Paul Seignac (1826 - 1904) - La Befana (Helping mother)
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Il vantaggio di essere “unici”
di Simonetta Greganti Law
Trasformare un quadro d’autore in parole …
Aveva perso il suo gemello.
Dopo una vita di coppia si sentiva smarrito. La sua esistenza era come svuotata e la cosa più triste era che adesso non sarebbe stato più preso in considerazione da nessuno. Si sentiva fuori posto e pensò che forse nel passato probabilmente aveva brillato esclusivamente di luce riflessa mentre ora, ormai solo, non era più in grado di farsi valere.
Era stato relegato in un angolo del cassetto della biancheria e vedeva tutti gli altri calzini ancora in coppia che regolarmente venivano chiamati per svolgere la loro missione giornaliera: tenere i piedi al caldo per permettere una vita più felice.
“Adesso è tutto diverso” piagnucolava il calzino mentre rievocava il passato.
“Eravamo felici, sempre in scarpe diverse: eleganti, sportive, comode o da lavoro. Ballavamo, correvamo, sudavamo. Abbiamo riposato su divani morbidi dopo giornate faticose.”
“E poi?” domandò curioso un altro calzino.
“Poi la lavatrice. Un ultimo saluto in quel vortice, quella pericolosissima danza, quel gorgo che ci ha afferrati in coppia ma poi scaraventati in punti opposti del cestello durante la centrifuga. L’ho visto sparire sotto ai miei occhi, risucchiato da quel buco nero di fibre e detersivo. Di lui nessuna traccia. Finito in un altro universo, attratto da una forza magnetica sconosciuta che mi ha privato del mio compagno di una vita.”
“E ora?”
“Temo di finire come è capitato a tanti: una pezza per lucidar l’argento”
“Non ti abbattere, potresti avere un destino più felice. Ho sentito di un amico che è diventato marionetta per il teatrino di un bambino e da calzino è stato trasformato in un serpentello con tanto di occhietti mobili e di lingua biforcuta.”
“Ad essere sincero, neppure questa sorte mi alletta più di tanto.”
All’improvviso, il cassetto si aprì.
“Ehi, ma questa non è la mano del padrone!” Pensò mentre un brivido gli gelava ogni maglia del suo corpo.
Si sentì afferrato per il collo, avvertì occhi inquisitori che lo scrutavano poi venne rigirato dentro e fuori come per valutarne la capienza, e infine udì una vocina che esclamò: “Si, questo è perfetto!”
“Perfetto per cosa?” si domandò dubbioso e impaurito.
Quale sarebbe stata adesso la sua sorte? Che futuro stava per attenderlo?
Quale gioia immensa quando invece scoprì che la ragazzina lo stava attaccando al camino per affidargli il prestigioso compito di incontrare la Befana e ricevere direttamente da lei dolci e sorprese da custodire al suo interno. Era stato un privilegiato, avrebbe permesso di continuare una tradizione tra le più belle delle feste natalizie.
Ma le sorprese non erano finite qui…mentre si dondolava sul camino felice di questa sua missione notò appeso accanto a lui il suo gemello così i due gioirono per essersi ritrovati. Entrambi erano stati eletti per incontrare la Befana.
Che giornata memorabile: l’essersi persi gli aveva fatto comprendere di come fosse prezioso ritrovarsi e l’arrivo della Befana li avrebbe riempiti non solo di gioia ma anche di dolci.
Da quella notte… vissero sempre felici e “appaiati”.

