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Aggiornato al 20/04/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

William H. Chadwick (Yorkshire, UK, 1879 -  Connecticut, USA,1962) - On the Porch

 

Il compleanno della Signora Persi

di Marialuisa Bordoli Tittarelli

 

Si lavava e vestiva silenziosamente, gelosa della sua solitudine.

Si era svegliata presto, disturbata dal pensiero del suo compleanno.

Una ricorrenza che la rattristava creandole nell’animo una certa ansia, un deprimente disagio.

L’età che aveva raggiunto poi era portatrice di riflessioni malinconiche tutt’altro che allegre.

Curioso come il compleanno degli altri, invece, la vedesse gioiosamente disponibile a organizzare feste, e fare regali.

Insomma si era data da fare per anni per il compleanno degli altri, ma il suo avrebbe sempre preferito passarlo sotto silenzio.

Le tornò alla mente una festa organizzata, a sua insaputa, anni addietro dalla figlia e, con orrore, si rivide mentre le lacrime le scendevano inarrestabili per lo shock e la sorpresa.

Una sorpresa riuscitissima; non aveva sospettato proprio nulla e si era trovata circondata da tutte le persone più care, alcune che non vedeva da molto, molto tempo.

Quella sua reazione le suggerì che non aveva mai avuto feste di compleanno perché non sarebbe riuscita a sopportarle emotivamente.

Diavolo che cosa c’era mai da festeggiare? L’dea di averla scampata un altro anno?

Subito si insinuava l’idea sgradevole che avrebbe potuto essere l’ultimo.

Quando era bambina il fatto che suo padre li compisse un giorno prima di lei e che venisse festeggiato solennemente con torte, dolci, regali e bigliettini d’auguri, insomma una vera festa, faceva passare giocoforza il suo sbrigativamente.

Suo padre alzava il calice al brindisi e dopo aver ringraziato per gli auguri ricevuti, annunciava che il giorno dopo sarebbe stato quello della bambina piccola e invitava i presenti a brindare anche per lei.

Quella piccola cerimonia la metteva in imbarazzo e la trovava sgradevole anche se fatta in buona fede.

Comunque ad ogni anno che passava l’appuntamento con il nuovo compleanno era sempre meno gradito.

Uscì in giardino. La mattina era chiara, tersa, già ricca di segni primaverili con i rami pieni di gemme e il prato ricoperto di margheritine e non ti scordar di me.

Le era venuto spesso in mente che, piuttosto, il giorno del compleanno si sarebbero dovute festeggiare le madri per la fatica e il dolore patito nel mettere al mondo la nuova vita. 

Si era andata anche chiedendo come fosse nata l’dea di festeggiare il giorno della propria nascita e aveva scoperto che il compleanno dei compleanni, per così dire, pare fosse stato inaugurato da Goethe, il 28 agosto 1802.

Il grande poeta ne compiva 53 e in quell’occasione volle una sontuosa torta per festeggiare la ricorrenza. In una lettera alla sorella, esprime chiaramente il perché di questo suo festeggiare: “per fare un bilancio della propria vita, una ricorrenza che assume una dimensione collettiva e festosa, che ripropone antiche tradizioni e che si ripete ogni anno”.

Prima di quella data si festeggiavano solo i compleanni di re e imperatori e ai primi dell’800 si cominciavano ad organizzare piccole feste per i bambini.

Fare il bilancio della propria vita è decisamente impegnativo e credo nella maggioranza dei casi sia un compito sconsolato.

“Parolone, - si disse - quanta importanza ci diamo. Piccole formiche che corrono impazzite e stravolte che si fermano e pensano a quanto hanno costruito e fatto.”

Forse giusto Goethe, che lei poi non amava particolarmente, pur riconoscendone ovviamente il talento, e pochi altri potevano vantare grandi traguardi.

Insomma i Geni, i Grandi Uomini, coloro che hanno lasciato doni immortali all’umanità, ma, insomma, senza offesa, alla maggior parte degli altri lei avrebbe sconsigliato un bilancio.

Certo con una buona dose di sentimentalismo si potrebbe obiettare che la vita di una persona onesta (e la maggior parte degli esseri umani può forse essere inserita in questa categoria) è una vita ben spesa e quindi il bilancio è positivo.

Lei comunque pensava che non si dovrebbe dare grande importanza al giorno della propria nascita perché nonostante i buoni pensieri, le buone intenzioni, gli auguri delle persone affettuose che se ne ricordano, il giorno del compleanno ricalca e sottolinea l’inevitabile accorciarsi del tempo a nostra disposizione.

Al centro di quella giornata l’invitato speciale è proprio il tempo che passa, che sfugge, quello che è già volato via con i progetti e i sogni e le persone care che sono scomparse e, se si è lasciata la gioventù alle spalle da un bel po’ di anni, le ombre malinconiche della vecchiaia con le sue limitazioni e i suoi acciacchi si impongono tristemente alla mente.

Un uccellino piccolissimo e coraggioso si posò sulla ringhiera del giardino e cominciò a cinguettare spregiudicato e allegro.

Sembra che voglia farmi gli auguri - pensò divertita scuotendosi la mestizia dal volto.

In quel mentre un passo la sorprese e Gregory arrivò alle sue spalle con un grande vassoio e la canzoncina inglese Happy Birthday la raggiunse chiassosa e allegra.

Fiori, colazione perfetta e naturalmente regali.

Libri, ovviamente.

“So benissimo che cosa ti passa per la testa. Sapevo quanto ti rattrista il compleanno e ho trovato i libri giusti per scacciare le tue ombre malinconiche.

Ti ho portato una signora inglese straordinaria, morta nel 2017 a 101 anni.

Si è occupata tutta la vita in campo editoriale e ha amato i libri almeno quanto te. Nonostante l’età ha conservato fino all’ultimo giorno un animo giovane, entusiasta e vivace. 

Scrive con grande semplicità, senza inibizioni o falsi pudori; niente giri di parole. o costruzioni complesse alla ricerca di uno stile importante. Il suo è un linguaggio diretto, semplice, ma così aperto che si ha l’impressione di vederla seduta sulla sedia accanto mentre ci parla con grande empatia, quasi con affetto.

Libera da pregiudizi, sincera su se stessa in modo disarmante, racconta di sé, delle sue scelte, dei suoi più intimi accadimenti con un candore e un’apertura sconvolgenti.

Ha iniziato a scrivere non più giovanissima per “guarire” da un suo problema di gioventù sepolto e irrisolto, e, provandoci gusto, ha continuato fino alla fine.

E’ meravigliosa perfino quando parla dei suoi acciacchi, dei piccoli e grandi inconvenienti che l’età che avanza le porta in sorte.  Lo fa sempre con leggerezza, quasi con allegria, sdrammatizzando naturalmente e senza la minima ombra di vittimismo.

In ogni sua pagina comunica in modo contagioso la capacità di godere avidamente di tutto il bello e il buono che ancora può permettersi.

Si chiama Diana Athill. Ti ho portato tutti i libri che ho trovato in italiano.”

Da qualche parte verso la fine - Sarebbe bastata una lettera - Diario Fiorentino - Viva - Il suono dolce della pioggia - Come pagine di un Libro.

“Da qualche parte verso la fine” è un bellissimo libro sulla vecchiaia, un libro così perfetto che la grande Alice Munro, come si nota sulla copertina, ha scritto” leggere questo libro è stato per me una vera festa”.

“Sarebbe bastata una lettera” è stato il suo esordio letterario, il libro scritto per sciogliere il nodo del grande amore della sua giovinezza che l’aveva lasciata infelice e richiusa su se stessa senza un briciolo di stima di sé.

“Diario fiorentino” è stato il compito impostogli dalla madre come pegno per il regalo del viaggio in Italia che le aveva offerto.

“Viva” è uno straordinario racconto sempre autobiografico sul suo risveglio alla vita dopo un grave pericolo.

“Il suono dolce della pioggia” comprende una serie di racconti che prendono spunto da fatti reali della sua vita.

E infine “Come pagine di un libro” che ha pubblicato a novantatré anni, raccoglie tutte le lettere, purtroppo solo le sue, della corrispondenza con il poeta americano Edward Field divenuto suo grande amico. Raramente le raccolte di lettere hanno un ritmo così vivace, piacevole, intessuto di leggerezza e allegria. Questi messaggi che attraversano l’Atlantico e si snodano per molti anni, oltre a divertire per la simpatia del mittente, ci ricordano anche l’evoluzione dalla scrittura su carta a quella digitale, facendoci sorridere ricordando i nostri primi, timidi, impacciati esordi sul computer.

La signora Persi era raggiante.

“Che magnifico compleanno!” - pensò.

 

Inserito il:21/03/2021 16:44:25
Ultimo aggiornamento:21/03/2021 17:15:54
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