Il Tempio di Gerusalemme. Disegno da una stampa antica del XIV secolo
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Due popoli, due Stati - Palestina, Terra d’Israele e le guerre mondiali
di Vincenzo Rampolla
Origine della Palestina. La Palestina è una regione storico-geografica del Medio Oriente, compresa tra il mar Mediterraneo, il fiume Giordano, il Mar Morto, a scendere fino al Mar Rosso e ai confini con l'Egitto. È un territorio caratterizzato da insediamento umano di antichissima data, abitato da popolazioni stabili fin da epoche preistoriche. Gerico è il sito più antico al mondo abitato fin dal 9.000 a.C. Parecchi secoli dopo la scomparsa dei Filistei, l'imperatore romano Adriano ribattezzò la Provincia di Giudea come Palaestina, con il nome dei loro antichi nemici ebrei, forma romanizzata dell'antica denominazione biblica Filistea, introdotta da Erodoto e già utilizzata dai Greci; deriva dal termine Peleshet, e significa terra dei Filistei.
La Bibbia indica la Palestina con diversi nomi; Filistea, Terra di Israele (Eretz Yisrael), Terra degli Ebrei (Eretz Ha-Ivrim), Terra Promessa e Terra di Canaan, questa in particolare abitata dai Cananei discendenti di Canaan, figlio di Cam. Ivrim è la tribù discendente da Abramo, proveniente dalla regione dell'Eber, antico nome della Mesopotamia, la tribù ebraica sotto la guida di Yahveh, divinità che le avrebbe promesso la terra di Canaan. Con l'avvento dei Regni israeliti, Regno di Giuda (Giudea) a sud e Regno di Israele a nord e con il successivo sviluppo della cultura religiosa del giudaismo, le aree appartenenti alla civiltà cananea nei testi religiosi vengono definite Terra di Israele. Le sue regioni principali sono: la Galilea a nord, la Samaria al centro e la Giudea a sud.
Gli antichi Regni israeliti restano autonomi per un breve periodo e il territorio della Palestina viene sottoposto a diverse dominazioni: assira, neo-babilonese, persiana, ellenistica e romana.
Le guerre giudaiche. La Giudea esiste per alcuni periodi come Stato indipendente. Dopo la sua conquista da parte dell'Impero Seleucide, si ha un periodo di adattamento. Capeggiata dalla famiglia dei Maccabei scoppia una rivolta della popolazione contro la repressione religiosa esercitata dai Seleucidi e dà vita al piccolo Regno Asmoneo indipendente. I Romani, intenzionati a sottrarre all'Impero Seleucide i territori di proprio interesse strategico, favoriscono i Maccabei e intorno al 130 a.C. intervengono su loro richiesta. Sotto la dinastia Asmonea il Regno di Giuda diviene de facto vassallo della Repubblica Romana. Riprendono i conflitti religiosi tra Ebrei e Romani.
La popolazione israelita si ribella al potere romano con insurrezioni e sedizioni e nel 70 d.C. inizia la 1ª guerra giudaica che porta alla distruzione del Tempio di Gerusalemme.
La presa della fortezza di Masada narrata da Giuseppe Flavio risale a questo conflitto. Più di un secolo prima dell'epoca dell’imperatore Adriano le comunità ebraiche lontane dalla Terra di Israele, le Diaspore, sono molto numerose, costituendo la maggior parte della popolazione degli ebrei. Una 2ª guerra giudaica, 115 - 117 d.C. ha come teatro principale le comunità della Diaspora, in particolare in Cirenaica, Egitto, Cipro e Mesopotamia. La 3ª guerra giudaica (132-134 d.C.) è scatenata dalla decisione di Adriano di cambiare il nome della capitale in Aelia Capitolina e inserire la Provincia tra le istituzioni dell'Impero. La guerra termina con la vittoria dell'esercito romano contro il pretendente al trono Simon Bar Kokheba, con pesanti perdite di romani e ebrei.
Adriano decide nel 135 di emettere una drastica disposizione che proibisce agli ebrei di risiedere nella città sacra di Gerusalemme, centro religioso del Giudaismo, pur consentendo di abitare nel territorio circostante la capitale. Le autorità romane dopo la terza guerra sostituiscono il nome Provincia Iudaea con Syria Palaestina (abbreviato in Palaestina). Politicamente inadatto, il nuovo nome eliminava Iudaea. Alla fine del IV secolo, l'impero romano d'Oriente divide la Regione della Palestina in 3 province: Palaestina Prima, con capitale Cesarea, Palaestina Secunda, con capitale Scitopoli e Palaestina Salutaris, con capitale Petra.
Nel VII secolo queste Province sono conquistate dai Califfi arabi nel piano della conquista islamica della Siria, nella quale è decisiva la battaglia dello Yarmuk nel 636 e infine l'assedio di Gerusalemme del 637. Il califfo 'Umar divide la Palestina in 2 Distretti Amministrativi (Jund) simili alle province romane e bizantine: Filastīn (Palestina, corrispondente alla Palaestina Prima bizantina), con capitale Lidda e poi Ramla e al-Urdunn (Giordania, corrispondente alla Palaestina Secunda bizantina), comprendente la Galilea e Acri.
Nel 1099 nel Vicino Oriente in seguito alla Prima Crociata si costituisce il Regno di Gerusalemme, uno degli Stati crociati. La caduta di San Giovanni d'Acri, nel 1291, ne decreta l'estinzione.
La guerra turca. La Palestina, conquistata dai turchi ottomani con la guerra turco-mamelucca del 1516-1517, rimane sotto il dominio dell'impero ottomano per circa 400 anni, fino a quando alla fine della prima guerra mondiale viene assegnata al Regno Unito. La spartizione dei possedimenti dell'Impero ottomano nella Regione tra Regno Unito e Francia al termine della guerra, avviene nel 1916 con l'Accordo Sykes-Picot, inizialmente segreto e deciso prima. Per l'area della Palestina è prevista una zona identificata chiaramente sulla mappa dell’epoca: Potrà essere istituita una Amministrazione Internazionale nella Palestina la cui forma dovrà essere decisa dopo essersi consultati con la Russia e poi con gli altri alleati e i rappresentanti dello sceicco della Mecca.
La dichiarazione Balfour. Le autorità britanniche con la dichiarazione Balfour del 1917 esprimono l'intenzione di creare in Palestina un focolare nazionale (His Majesty's Government view with favour the establishment in Palestine of a national home for the Jewish people) per dare asilo ai pochi ebrei di Palestina ivi residenti da secoli e a quelli dispersi nelle altre Nazioni. Questione molto combattuta, per la scelta del termine ambiguo national home, lungi dall’essere garanzia della costituzione di uno Stato, oltre all'esplicito riferimento ai diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina che non dovevano essere danneggiati.
Nel censimento del 1922, a 5 anni dalla dichiarazione e dall'inizio dell'ondata migratoria prodotta, la popolazione ebraica era di 83.790 unità su un totale di 752.048 persone (11%), di poco superiore alla comunità cristiana (71.464 unità) e inferiore ai 103.331 beduini (nomadi dedicati alla pastorizia) fonte di attriti con i coloni ebrei per l'uso dei terreni nella valle del Giordano.
Della dichiarazione di Balfour, i documenti diffusi riportano in genere solo la prima parte, riferita al al focolare nazionale promesso agli ebrei, ma omettono il testo relativo al fatto che dovevano anche essere tutelati i diritti civili e religiosi della popolazione non ebraica preesistente (it being clearly understood that nothing shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine), a palese conferma dell’esistenza di 2 differenti e distinte comunità, una araba palestinese e un’altra ebraica.
Nel 1915, per l'aiuto prestato nella Rivolta Araba contro l'Impero turco ottomano, con gli accordi tra Sir Henry McMahon e lo sharīf della Mecca Husayn ibn 'Alī, i britannici avevano promesso agli ebrei l'autonomia come Paese indipendente o come parte della Nazione araba. La promessa scatena il rifiuto della maggioranza araba palestinese a formare in Palestina uno Stato non islamico, il decadere dell’aiuto britannico alle richieste sioniste e il calo dei progetti degli Stati arabi.
Libro bianco di Churchill e Mandato britannico alla Palestina. In risposta ai moti esplosi a Giaffa nel 1921, a giugno 1922 viene emesso un Documento britannico per mediare tra le promesse sioniste e le proteste arabe dei cosiddetti revisionisti che avrebbero voluto una patria su entrambe le rive del Giordano e per rassicurare la popolazione araba: la promessa Jewish National Home in Palestine nel 1917 non è da intendersi come una nazione ebraica in Palestina e la Commissione Sionista della Palestina non ha alcun titolo per amministrare il territorio, rimarcando allo stesso tempo l'importanza e il valore della comunità ebraica presente con l’esigenza di una sua ulteriore espansione e di un suo riconoscimento internazionale.
La Società delle Nazioni riconosce gli impegni presi da Balfour, non a discapito dei diritti civili e religiosi della popolazione non ebraica preesistente e il Regno Unito separa l'amministrazione della Transgiordania da quella della Palestina, limitando l'immigrazione ebraica alla Palestina ad ovest del Giordano, tra le proteste di una parte dei sionisti. I territori a est del Giordano (73% dell'intera area del Mandato) vengono organizzati dai britannici in uno stato semi-autonomo affidato all’emiro 'Abd Allāh.
A luglio 1922, la Società delle Nazioni conferisce ufficialmente al Regno Unito il Mandato della Palestina, delega di classe A, comprendente i territori della Palestina e della Transgiordania. La Transgiordania diviene territorio con popolazione in maggioranza musulmana e l'area a ovest del Giordano viene gestita direttamente dal Regno Unito.
Gli anni 1922- 1947. Nel 1920 il 90% della popolazione totale è di 4.000.000 di abitanti e i successivi 25 anni hanno visto un imponente aumento della popolazione ebraica, passata da 80.000 abitanti agli inizi degli anni ‘20 a circa 610.000 nel 1947, con l'immigrazione prima legale e poi illegale dopo il 1939, per le limitazioni imposte dal libro bianco, e caratterizzata da episodi di violenza e di reciproca intolleranza, che sfociano in rivolte generalizzate nel 1920, nel 1929 e nel triennio 1936-39.
Non mancano i tentativi di suddivisione del mandato in due Stati distinti, a seguito della proposta della Commissione Peel nel 1937 che suggeriva di trasferire la popolazione per creare uno stato ebraico abitato solo da ebrei e uno stato arabo abitato solo da arabi. Vengono costruiti sistemi di irrigazione e distribuzione idrica per reggere l'aumento di popolazione di 225.000 arabi che avrebbe dovuto essere trasferita. Altri progetti vengono avanzati dalla
Commissione Woodhead nel 1938 e nella Conferenza di St. James del 1939, falliti perché bocciati da parte araba.
(Continua)

