Aggiornato al 17/06/2024

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

 

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DALLA POLTRONA (2)

Presentazione di libri, film, eventi.

di Giacomo D. Ghidelli

 

Perfect Day - Un film di Wim Wenders

 

1)  Questo è un film in cui non accade nulla.

2) Questo è un film in cui accade tutto.

 

1) Il film si svolge a Tokio. Protagonista è un uomo che non parla quasi mai.

2) Il primo accadere del film è proprio il silenzio: il silenzio come luogo della riflessione, come stato che consente una reale apertura al mondo come condizione indispensabile per riuscire ad ascoltare le risonanze del mondo dentro di sé.

 

1) L’uomo vive in una casa di due locali. In uno c’è un futon, una piccola libreria con molti CD di vecchie canzoni, molti libri, una lampada, alcune piantine che lui cura bagnandole prima di andare al lavoro. Al piano inferiore c’è una piccola cucina. Al mattino l’uomo si sveglia, esce in cortile dove c’è un dispenser a gettoni da cui prende un caffè in lattina.

2) L’essenzialità è un’altra cifra del film: essenzialità come eliminazione del superfluo che ottunde i sensi, che fa pensare, ad esempio, più alla casa che alle cose belle che può contenere, cose anch’esse consegnate a una totale essenzialità: non c’è bisogno di molto: bastano buoni libri da leggere e buona musica da ascoltare, un lavandino in cui sciacquarsi il volto al mattino..

 

1) L’uomo sale in auto. È piena di attrezzi di lavoro, alcuni dei quali costruiti da lui. Con la sua vettura raggiunge le varia toilette di Tokio che pulisce in modo meticoloso, utilizzando anche una lente per vedere che la pulizia sia perfetta e uno specchietto per analizzare i punti nascosti.

2) Essere consapevoli di ciò che si fa per poterlo fare al meglio: seguire questa regola significa mettere in atto senza deroghe una forma di rispetto verso se stessi, innanzitutto. Ma di rispetto anche verso gli altri, che usufruiscono dei risultati del lavoro.

 

1) Una volta, seminascosto in una fessura di una toilette, trova un foglio: è un gioco del tris con segnata la prima croce. Lo guarda, lo getta, ma poi lo raccoglie, segna il proprio cerchio e lo rimette a posto. Il gioco va avanti per giorni. Al termine del gioco non sapremo chi ha vinto, ma sul foglio, che lui conserverà con cura, compare la scritta “grazie”.

2) Attenzione a ciò che accade, attenzione all’altro, desiderio e capacità di interagire con quella leggerezza raccontata da Calvino che introduce al massino della profondità e che sfocia nella gratitudine.

 

1) A mezzogiorno mangia un panino al parco, dove intrattiene muti colloqui con un senzatetto o con una ragazza. Scatta qualche foto all’intrico di rami che lo sovrastano, raccoglie una piccola piantina appena spuntata che andrà ad arricchire la sua collezione casalinga. Riprende il lavoro.

2) Lo sguardo è tale se non sorvola sulle cose in modo distratto, ma se vi si sofferma cogliendo sia il troppo grande del cielo sia il troppo piccolo della pianticella appena nata. Perché la vita è troppo ricca per lasciarla scivolare sotto i nostri occhi.

 

1) Concluso il turno di lavoro, va in un bagno pubblico a pulire se stesso e quindi si reca a cena in una tavola calda in cui il proprietario lo accoglie sempre con una frase che sottolinea come il cibo sia la ricompensa per uno che ha lavorato molto. Tutti i giorni sono uguali.

2) Anche la routine può essere ricca come la vita più variamente articolata: è proprio questo che abbiamo visto sin qui. Non sappiamo ancora perché l’uomo viva questi giorni tutti uguali, fatti degli stessi gesti: più avanti potremo fare delle ipotesi. Per ora limitiamoci ad accogliere qustsa routine, così come sembra accoglierla lui.

 

1) La domenica porta le foto a far sviluppare; ritira quelle già sviluppate; acquista un altro rullino; in una libreria sceglie tra i libri usati quello che più lo incuriosisce scambiando qualche parola con la negoziante; va in un'altra tavola calda, dove la proprietaria gli riserva un trattamento di favore.

2) Tutte le domeniche sono uguali: anche in queste giornate ci sono gli stessi gesti da compiere, gli stessi posti in cui andare, le stesse cose da fare. Ma anche qui irrompe sempre l’imprevisto: le foto riuscite male da gettare, il libro da scegliere, la musica nel piccolo ristorante, il sorriso della proprietaria: anche se tutto sembra uguale, a guardar bene, tutto è sempre diverso.

 

1) Nelle notti sogna: sono sogni in bianco e nero che non hanno un senso.

2) È la rielaborazione di ciò che è accaduto durante il giorno, ma in modo sfumato, quasi a comporre quadri astratti che ricordano però la concretezza della vita.

 

1) Una volta un suo giovane collega gli chiede un prestito: i soldi gli servono per conquistare una ragazza. Lui, generosamente, gli fa il prestito ma poi resta senza benzina e non ha i soldi per rifare il pieno

2) È sempre il tema della buona relazionalità a venire in primo piano. Che naturalmente ha i suoi prezzi, che però val la pena pagare.

 

1) Il giorno dopo aver dato i soldi al collega, l’uomo dà un passaggio a entrambi. La ragazza prende di nascosto un cd dall’auto, che però riporta il giorno dopo dando all’uomo un affettuoso bacio sulla guancia

2) Ci sono prezzi da pagare ma ci sono anche godimenti da trarre: tutto si gioca su un minimalismo che però è contemporaneamente più che pieno di emozioni e di vita.

 

1) Un giorno arriva una giovane ragazza, la figlia della sorella dell’uomo: è scappata di casa e chiede ospitalità. Sta con lui un giorno, poi lui telefona alla sorella che si presenta a bordo di una grande automobile con autista. Scambiano poche frasi parlando della famiglia, poi la donna riprende la figlia e se ne va. Lui scoppia in pianto.

2) È un indizio: la routine come ricerca di un ordine esterno per arginare un grande dolore interno, un dolore indicibile (e infatti non viene detto di quale dolore si tratti), un dolore che porta disordine mentale, un dolore da combattere con un ordine esteriore fatto di cose e di giornate apparentemente tutte uguali.

 

1) Una domenica sera l’uomo incontra l’ex marito della proprietaria della “tavola calda della domenica sera”. L’ex marito è malato terminale di cancro ed è andato a trovare per l’ultima volta quella che è stata sua moglie. I due uomini si incontrano per strada e l’ex marito chiede: se due ombre si sovrappongono, l’ombra diventa più scura? La risposta è nella prassi i due giocano a rincorrersi di fronte a un lampione, sovrapponendo le rispettive ombre.

2) Siamo di fronte all’ultimo passo dell’uomo: il confronto con la morte. E anche qui c’è un prezioso insegnamento: vivere la morte da vivi, senza rinunciare a scoprire la meraviglia del mondo, senza rinunciare a un atteggiamento giocoso che aiuta a dimenticare il fatto che noi siamo – comunque – delle ombre, dei sogni destinati a tramontare.

 

1) Un mattino l’uomo sta andando al lavoro. Mentre guida il suo volto è illuminato dal sole. Sta ascoltando Feeling Good di Nina Simone. E mentre lo ascolta piange e ride nello stesso tempo. Il film è finito.

2) Godere il sole, essere tranquilli, godere pienamente la vita nelle sue piccole e grandi cose: sentirsi bene.

 

Inserito il:09/02/2024 19:18:28
Ultimo aggiornamento:03/03/2024 17:34:13
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