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Aggiornato al 20/04/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Georges Bousquet (St Saturnin Les Apt, F, 1904 - 1976) - La promenade dans le parc

 

Nel parco, cammin facendo

di Franco Filippazzi

 

Lui e lei camminano tenendosi per mano. Siamo nel parco, un posto che conoscono bene perché vicino a casa.

E’ un posto tranquillo, prati verdi, alberi che escono dal letargo invernale, il cielo è sereno e c’è un sole caldo.

Ogni tanto i due viandanti si scambiano due parole su argomenti della vita quotidiana: cose da fare, notizie su avvenimenti del giorno.

A un certo momento, guardando in alto, lei esce con una domanda inaspettata:

 “Tu che cosa pensi che ci sia dopo? Ci pensi mai?

Segue un lungo momento di silenzio, poi lui risponde:

Non ne parlo mai, ma ci penso da tanto tempo. Ora più che mai perché sono all’ultimo miglio”.

E prosegue:

 “Chi siamo, perché siamo, dove andiamo? Sono domande che gli esseri umani si pongono da quando hanno la capacità di pensare, il dono (si dice così) della ragione.

Ma - insiste lei - tu che cosa pensi?”.

Ci sono sostanzialmente due risposte” - dice lui, svicolando.  “C’è chi ritiene che ci sia un seguito - un aldilà - e chi invece che poi c’è il nulla.  La prima risposta è quella di tutte le religioni.

Ovviamente ci penso anch’io da tanto tempo, ma francamente, non ho una risposta.

La scienza ha fatto passi enormi, oggi abbiamo una visione del mondo a livelli straordinari, da quello cosmologico, come l’età e le dimensioni dell’universo, a quello subatomico, i quanti, di cui sono fatti gli esseri viventi e le cose. Ma ci sfugge il significato del tutto: chi siamo? perché siamo? dove andiamo? Felice chi ha una fede, qualunque essa sia, perché ha risolto il problema.”

Dopo una pausa, lui continua:

“Se la vita rimane un mistero, ci sono però cose per cui vale la pena di viverla serenamente.

Anzitutto c’è l’affetto di chi condivide ogni giorno il nostro cammino, ossia la famiglia, i nostri cari. Significano tenerezza, calore, sentimenti che allargano il cuore.

Poi c’è l’amicizia, ossia le persone con cui abbiamo una sintonia di pensieri e di vedute, rinforzata spesso da lunghe comunanze di lavoro.

C’è la solidarietà umana, l’aiuto materiale o morale da dare a chi ne ha bisogno.

Infine, un senso alla vita viene dalle persone care che non ci sono più, ma che vivono nel nostro ricordo.”

Sulla strada passa una mamma col bambino, un cagnolino scodinzola davanti a loro, da un albero vicino si sente il cinguettio di un uccello.

Lei e lui continuano il cammino nel parco, pensierosi.

 

Inserito il:14/03/2021 16:42:18
Ultimo aggiornamento:14/03/2021 16:53:40
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