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Aggiornato al 14/10/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) – Scuola di Atene - Affresco

 

Al Liceo N. Rosa, fitness della capoccia…

di Davide Torrielli

 

Sono tempi in cui osserviamo rivolgimenti di ogni genere ed innegabilmente dobbiamo constatare come il mondo stia rapidamente stravolgendo i propri riferimenti: addirittura il polo magnetico si è spostato dal nord del Canada alla Siberia accelerando la propria velocità di circa dieci volte rispetto a pochi anni fa.

Cambiano i riferimenti inerziali, magnetici, gravitazionali, culturali e sociali… tutto cambia e e con una certa rapidità che ci lascia a volte impreparati ad affrontare tali rilocalizzazioni dei riferimenti stabili.

Forse Battiato con la sua ricerca di un centro gravitazionale ci aveva preso.

Di certo l’uomo mantiene dei punti cardine ai quali si aggrappa perché non solo i bimbi hanno la necessità di certezze come i soliti biscotti alla mattina e la stessa marca di yogurt; più i rivolgimenti sono consistenti, più emerge con forza la necessità di solide basi immodificabili nel tempo per il navigatore del mondo.

Dentro di noi quindi esistono posizioni certe di natura sociale così come legate al mondo del razionale e non, che vengono mantenute nel tempo sia che lo si voglia che meno.

Osserviamo uomini che si incremano,curano il proprio corpo come starlette del piccolo schermo dandosi pena per apparire sempre più ineccepibili: le colleghe femmine non sono da meno, imponendo al proprio apparire energie immani e pene ingiuste verso se stesse.

Tanto fitness e come lo chiamano oggi, wellness, ovvero lo star bene.

Tanta energia per curare, nutrire, rendere ineccepibile il proprio corpo, impegno certamente apprezzabile per una vita piacevole e sana. In questo senso però emerge una prima stranezza: tanta pena ed impegno sul fuori che non vede tanto contraltare sulla cura del dentro ovvero tanta palestra di preparazione per un wellness esterno, ma tanto poco per pompare i neuroni che a volte, troppe volte, sono tanto più deteriorati e goffamente disallenati tanto quanto i muscoli lo sono esternamente. Tante volte l’inversamente proporzionale funziona ed è provato ma in generale, si tratta di un modus allargato dove l’apparire vince sul contenuto del cranio.

Esiste una consuetudine dei licei classici, un mondo che sta ripartendo, che vede genitori, allievi, professori ed ex di tutto, riunirsi nelle oltre 400 scuole classiche di tutto il paese, una notte l’anno per celebrare il wellness del cranio ovvero la cultura. Un incontro di sei ore che si snoda contemporaneamente nei licei classici d’Italia, tra rappresentazioni, relazioni, valli e canti, tutti in nome della cultura classica, quella rigorosamente del latino e del greco, dei saggi e dello Studio quello con la “S” maiuscola.

Ogni anno, in questa occasione, vengono invitati a relazionare personalità del mondo della cultura per sostenere quello che in tanti non ricordano ovvero che ancora oggi oltre il 60% del nostro linguaggio in tutti i campi, contiene evidenti strutture latine o greche e non conoscerne i segreti, porta un handicap culturale non indifferente nella vita di tutti i giorni, qualsiasi cosa si faccia.

Quest’anno, al Liceo Classico “Norberto Rosa” di Susa in provincia di Torino, è intervenuto il Prof. Sabatini che non necessita presentazioni in quanto rappresenta di certo uno dei massimi esponenti del sapere e del linguismo italiano moderno ed antico.

Il professore emerito e presidente dell’accademia della Crusca, ha saputo dall’alto dei suoi 87 anni, tenere una conferenza micidiale, con una lucidità incredibile, senza leggere e con uno sviluppo sequenziale dell’intervento visto poche volte. Una modernità sorprendente ha contraddistinto il suo padroneggiare l’intervento, chiarendo come le lingue da molti stolti definite inutili, rappresentino invece la naturale palestra, l’architrave della casa della vita di tutti i giorni: uno scheletro di una mente sana nel corpo sano, un allenamento ed una formazione senza la quale siamo mancanti di uno strumento dalla potenza nascosta, dalle capacità che solo chi l’acquisisce sente propria dentro.

Il facile definire inutili gli studi di quel tipo denota la malattia che ci colpisce lasciando potenzialità inespresse al pari di un corpo prestante poco allenato, mal nutrito e senza cura.

È ormai provato da squadre di neurologi come l’acquisizione di una cultura classica incentivi la formazione di alcune aree cerebrali altrimenti inespresse e non stimolate in altro modo, che poi concorrono a formare un cervello organizzato, razionale e pronto ad acquisire informazioni di qualsiasi natura e provenienza.

In questo senso l’intervento moderno ed illuminante del Prof. Sabatini ha saputo individuare nelle recenti tecnologie e processi la necessità di essere gestiti e governati da cervelli allenati, palestrati e curati come si deve.

Vecchio è il considerare vecchi latino, greco e lo studio classico; inutile è a volte quindi non tanto il latino stesso od il greco, ma il tentar di spiegare all’Homo Ignorantis la necessità di evolvere e mettere sulla panca degli addominali anche il proprio encefalo.

Un elogio alla modernità del Professore emerito ed a chi persegue la strategia dell’allenamento cerebrale dei nostri figli, e non solo nella sterile strategia della ricerca immediata di una collocazione nel mondo del lavoro, perché chi capoccia allenata ha, in fretta dopo farà!

Una divertente nota di colore quanto triste, è stata data da un esponente politico (per fortuna erano in pochissimi), intervenuto suo malgrado credo perché costretto, che non è stato in grado di astenersi in prima fila dal chattare tutto il tempo con il cellulare, dando evidenza di quanto sospettavamo la sua figura potesse significare in un contesto del genere, atteggiamento confermato da uno sterile quanto disarticolato intervento di cinque imbarazzanti minuti, che per fortuna, sono passati rapidamente.

Un’oretta di suo sonno a bocca semiaperta con bavetta annessa sarebbe stato più onorevole in quanto si sarebbe potuto attribuire la sua “assenza” alla stanchezza tipica degli indefessi rappresentanti dello stato, ma tant’è.

Ancora una volta, la politica fa il suo dovere.

Te Curas

 

Inserito il:16/01/2019 22:22:08
Ultimo aggiornamento:16/01/2019 22:30:21
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