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Aggiornato al 20/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Interrobang No.1 by Julia Hamilton ( contemporanea, San Francisco, Usa)

 

L'interrobang

di Giovanna Casertano

 

Supponiamo di voler porre la domanda “cosa?” in modo retorico o sarcastico e di volerla quindi, accompagnare con un'emozione di incredulità/sorpresa.

Si sa che se la domanda viene posta verbalmente e di persona, non è difficile leggerne tra le righe, l'intenzione, il significato implicato, anche attraverso il tono della voce e altre espressioni non verbali di chi la pronuncia.

Si sa anche che se è posta per iscritto invece, per ottenere lo stesso effetto, è opportuno aggiungere delle emoticon, come accade sempre più frequentemente con la messaggistica istantanea o gli sms; oppure in alternativa e ove queste non siano disponibili, ricorrere all'accoppiamento di due differenti segni di punteggiatura: esclamativo ed interrogativo (“cosa!?”).

Forse però, non tutti sanno che esiste un segno di interpunzione, che sostituisce quello di esclamazione ed interrogazione e il cui simbolo ( ) deriva dalla loro fusione grafica.

Si chiama interrobang, dall'unione della parola latina interrogatio (cioè domanda) e dell'inglese bang (gergo della stampante per il punto esclamativo), e va interpretato come una pausa della lunghezza di un punto fermo cui si aggiungono le intonazioni tipiche della domanda e della sorpresa.

Il nuovo punto di interpunzione fu creato nel 1962 da Martin K. Speckter, giornalista e presidente della Martin K. Speckter Associates Inc., un'azienda pubbilicitaria newyorkese.

L'idea nacque dalla necessità di rendere alcuni slogan pubblicitari immediatamente comprensibili senza ricorrere a combinazioni tipografiche ingombranti e poco attraenti.

In alcune frasi come queste, per esempio: “Più bianco del bianco!” o “Più bianco del bianco?”, né il solo punto esclamativo, né il solo punto di domanda, potrebbero trasmettere appieno l'intento di stupore e domanda che si vorrebbe contemporanemente esprimere. Ma aggiungere i due punti di interpunzione ,“Più bianco del bianco!?”, guasterebbe esteticamente l'espressione scritta e di conseguenza, l'efficacia della comunicazione.

In un articolo pubblicato sul TYPEtalks Magazine, lo stesso Speckter propose quindi, l'utilizzo del nuovo simbolo ( ) come alternativa all'accoppiamento dei due segni di punteggiatura (!?/?!). L'interrobang sarebbe tornato utile a scrittori, giornalisti e pubblicitari che avessero voluto scrivere in modo chiaro dichiarazioni retoriche, ironiche, sarcastiche e nelle quali non c'è esattamente solo la domanda, né solo un'emozione di incredulità.

Il nuovo segno di punteggiatura riscosse subito grande consenso da The Economist, Wall Street Journal e da altre importanti testate, perchè in grado di aggiungere "sfumature e chiarezza" alle domande retoriche.

Diverse aziende produttrici di macchine da scrivere, come la Remington Rand, cominciarono perciò, ad includere l'interrobang nei caratteri metallici delle tastiere.

Scrittori  e giornalisti, convinti della funzionalità del nuovo segno, cominciarono ad utilizzarlo. Ciononostante, nel giro di alcuni anni, ritornarono ad usare i punti esclamativi ed interrogativi insieme, come d'abitudine e l',  piano piano, cadde in disuso. Come si fa quando si segue una moda passeggera.

Tuttavia, nonostante il raro impiego, soprattutto da persone al di fuori del campo di scrittura, l'interrobang  non sparì del tutto: il Teatro ad Alberta e la Biblioteca di Stato del New South Wales utilizzano ancora il simbolo dell'interrobang come proprio logo.

I segni della punteggiatura così come il linguaggio in generale, risentono dei cambiamenti sociali, culturali e tecnologici. E' ovvio che la velocità con la quale si sono sviluppati i mezzi di comunicazione negli ultimi tempi, ha notevolmente influito sulla diffusione e la condivisione dei simboli, ai quali si ricorre ormai sempre, per la facilità di poter trasmettere immediatamente un contenuto, ma anche stati d'animo..

Il simbolo at o chiocciola (@) per esempio, che ha trovato rilevanza negli indirizzi e-mail, era stato un segno sconosciuto per lungo tempo; l'hashtag  (#) fu lanciato da Twitter nel 2006, ma solo da poco è largamente diffuso; mentre la tastiera con le emoji è ancora poco utilizzata: si preferisce utilizzare le faccine già presenti  nelle app di messaggistica o nelle reti sociali virtuali, oppure i comuni caratteri presenti su una tastiera alfanumerica per comporle.

Raramente oggi capita di imbattersi in un testo che contenga l'interrobang, ma è  possibile che anche questo simbolo resterà ancora per poco nel dimenticatoio e ritornerà alla ribalta, magari sulle nuove tastiere, insieme agli altri segni comuni di punteggiatura.

Nel frattempo, volendo inserire l'interrobang in un testo, è possibile trovarlo nei caratteri speciali di Word.

Mi sembra chiaro, no

 

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Inserito il:28/02/2017 08:18:07
Ultimo aggiornamento:28/02/2017 09:32:32
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