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Aggiornato al 18/11/2018

Elzbieta Mozyro (Polonia - Contemporanea) - Verba Volant

 

Verba volant: arcaismi e neologismi a confronto

di Giovanna Casertano

 

La notizia che il giornalista Enrico Mentana avesse inventato una nuova parola, webete, era stata twittata, chattata, postata e anche segnalata all'Accademia della Crusca come neologismo da inserire nel linguaggio dell'era digitale.

La smentita che il termine non fosse nuovo, ma inventato circa venti anni fa per definire una persona che si occupa solo di web, non aveva suscitato invece lo stesso interesse, forse perché piaceva di più il significato di “idiota del web”.

Una volta i neologismi erano sporadiche creazioni da letterati; ora arrivano soprattutto dal linguaggio giornalistico e televisivo; dalla rete, dai blogger e dai web influencers.

Nell'edizione 2016 del dizionario Zanichelli sono state inserite oltre 250 nuove parole, scelte in base ai criteri di quantità (cioè la diffusione nel lessico comune: giornali, libri, siti istituzionali, in internet ...) e qualità (l'eventuale uso del nuovo termine in testi letterali e pubblicazioni di settore).

Nel frattempo molte altre vengono inventate ed entrano a far parte del nostro linguaggio quotidiano anche se non (ancora) ufficialmente riconosciute.

Il linguaggio si evolve, si trasforma insieme alla società e ne diventa allo stesso tempo, la sua più diretta e spontanea manifestazione.

E' perciò normale che al  tempo degli smartphone, delle chat e dei twitter, tanti neologismi, soprattutto inglesismi, scaturiscano proprio dal mondo virtuale per comunicare in modo immediato e se si vuole, più cool anche nella vita reale.

Il termine wellness per esempio, si riferisce ad una filosofia di vita che favorisce uno stato di benessere psicofisico, proponendo una serie di  attività sportive, alternate a momenti di  mental training, insieme ad una alimentazione sana e corretta.

Il neologismo è nato e si è diffuso velocemente in seguito alla consapevolezza che nella società attuale le persone sono sempre più esposte a stati di stress fisici e psicologici che possono diventare patologici nel tempo.

Di conseguenza sono state aperte palestre proponenti esercizi motori ad hoc e con personal trainer; nuove figure professionali come coach e counselor, si propongono per un sostegno psico- emotivo; mentre i tour operator promuovono vacanze alternative in strutture con centri SPA e percorsi benessere.

Una parola che definisca un tale stato di benessere psico-fisico esiste già nel vocabolario della lingua italiana. E non è vacanza (dal latino văcāre, esser vuoto) che vuole significare semplicemente: libero da lavoro e da impegni, ma  risquitto (letteralmente “requie” dopo la fatica). Il termine deriva dal latino respectum ed indica pienezza di cose che rigenerano corpo e spirito e  in questo senso contiene l’idea del “rispetto” e della cura di sé.

E' evidente come l' attuale  modus vivendi  imponga un nuovo modus dicendi fatto di parole liquide dell' hic et nunc.

La frase: “facciamo un selfie, così lo postiamo, lo tagghiamo e vediamo quanti like riceviamo”, soltanto una ventina di anni fa non avrebbe avuto alcun significato; mentre molte parole una volta familiari, sono diventate antiche, arcaiche  perché il loro etimo, quasi sempre associato ad una storia antica, da cui deriva il significato intrinseco, è spesso sconosciuto ai nativi digitali.

Eccone alcune:

  • Busillis. Deriva da una errata trascrizione della locuzione latina in diebus illis (in quei giorni) in: in die busillis. Da questo errore si ricava il termine busillis che essendo inesistente, rendeva la frase impossibile da tradurre. Da qui: enigma, questione di difficile soluzione;
  • BerlingareChiacchierare a stomaco pieno e sotto l'effetto del vino. Il termine risale al XVI sec. forse dal latino berlenghum, tavola;
  • Rinverzicare: da verzura, insieme di erbe e piante verdeggianti. Significa dedicarsi a nuovi progetti, rigenerarsi, ringiovanire, ma anche fare attività fisica;
  • Soppiattone: colui che agisce in modo furtivo ed ipocrita;
  • Maramaldo: colui che sfrutta la propria posizione di potere per infierire sul più debole. Il sostantivo deriva dal nome del condottiero Fabrizio Maramaldo che durante la battaglia di Gavinana (1530) colpì a morte un capitano disarmato e gravemente ferito;
  • Tirtàico: Nel VII sec. a.C. il poeta spartano Tirteo infervorava l'animo dei soldati in guerra con i suoi versi. L'aggettivo indica quindi, ciò che infonde coraggio;
  • Ponzamento: dal latino pùngere, nel senso di far forza in un punto inutilmente; fare dunque uno sforzo fisico o mentale, senza ottenere risultati. Per esempio. Perdersi in un ponzamento: non trovare soluzioni.

Tutti termini probabilmente poco trendy, ma a costo di sembrare poco smart, vorrei provare ad usarne qualcuno proprio come se fosse un neologismo:

“Se il futuro vi sembra un grande busillis, non perdetevi in un ponzamento, ma rinverzicate concedendovi una vacanza di tutto risquitto!”

 

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Inserito il:08/06/2017 17:48:32
Ultimo aggiornamento:08/06/2017 17:53:29
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