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Aggiornato al 23/01/2019

Laurie Snow Hein (Lakewood, New Jersey, 1949 - ) – Waiting for Daddy (2015)

 

Duello

di Simonetta Greganti Law

 

Due avversari, l’uno contro l’altro, come in un duello...ma con armi diverse.

A sfidarsi erano: il cuore ed il cervello.

Cosa le stava succedendo così all’improvviso?

Le sembrava vano ascoltare l’intelletto che l’avvertiva di non fidarsi troppo del muscolo cardiaco poiché, come risaputo, si lasciava sempre trasportare da sentimenti mai ponderati in modo appropriato.

Quel saggio, la consigliava di non farsi nuove illusioni e di rimanere coi piedi ben piantati a terra. Insomma, la ragione, non se la sentiva di dover tornare a ricercare tesi valide per farle dimenticare una seconda volta l’uomo che l’aveva già ferita nel passato. Tuttavia la conosceva bene e sapeva per certo che, anche in questa occasione, lei avrebbe prestato ascolto alle scelte sventate dettate dall’amore.

Non si poteva credere al buonismo che propagandava il cuore. Eppure il cervello lo sapeva, avrebbe nuovamente perso. Non c’erano ragioni contro l’amore.

Cuore e cervello, come due nemici, due antagonisti, due avversari, miravano a una decisione opposta:” fallo tornare a casa” / “non permettergli di rientrare in famiglia”.

Il cervello accusava il cuore di non mostrarsi coraggioso, di non essere ardito al punto da saper optare per il giusto. Era infatti un cuore compassionevole, sensibile, esageratamente generoso. Ostentava sentimenti troppo tolleranti e benevoli. Lo si poteva definire impulsivo e capace di gonfiarsi per l’eccitazione al punto da sentirsi scoppiare per poi umiliarsi di fronte alla realtà e ridursi a una nullità.

Era un cuore ingrato che voleva pilotarla verso una nuova delusione!

Come poteva vagheggiare ancora? Non gli era bastato nel passato ridurla uno straccio? Si era forse dimenticato di quante lacrime le aveva fatto versare?

Con che spavalderia quel cuore affrontava adesso la materia grigia e avanzava le pretese di un perdono?

Se ne stava gongolante, illuso come al solito, battendo all’impazzata dentro la gabbia toracica che lo conteneva. Si meritava quella prigione fatta di costole perché si sa, sarebbe stato veramente troppo pericoloso lasciarlo libero. Eppure, incapace come sempre di un contegno, sembrava un uccello entrato per errore in una stanza; cercando una via d’uscita, sbatteva alle pareti e si rialzava e continuava a frullare le sue ali urtando ovunque.

Stava rischiando un infarto per tutte quelle emozioni che provava!

Freddo, cinico, senza sentimenti, il cervello invece tentava di convincere la donna a ragionare invitandola ad ignorare quel turbine di sensazioni che la sconvolgevano.

La memoria non doveva abbandonarla proprio adesso. Doveva farle ricordare tutto il male sopportato!

Il cervello non voleva arrendersi pur comprendendo che sarebbe stato inutile farla riflettere, quella donna era troppo pazza per amore.

Jenny guardava sua madre che, alla notizia del desiderio del padre di voler tornare a casa, era stordita, in preda a un trambusto interiore che non le permetteva quasi più di muoversi.

La piccola però non desisteva. Aveva architettato un piano ben preciso per aiutare il padre.

Così, da dietro le spalle, avanzò un piattino dove aveva servito una fetta di crostata frangipane, preparata con la stessa ricetta che il papà le aveva insegnato in occasione della festa della mamma…quando ancora erano tutti e tre felici.

Come per incanto, mentre il cervello annaspava ancora per ritrovare elementi validi ed assecondare la sua irremovibile tesi disfattista, negli angoli più reconditi della mente scorse annidati ricordi piacevoli che non erano mai stati rimossi.

La memoria involontaria, anziché cancellare il dolore aveva conservato alcuni momenti belli ed ora erano tornati a galla fluttuando col profumo di quel dolce.

Il cuore e il cervello però avevano deciso di farsi da parte per lasciare a quella donna il compito di scegliere da sola.

“Nessuna decisione affrettata” disse rivolgendosi alla figlioletta, “dovrò parlarne con tuo padre”.

Questo per Jenny era già un successo.

 

CROSTATA FRANGIPANE

  • Preparare la pastafrolla secondo la ricetta che si preferisce
  • Per la crema frangipane:

150 gr di farina di mandorle o mandorle tritate

160 gr di zucchero

200 gr di burro morbido

3 uova e un tuorlo

70 gr di farina 00

Marmellata di albicocche

Mandorle a lamelle

Zucchero a velo

Procedimento:

per la crema frangipane

montare con delle fruste elettriche il burro con lo zucchero e unire le uova amalgamando bene. Aggiungere poi la farina di mandorle e la farina 00. Amalgamare bene. Coprire con una pellicola alimentare e riporre in frigo.

Ricoprire uno stampo rotondo con la pasta frolla già preparata, bucherellarla e stenderci un sottile strato di marmellata di albicocche. Versare poi la crema frangipane e livellarla.

Ricoprirla con delle mandorle a lamelle e cuocerla a forno caldo per circa un’ora a 170°.

Servire spolverizzata di zucchero a velo.

 

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Inserito il:10/11/2018 19:06:28
Ultimo aggiornamento:10/11/2018 19:18:02
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