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Aggiornato al 17/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Eduard von Grützner (Karłowice Wielkie, Polonia, 1846 - Monaco di Baviera, 1925) – The Klosterbräu

 

Un libro davvero speciale di Andrea Camilleri

di Marialuisa Bordoli Tittarelli

(seguito)

 

- Non puoi immaginare quanto sia grata ai miei amati libri - disse la Signora Persi alzando la testa dal volume che stava leggendo con un grande sorriso negli occhi e sulle labbra.

Gregory si fermò alle sue spalle per sbirciarne il titolo che aveva illuminato gli occhi dell’amica.

Lei gli mostrò la copertina sottolineando che si trattava di un romanzo dello scrittore italiano morto, più che novantenne, in quei giorni e del quale aveva letto moltissimi dei numerosi libri.

Si trattava di Andrea Camilleri, il bravo e prolifico creatore del famoso commissario Montalbano, sicuramente il più noto personaggio dei gialli italiani.

Lei che i gialli li divorava avidamente, aveva seguito con passione quasi tutte le inchieste, per nulla intimorita o scoraggiata dal fatto che spesso l’autore inseriva parole in dialetto siciliano, dato che siciliano era e nella stupenda Sicilia si svolgevano gli avvenimenti di cui trattava.

Fin dalla prima lettura era rimasta incantata da quella lingua italo sicula che rendeva le avventure, i sentimenti, le riflessioni ancora più vividi e coinvolgenti.

Tuttavia a farle amare profondamente l’autore e la sua verve non era stato il commissario Montalbano, per il quale provava in realtà più avversione che simpatia, per via di quel carattere secco e scorbutico, ma lo straordinario racconto di una vicenda insolita che aveva riletto quel giorno, in omaggio allo scrittore appena deceduto.

Si trattava del Birraio di Preston, un piccolo capolavoro di umorismo e simpatia.

A incatenarla al racconto erano bastate le prime righe che parlano di Gerd Hoffer, bambino tedesco, capitato in Sicilia al seguito del padre ingegnere minerario, il quale, in una notte tempestosa, risvegliato dai lampi e dai tuoni, si alza per andare a fare pipì e scambia un incendio, che vede dalla finestra, per il sorgere del sole dal lato sbagliato della terra.

La scena è descritta con tenerezza e poesia e con una sottile sapiente vis comica che rimarrà voce narrante per tutto il libro, stampando sulle labbra di chi legge quel sorriso amabile che anche la signora Persi aveva quel mattino.

Nel racconto suspense, avventura, patriottismo, amore si alternano catturando attenzione e interesse, il tutto sempre accompagnato da un delizioso umorismo così raro negli scrittori italiani.

Camilleri è un maestro eccezionale nel dipingere caratteri e personaggi. Non ci sono persone banali nei suoi racconti: ognuna si delinea ed emerge grazie a caratteristiche particolari che il linguaggio dialettale mette in risalto con competenza e vera arte.

Il titolo, così sconcertante lontano com’è dalla Sicilia con quella città e quel mestiere, birraio, così poco italiani, in realtà è il titolo di un’opera lirica di Luigi Ricci che verrà rappresentata a Vigata per inaugurarne il teatro regio.

Partendo da un fatto realmente accaduto, (nella realtà il teatro regio da inaugurare è quello di Caltanisetta) l’autore inventa situazioni e fatti scaturiti dall’avversione dei notabili del paese per un’opera poco interessante a confronto del patrimonio operistico italiano.

La congiura messa in atto per punire “la prepotenza” del prefetto che aveva imposto l’opera, si snoda in situazioni, dialoghi esilaranti, battute, dando vita a una farsa in cui il clou del comico si esplica sul palcoscenico nella scena del canto dell’attonita e gigantesca soprano e nelle battute degli spettatori.

Pur raggiungendo livelli di alta comicità, il Birraio di Preston ha comunque pagine di grande delicatezza e commozione.

La lingua impiegata, quella sorta di siciliano italianizzato spesso presente negli scritti dell’autore, rende ancora più vive e delineate sensazioni, immagini, profumi, colori.

In questo romanzo l’autore non si limita a “parlare” siciliano, ma, poiché i regi funzionari provengono da varie regioni d’Italia, fa in modo che il prefetto,Bortuzzi, che è toscano, parli con accento e parole toscane, il questore milanese, Colombo, con accento e parole milanesi e il comandante della piazza d’armi di Montelusa, Aymone Vidusso, piemontese parla in dialetto piemontese quando si rivolge ad un collaboratore suo conterraneo, mentre l’ingegnere minerario tedesco ovviamente ha un marcatissimo accento germanico.

L’uso del dialetto con le sue parole onomatopeiche rende la scena più vivida e reale facendo sentire il lettore parte della vicenda.

Per alcune persone la lettura dei libri di Camilleri risulta un po’ ostica per l’uso di questa lingua molto ricca di espressioni dialettali.

La signora Persi aveva scoperto che diventa meno difficile e molto piacevole leggerla lasciandosi andare alla musicalità, senza irrigidirsi nel tentativo di una traduzione simultanea forzata. Al contrario occorre ascoltare rilassati come si fa quando si guarda un quadro astratto; non cercare insistentemente una figura, ma fare in modo che il quadro ci comunichi emozioni spontaneamente.

Leggendo le pagine del Birraio immagini e voci si sciolgono e raccontano tutta la storia. Forse non si comprenderà letteralmente ogni parola, ma il senso e il suono saranno capaci di trasportarci nella vicenda senza fatica.

 

(Continua)

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Inserito il:21/07/2019 23:31:34
Ultimo aggiornamento:28/07/2019 18:12:25
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