a tavola, nelle ciotoline.  Per ora tutto andava mantenuto in frigo per essere gustato bello refrigerato.  Praticamente il lavoro di preparazione terminò in breve tempo e decise così di accendersi una sigaretta ma fu costretto a spegnerla subito per non rischiare l’eliminazione dato che gli altri tre cominciarono a gridare che i fuochi non erano ammessi dal regolamento.  

Mr. Coldbrige nel frattempo aveva già iniziato il suo manicaretto: lasagnette di pane carasau in salsa di pinoli.  Anche lui aveva fatto la spesa, anziché al supermercato sotto casa, addirittura online e si era fatto recapitare il pane sardo e i pinoli direttamente dai produttori d’oltremanica.  Era anche egli a buon punto dato che pure il suo piatto era semplicissimo.

Aveva dunque già preparato le zucchine che, dopo averle lavate, le aveva affettate servendosi di un pelapatate, e ridotte in nastri.  Queste le aveva messe a marinare in molto limone spremuto, olio, sale e pepe.  Dopo averle coperte le aveva messe in frigo dove le avrebbe lasciate insaporirsi fino al momento di preparare il piatto.

Adesso stava preparando il condimento facendo ammollare della mollica di pane in aceto e, dopo averla strizzata, l’avrebbe pestata nel mortaio coi pinoli.  Poi, proprio come si fa la maionese, avrebbe aggiunto a filo mezzo bicchiere d’olio extravergine d’oliva continuando a mescolare con un cucchiaio di legno.

Per impiattare il tutto bastava spezzare il pane carasau in sezioni di grandezza diversa che avrebbe alternato alla salsa e alle zucchine cercando di partire da una base di pane più grande e proseguire negli strati seguendo la costruzione di una piramide.  Sulla cima avrebbe messo un nastro di zucchina arrotolato ad anello e gettato dei pinoli interi ai bordi del piatto.

Lui amava la storia antica e gli egiziani lo avevano ispirato perciò intitolò il suo piatto “Ra, il dio Sole”.

Dicendo questo gli altri lo derisero facendogli notare che di sole ne avevano già abbastanza!

Anche Mr. Fowler era stato ispirato nell’ideazione del suo piatto, lui però dal suo criceto.  Mentre, ancora a casa sua, stava meditando su cosa proporre alla giuria cercando un’idea estremamente ghiotta, iniziò ad osservare il topolino di sua figlia che con grande ingordigia si stava rimpinzando di semi di girasole.

Si convinse subito che quello sarebbe stato l’ingrediente che faceva al caso suo.  Naturalmente non usò la scorta del criceto ma scese al supermercato e li comperò.  Non essendo comunque abituato a far la spesa, avendo una moglie che da perfetta casalinga ci pensava sempre lei, cominciò a buttare nel carrello il cibo che generalmente comprava quando era da solo: scatolette.

Così tornò a casa con delle sardine, del tonno e delle alici all’olio tutte rigorosamente in lattine, barattolini o scatolette.

Cosa farci gli venne in mente in un secondo tempo e decise così di frullare tutto, dopo aver scolato gran parte dell’olio, e aggiunto il succo di un limone e del prezzemolo tritato.  Infine scelse di incorporare anche lo yogurt bianco denso che per fortuna non mancava mai in qualunque frigo.  E così fece.  Poi foderò uno stampo da plumcake di pellicola trasparente e versò una metà dei semi di girasole che aveva comprato, li ricoprì per bene col suo impasto e terminò spargendo sulla superficie il resto dei semini che schiacciò per farli aderire al composto.   Chiuse il tutto con altra pellicola e mise nel freezer per il tempo che restava fino al momento di servirlo sperando che diventasse più compatto e fresco.

Decise di chiamare la sua mattonella di pesce: “Summer Box – pesci e girasole”. 

– Hai tolto tutto dalla scatola per poi ricrearne una - lo schernirono i suoi amici.

Anche il dessert di Mr. White era a buon punto.

Lui stava preparando un Mont Blanc facile facile che definì: “Mont Blanc pista blu”. 

Si era portato un barattolo di marmellata di marroni, dello zucchero a velo, delle meringhe belle croccanti, della panna da montare e una scatola di marron glacé che aveva trovato a casa.  Aveva con se’ anche uno schiacciapatate, in acciaio inox, di quelli a leva.   La difficoltà del suo dolce era veramente minima ma sperava di conquistare il punto almeno per la presentazione.   Aveva mescolato assieme alla crema di marroni lo zucchero a velo e un poco di farina, tanto per rendere l’impasto meno appiccicoso.

Aveva montato la panna, ricordandosi di mettere nel freezer per una decina di minuti le fruste prima di usarle, e dopo aver fatto a pezzetti le meringhe le aveva mescolate con la panna.  Su un bel piatto di cristallo aveva poi adagiato uno strato di marron glacé e versato la panna con le meringhe cercando di dargli la forma pressappoco di una montagna.  Infine, aveva messo l’impasto appena preparato nello schiacciapatate e fatto piovere sul dolce una cascata di spaghetti di marroni che l’avevano ricoperto tutto.  Senza dubbio il dolce, all’aspetto, sembrava un capolavoro di pasticceria. 

- Speriamo che non te la tireranno in faccia - dissero gli altri un po’ gelosi.

Les quatres cuistots erano ormai …pronti!  Si poteva iniziare la degustazione.

Le signore rimasero stupite dalla velocità della preparazione e prepararono i loro taccuini per assegnare i punti dato che tutti e quattro erano riusciti a terminare in tempo.

Ogni cuoco servì l’antipasto alla propria moglie per evitare di rivelare chi ne fosse l’artefice.

Il Gazpacho ebbe successo, le scodelline con la zuppa, invitanti e appetitose vennero acclamate con espressioni di stupore.  Ognuna segnò un voto segreto sul blocchetto.

I quattro cuochi portarono poi in tavola le lasagnette e la giuria le applaudì entusiasta.  Nulla avanzò nei piatti. Ancora una votazione misteriosa e sorridente.

La mattonella estiva venne affettata e porzionata con maestria e decorata con un ghirigoro finale fatto con aceto balsamico, quello denso (trovato nel frigo della cucina di Mrs. Burnham).   Nuovamente complimenti a non finire e un nuovo punteggio celato per non far prevedere il risultato.

Perfetti anche nel servizio, porsero infine il dessert alla giuria che si alzò addirittura in piedi.

Ultima votazione prima del verdetto mentre le donne si leccavano la punta delle dita.

Le giurate si ritirarono per decidere il responso.  Quando tornarono, con aria da furbette, sentenziarono che, essendo stati indiscutibilmente così bravi, meritavano tutti e quattro la vittoria ma che il premio consisteva nel lavare i piatti.

- Con o senz’acqua?  - chiesero questi rassegnati

 

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Inserito il:08/06/2017 18:19:00
Ultimo aggiornamento:08/06/2017 18:26:25
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