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Aggiornato al 23/01/2019

Heatherlee Chan (South California, USA) - Starry Night Sky and Girl

 

Perseidi

di Simonetta Greganti Law

 

La piccola Jenny era in vacanza in Italia accompagnata solamente dalla madre. Suo padre invece sarebbe partito per una piccola crociera con la nuova giovane compagna, dalle unghie sempre laccate e tutta piena di sorrisi. Era convinta che questa avesse da mesi rimpiazzato nel cuore dell’uomo anche i suoi sorrisi di bambina.

Nonostante la mamma sembrasse essersi rassegnata per l’assenza del marito, lei ancora non riusciva ad accettare la cosa.

Era diventata una bambina ribelle e spesso evidenziava perfino in casa alcuni comportamenti indisciplinati.

Quella sera infatti aveva in mente un piano segreto e non le importava di disubbidire alle regole familiari.

Dopo aver già ricevuto nel suo lettino il bacio della buona notte aveva atteso più di un’ora, cercando di rimanere sveglia, affinché anche sua madre andasse a dormire. Si era poi nuovamente alzata e aveva incominciato a prepararsi in gran fretta e di nascosto.

Non voleva mancare a un appuntamento che riteneva molto importante per il suo futuro.

Non aveva detto a nessuno che stava per tornare sulla spiaggia da sola per poi rientrare a casa solamente a cose avvenute.

Non sapendo a che ora sarebbe rincasata si era perfino organizzata un fugace spuntino e, aveva avvolto in un tovagliolino di carta, 10 biscotti al limone, zenzero e curcuma, i suoi preferiti.

Chiuse silenziosamente dietro alle sue spalle la porta della villetta estiva e cominciò a correre verso il lido.

“Ad agosto fa caldo anche di notte”, constatò sorpresa e si rammaricò di aver portato perfino una coperta, ma si convinse presto dell’utilità di questa dato che forse, in quel momento doveva essere solamente accaldata per la corsa.

Correva così forte poiché dovette ammettere a se stessa di avere un poco di paura dato che non era certamente abituata ad uscire a quell’ora tarda e da sola.

Il mare, nell’oscurità, aveva un fascino ancora più grande di quando brillava sotto ai raggi del sole. Era un tappeto buio che rifletteva solo la spuma delle onde. Il suo scintillio era di una natura diversa da quello diurno. Anche il canto del mare era più potente, tutto veniva amplificato… stranamente perfino il ritmo del suo cuore.

Non riusciva a capire perché ai bambini non dovesse essere permesso uscire la notte, era tutto così bello!

Adesso doveva scegliersi solo un posticino dove aspettare.

Mentre camminava lungo il litorale vide un gruppo di giovani marocchini che di giorno vendevano i vestiti ai villeggianti e che probabilmente avevano scelto di dormire sulla spiaggia. Uno di questi le sorrise e i suoi denti bianchi sembravano spiccare abbaglianti nell’oscurità. Era felice che un uomo avesse rivolto un sorriso proprio a lei. Col comportamento riprovevole di suo padre stava perdendo la stima verso gli adulti di sesso maschile, eppure quell’atto di gentilezza nei suoi riguardi le aveva fatto piacere.

Pensò che quella sarebbe stata la postazione ideale dove sedersi ad aspettare, la rincuorava il non dover stare proprio da sola.

Trovava bello infilare i piedini sotto alla sabbia ancora calda dal sole del giorno prima, lasciandosi avvolgere da un cielo trapunto di stelle. La volta celeste sarebbe stata la coperta dei suoi sogni, non necessitava certamente della sua, un vecchio plaid blu e bianco che odorava pure di naftalina.

Vedeva in lontananza le illuminazioni artificiali di un paese che si rispecchiavano nell’acqua e non riusciva più a distinguere quali fossero le stelle, quali le lucine reali delle abitazioni e quali quelle riflesse. Era incantata nell’osservare un paesaggio naturale che tuttavia sapeva di magico.

Jenny era molto emozionata per quell’appuntamento tanto atteso.

L’appuntamento era con la notte di San Lorenzo, l’incontro tanto bramato era con una pioggia di meteore che avrebbe aspettato, fiduciosa, anche per ore e ore.

Ambiva a vedere, con un po’ di fortuna, almeno una stella cadente perché aveva un desiderio la cui realizzazione era, per lei, importantissima.

Si era armata di tanta pazienza poiché sapeva che avrebbe dovuto attendere a lungo ma era certa che ne sarebbe valsa la pena.

Se ne stava col nasino puntato verso la volta celeste e ammirava le stelle per cogliere tutte le scie luminose che avrebbero sfrecciato sopra alla sua testa.

Sapeva che in quel periodo dell’anno lo spettacolo sarebbe stato emozionante e affidava i suoi sogni a questa notte confidando nel prodigio che li avrebbe fatti avverare.

Era estasiata davanti alla vastità sopra di lei, ammirava le stelle e non scorgeva più neppure il mare che prima l’aveva tanto affascinata.

Neppure si accorgeva più dei ragazzi marocchini che stavano bevendo e ridendo poco lontano da lei .

A scuola qualche mese prima la maestra le aveva fatto studiare la poesia X Agosto di Giovanni Pascoli, anzi era proprio da quel momento che aveva maturato l’idea di unire “al pianto di stelle” del poeta le sue lacrime di figlia tradita.

Finalmente, dopo una lunghissima attesa, ecco una stella tracciare veloce una scia nel buio del cielo.

Ecco la stella cadente tanto sperata.

Una caduta rapida, senza un rumore, completamente silenziosa forse proprio per permetterle di sognare indisturbata.

Era così felice che decise di dividere la sua gioia con altre persone e si avvicinò ai ragazzi offrendo loro i biscotti che aveva portato da casa. Si instaurò subito un’amicizia tra lei e i giovani al punto da rivelare loro il suo segreto di quella notte. Confessò che era uscita di casa senza dir nulla alla mamma.

“La notte brava…di una bambina poco brava” ribadirono quelli per schernirla.

Jenny però non aveva più paura di niente anzi, aveva perfino voglia di abbracciare quei giovani pur classificandoli pericolosi solo perché appartenenti al genere maschile tanto detestato.

Sapeva tuttavia che presto si sarebbe riappacificata con suo padre e avrebbe assolto tutta la casta degli uomini perché la magia del pianto divino avrebbe presto saputo placare i suoi singhiozzi.

Ormai gratificata per l’esito di quella nottata magica, dove il sogno ad occhi aperti l’aveva dilettata più di quelli fatti nel suo lettino, decise di tornarsene a casa.

Salutò i ragazzi e si rincamminò verso la sua abitazione.

Giunta a metà strada però ebbe un sussulto.

Si accorse di essere seguita.

Percepì che qualcuno stava correndo verso di lei.

Si girò di scatto e vide uno dei ragazzi marocchini che ansimava per raggiungerla.

Questo sembrava sorridere e i suoi bianchi denti risaltavano ancora una volta nel buio.

La raggiunse in pochi istanti.

Trafelato le consegnò la coperta che aveva dimenticato sulla sabbia.

 

Ricetta per i biscotti al limone zenzero e curcuma

 

250 gr di farina

100 gr di zucchero

1 uovo

100 ml di olio di semi di mais

Lievito in polvere per dolci

1 limone non trattato

Un poco di radice di zenzero grattugiata

1 cucchiaino di curcuma in polvere

1 pizzico di sale

Zucchero a velo

 

Grattugiare la scorza ben lavata del limone e spremerlo per utilizzare anche il succo.

In una ciotola sbattere l’uovo con lo zucchero e unire l’olio continuando a montare.

Unire la farina il lievito e il sale.

Incorporare anche il succo del limone, la scorza già grattugiata, lo zenzero e la curcuma.

Creare i biscotti formando delle palline con le mani che andranno passate nello zucchero a velo prima di infornarle in forno statico, preriscaldato, a 180° per circa 15 minuti.

 

 

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Inserito il:22/08/2018 12:33:55
Ultimo aggiornamento:22/08/2018 12:40:54
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