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Aggiornato al 21/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Lynn Lupetti - Illustratrice e pittrice californiana (1938) - Song of the Sea

 

Ricetta sotto vetro e sotto il livello del mare

di Simonetta Greganti Law

 

Aveva voglia di mare.

Il tavolo della cucina era inondato dalle brochure delle agenzie di viaggio che pubblicizzavano le spiagge più belle del modo.

Sogni irraggiungibili considerando solamente un week end a disposizione e soprattutto pochi soldi.

Mrs. Fowler avrebbe voluto portare la sua bambina a respirare un po’ d’aria salmastra e iodata.

Lei, che era di origini italiane e aveva trascorso molti weekend estivi sulle spiagge della costa laziale si sentiva un po’ in colpa per non permettere a sua figlia di beneficiare dello stesso privilegio della sua infanzia.

La piccola Emily, nata in Inghilterra, doveva accontentarsi della piscinetta di plastica e della limitata area di “sand pit” ricavata in giardino per farla godere di abitudini sicuramente più mediterranee.

Eppure, quando la fortuna sorride le cose sembrano risolversi da sole e così Olga Fowler ricevette la telefonata di una sua amica scozzese che la invitava con la bambina a raggiungerla a Rhiconich e trascorrere il fine settimana in sua compagnia con il progetto anche di una gita alla mitica Baia di Sandwood.

Di certo non il mare a cui stava pensando ma, a detta dell’amica, un vero e proprio paradiso incontaminato raggiungibile solamente a piedi, dopo un percorso sicuramente agevole anche se considerevolmente lungo.

Le dune, l’immensa spiaggia di sabbia finissima e dorata e il mare cristallino le avrebbero ricompensate per la lunga passeggiata da intraprendere per raggiungere la baia.

Se per la maggior parte delle persone tutto ciò potrebbe sembrare inverosimile è invece un dato di fatto che le Highlands scozzesi possono vantare spiagge spettacolari e la prova evidente è proprio Sandwood Bay, un vero gioiello che conta persino di leggende che si tramandano da secoli: sembra addirittura che sia punto di ritrovo di sirene e creature marine ma anche il luogo dove dimorano le anime in pena di marinai condannati a vagare come fantasmi dopo i naufragi avvenuti prima della costruzione di un faro agli inizi del 19esimo secolo .

Numerosi sono infatti i resti d’imbarcazioni naufragate che diedero all’area la reputazione di “cimitero dei relitti”.

La spiaggia comunque venne disegnata in una mappa già nel 17esimo secolo e descritta come terra estremamente selvaggia, dimora allora di lupi vagabondi.

- Come mi piacerebbe poter incontrare una Sirena- esclamò Emily quando la madre la mise al corrente della gita programmata.

Certo, questo era sicuramente un sogno irrealizzabile ma lei, mamma amorevole, cercava sempre di esaudire qualsiasi suo desiderio. Così, in breve, madre e figlia cominciarono a fantasticare ad occhi aperti.

Olga informò Emily sulle abitudini delle sirene che vengono narrate nelle storie mitologiche e la piccola si rese presto conto che queste creature potevano vantare di leggende tanto contrastanti da essere considerate, nell’immaginario collettivo, a volte esseri malvagi (portatrici di morte) e altre, entità buone (portatrici di amore).

Dunque creature duplici sia nell’aspetto sia nell’indole, e la loro doppiezza si manifestava non solo nella loro fisicità (metà donna e metà pesce) quanto nella loro natura di esseri gentili ma, allo stesso tempo, estremamente pericolosi.

Come il mare di cui sono l’emblema, erano anch’esse attraenti e minacciose, creature ibride che sapevano sedurre con la propria grazia e il soave canto eppure imprevedibili e allo stesso tempo fatali.

-Ma di cosa si nutre una sirena?- certo questa era una domanda che la povera Olga proprio non si aspettava, eppure, per non sembrare impreparata agli occhi della figlia, le rispose con estrema disinvoltura che, come ben risaputo, queste erano vegetariane e si nutrivano di alghe, salicornia, lattuga di mare e uova di pesce.

Emily continuò dicendo che nelle favole le sirene scambierebbero volentieri la loro identità per diventare umane perché sono attratte dalle abitudini terrestri.

Così, proprio come a loro affascina il nostro modo di vivere, a noi il loro modo di cantare, a loro seduce il nostro mondo e a noi i loro abissi misteriosi.

- Per favore mamma, inventiamo una ricetta che permetta alle sirene di assaggiare un po’ dei sapori della nostra civiltà. Scriviamola ed arrotoliamola in una bottiglia sigillata poi la getteremo in mare sperando che le onde siano messaggere di questo regalo -

Di certo Olga non si aspettava una richiesta simile tuttavia l’idea le piacque e, assieme alla figlia cominciarono subito a cercare una bella bottiglia.

- Non credo si possa accendere un fuoco sott’acqua, come faranno a cucinare?-

Anche questa nuova osservazione la colse di sorpresa.

-Troveremo una soluzione - rispose la madre con estrema sicurezza quando invece non sapeva minimamente come risolvere il problema.

Poi le venne un’idea e decise d’inventare un sushi particolare, semplice da realizzare ma molto gustoso.

Progettò che assieme alla ricetta avrebbero aggiunto anche qualche ingrediente forse troppo difficile da reperirsi negli abissi per cui decisero di servirsi di un capiente barattolo in vetro con chiusura ermetica anziché della bottiglia preparata.

 

SUSHI controcorrente

La radice di daikon bianco grattugiata avrebbe sostituito il riso soprattutto nell’aspetto e nella consistenza, bastava perciò condirlo, dopo aver ricreato i chicchi vegetali, con l’aceto di mele dolcificato e un pizzico di sale.

Per preparare i maki si sarebbe dovuto procedere stendendo l’alga nori con la parte lucida rivolta verso il basso ricoprendola a partire da 2 cm dal bordo con uno strato di 5mm di altezza largo come tutto il foglio di alga e lungo 10 cm.

Per la farcitura: un pesto di pinoli e lattuga di mare con uova di pesce che sarebbero stati gli ingredienti per l’aggiunta di sapore e gusto.

Per terminare il sushi bastava arrotolare l’alga e chiuderla, inumidendo con un dito la parte terminale di questa, poi stringerla bene e lasciarla riposare per qualche minuto. Infine, era sufficiente tagliare i maki ricavandone da ogni rotolo 6 pezzi. Servire con salsa di soia.

Un grosso daikon, una bustina di aceto di mele, una di zucchero, una di salsa di soia e i pinoli vennero aggiunti alla ricetta e sigillati nel barattolo di vetro che avrebbero gettato nelle onde del mare sperando che la corrente l’avrebbe trascinato fino a una sirena.

Emily volle aggiungere anche un disegno di due amiche, una dotata di gambe e una di coda, che si tenevano per mano.

Mrs. Fowler ripulì il tavolo da tutte le brochure che lo ricoprivano comprendendo che la fantasia era sicuramente il modo più felice per viaggiare.

 

Inserito il:27/06/2017 19:25:51
Ultimo aggiornamento:27/06/2017 19:38:37
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