Aggiornato al 08/08/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Claire Morand (Chateauneuf Vielleville, France) - Snowboard

 

Lettere dalla California (8)

di Giuliana Daneo

 

Gite in montagna

Cesare, consentimi un diversivo.

Stavo sfogliando i file sul PC alla ricerca di un documento, quando mi è capitato di aprire un testo scritto qualche anno fa quando, con Andrea e Matteo, avevamo deciso di andare in montagna. Il territorio descritto era lo stesso di adesso, ma non c’erano pandemie a rovinare gite in montagna. Ti posso aggiornare così su quello che trovavo qui quando dall’Italia venivo a passare un bel periodo in quello che allora era un vero angolo di Paradiso.

La California era, ed è tuttora, uno stato che offre paesaggi unici, per cui quella volta abbiamo scelto la montagna e, per arrivare alla nostra meta, abbiamo impiegato tre ore e mezza di auto. L’autostrada era tutta dritta, con poche curve, e non mi sono resa conto di essere arrivata così in alto (circa 2400 metri). Il panorama ricordava i film visti sugli Indiani. Eravamo al confine col Nevada.

Lake Tahoe è un lago enorme, metà in California, metà in Nevada. Tutt’intorno ci sono gli “Sky Resorts”. Una località che ricordavo è Squaw Valley, dove ci furono le Olimpiadi nel 1960. Noi andammo lì vicino in un hotel a Truckee (CA) e sulle piste da sci a Boreal a 7.800 piedi (2.378 metri).

Truckee è un paese antico, sembra di tornare ai tempi dei cercatori d’oro. È stato mantenuto tutto come duecento anni fa, anche la stazione ferroviaria. Abbiamo cenato in un locale tipico, però mangiato la pizza italiana che era anche buona.

Alle 9 del mattino eravamo al resort Boreal. Mio nipote voleva provare lo snowboard. Ha fatto lezione con un istruttore molto simpatico per un paio d’ore. Intanto mio figlio sciava e inaugurava gli sci nuovi. A Matteo è piaciuta l’esperienza e ha voluto continuare con accanto il papà. Ha preso la seggiovia (lift) e su e giù per la pista senza sosta, nemmeno per mangiare o bere qualcosa. Alle 3 e mezza del pomeriggio ha detto “sono sfinito” e ci siamo preparati per tornare a casa. È stato molto bravo per essere la sua prima giornata di snowboard.

Io sono stata per tutto il tempo a bordo pista a guardare Matteo impegnato nella sua lezione, e seguire con attenzione tutte le salite e discese fatte con Andrea. Ero la loro sentinella e fotografa. Mi è venuta la voglia di rimettere gli sci ai piedi, ma poi è prevalso il buon senso della nonna.

La giornata era tiepida e soleggiata. Tutt’intorno solo pini. La mia mente vagava e pensavo ai nativi di questi posti, agli Indiani. Immaginavo i torrenti, le rocce, le immense pinete, i loro villaggi, i bufali e gli orsi. Stavo così bene, mi sono goduta la giornata sulla neve sotto un cielo di un intenso azzurro e sentivo il vento soffiare come un dolce suono attraverso gli alberi. Avevo la sensazione di percepire e sentire ancora lo spirito e la fierezza dei nativi americani. Che bello!

Un particolare originale è stato un cartello sulle porte dell’hotel che diceva: “Please, chiudere bene la porta per pericolo orsi”. In effetti ci sono veramente!

Sono posti dove la neve raggiunge anche tre metri. Quell’anno ne era venuta poca, ma le piste erano mantenute con neve artificiale, molto bella e soffice.

Le news dicevano che a memoria d’uomo non si ricordava un anno così secco e caldo. I salmoni, che risalgono i fiumi verso nord per deporre le uova, stavano morendo per mancanza di acqua. Tutti speravano che presto nevicasse o almeno piovesse.

L’esperienza era stata così positiva che eravamo nuovamente tornati in montagna.

Matteo voleva provare a sciare per decidere cosa praticare: lo sci o lo snowboard. Siamo partiti alle 4 del pomeriggio del venerdì. Mettersi in viaggio a quell’ora è sconveniente: ho sperimentato il traffico del fine settimana. Abbiamo impiegato due ore in più del previsto. Autostrada a sei corsie a passo d’uomo. Non si poteva fare diverso. Le vacanze sono finite e ci si mette in viaggio dopo il lavoro e la scuola.

Destinazione Auburn per il pernottamento in hotel, a soli 50 minuti di auto dalle piste da sci.

L’area di Auburn era originariamente sede di indiani Nisenan, che hanno vissuto una vita tranquilla fino alla scoperta dell’oro. Claude Chana, un francese, fu il primo a trovare l’oro in questa zona nel maggio del 1848. La old town è conservata come ai tempi dei primi cercatori d’oro. Molto suggestiva. Noi l’abbiamo vista solo di sera illuminata.

Abbiamo cenato in un locale caratteristico, arredato tutto in legno dal nome “Black Bear Diner” con statue di orsi in legno ovunque. Abbiamo mangiato la T-Bone Steak, la famosa bistecca americana.

Il mattino ci avviammo verso Boreal, che già conoscevamo. Sorpresa: nevicava!

Matteo era felice, a lui piace molto la neve. Ma la cosa più divertente è che ho noleggiato sci e scarponi e ho sciato tutto il giorno pure io. Dopo circa tredici anni che non sciavo più non ho avuto nessuna difficoltà. Le piste sono facili in questa località, e per la mia età sono l’ideale. Mentre Matteo aveva lezione, ho sciato con Andrea, e la mente mi ha portata indietro nel tempo, quando lui era ragazzino e andavamo in montagna insieme. A fine giornata mio nipote ha dichiarato di preferire lo sci. Mi sono divertita tantissimo e il tempo è passato veloce.

Che differenza tra i due week end in montagna: uno con sole e cielo limpido, l’altro con neve e bufera.

Emozionanti tutti e due.

Un affettuoso abbraccio. Giuliana

Campbell, 10 gennaio 2022

 

Inserito il:03/05/2022 15:10:42
Ultimo aggiornamento:03/05/2022 15:27:40
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