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Aggiornato al 29/11/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Natalie Holland (Middlessex County, NJ, USA - ) - Professor

 

Un prof molto particolare

di Franco Filippazzi

 

Era già successo che un virus (lo chiamavano coronavirus) obbligasse a chiudere le scuole.

E’ passato parecchio tempo da allora, ma la stessa situazione si ripresenta ancora, con un altro virus, altrettanto maligno e pervicace. Per fronteggiare il diffondersi dell’epidemia, tutte le scuole sono state chiuse e le lezioni si svolgono via etere, coi mezzi di comunicazione di cui tutti dispongono da tempo.

Anche il liceo vicino a casa è immerso nel silenzio, docenti e studenti lavorano on-line. Siamo ormai agli sgoccioli dell’anno scolastico e i professori cercano di fare una sintesi del loro corso, coinvolgendo gli allievi, discutendo con loro quanto era stato detto nei mesi passati.

Oggi è la giornata conclusiva. Il prof di filosofia cerca di fare un quadro della materia in vista del colloquio finale che i ragazzi dovranno sostenere per la maturità.

In particolare egli si sofferma su un tema che aveva affrontato e discusso con gli allievi durante l’ultimo anno e cioè il problema della coscienza.

Nel suo riepilogo, il prof cita i grandi pensatori, dai filosofi greci a quelli contemporanei, la loro visione del problema, i dubbi, le divergenze.

Che cosa è la coscienza? Da secoli l’uomo si interroga e arrovella su questo problema. Nelle definizioni, scolastiche o meno, è il sapere di essere, la consapevolezza di esistere. Una visione astratta di ciò che siamo. Un mistero che accompagna l’uomo da secoli, alla ricerca del significato dell’esistenza nell’immensità dell’universo.

L’interazione tra il prof e gli allievi continua e introduce altri interrogativi sull’argomento. E’ la coscienza una prerogativa dell’essere umano? Potrà una macchina essere autocosciente? E’ una peculiarità dell’uomo o potrà esistere in robot umanoidi?

Il prof non si pronuncia, lascia che siano i giovani a discutere ed esprimere il proprio pensiero.

Il tempo della lezione è finito, nell’aula virtuale le luci e le voci si spengono.

E’ mezzogiorno passato, è l’ora di rifocillarsi. Nella sua casa, il prof apre la camicia. Sullo sterno ha una minuscola valvola e ad essa attacca una piccola presa di corrente.

Buon pranzo, prof.

 

 

Inserito il:10/04/2020 17:15:22
Ultimo aggiornamento:10/04/2020 17:20:18
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