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Aggiornato al 18/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Laurie Shanholtzer (Huntington, West Virginia – Contemporary) – Come and dance with me (detail)

 

Gocce di pioggia

di Simonetta Greganti Law

 

Quel paio di stivali sostavano davanti all’uscio quasi in attesa dell’apertura della porta per poter andare per i fatti loro. Sembrava che non si curassero affatto di essere calzati, anzi, al contrario mostravano, standosene impettiti e alteri, di non dover dipendere da nessuno ma di voler testimoniare a chissà chi la loro autosufficienza.

Jenny si divertiva spesso ad immaginare che gli oggetti fossero dotati di particolari poteri e che magari un giorno avrebbe potuto spiarli senza essere scoperta.

Una mattina però, dopo una bella notte di sonno, sorprendentemente vide che gli stivali, anziché rivolgere le punte nella direzione della porta, come di consueto, stavano completamente rigirati dalla parte opposta: erano i tacchi che marcavano la soglia.

“Che fossero rientrati in casa dopo essere usciti veramente?” amò fantasticare la ragazzina ma poi sorrise pensando che avrebbero dovuto almeno optare per una giornata di sole anziché evadere proprio con quella pioggia torrenziale.

Eppure si stupì poiché non solo la posizione usuale era capovolta ma si potevano anche notare tracce di fango sotto la suola e attorno alla tomaia. Forse erano già sporchi prima, di questo non ne poteva essere certa eppure, in cuor suo, sperava in un evento straordinario.

Si domandava se, mentre lei dormiva, avessero riassaporato la libertà di un tempo poiché, essendo di pelle di camoscio, conservavano sicuramente ancora l’animo di questi agili ungulati desiderosi di saltellare sfrenati e indipendenti.

Decise così di tenerli l’occhio e, dopo averli risistemati nel modo corretto, finse di leggere un buon libro. Si posizionò presso un lato della porta blindata mentre gli stivali continuavano a sostare altezzosi dall’altro lato di questa.

Sembravano due soldati di guardia all’entrata di un palazzo presidenziale, immobili ma ben attenti.

Jenny in cuor suo sperava di vederli in azione perciò chiuse gli occhi dando l’impressione di essersi addormentata, in verità li aveva solamente socchiusi per fornire il motivo agli stivali di potersi muovere liberamente.

Niente, quelli rimanevano statici proprio come lo sono tutti gli oggetti inanimati.

Dopo una buona mezzora la bambina si arrese e smise di focalizzare la sua attenzione su quel paio di vecchi scarponi che l’avevano solamente illusa…eppure il resto della storia sa dell’incredibile.

Dieci minuti dopo gli stivali erano in strada a spruzzare acqua dalle pozzanghere. Pulsavano con un’andatura regolare sul marciapiede lucido di pioggia, sfilavano in prima linea tra una folla di passanti frettolosi, piroettavano leggeri schivando il traffico delle automobili.

Jenny li guardava sbalordita. Ora era certa, quegli stivali avevano un’anima straordinaria.

Erano inaspettatamente riusciti a farsi indossare dalla bambina, che come ipnotizzata era scesa in strada dopo averli infilati ai suoi piedi. Chissà come delle semplici calzature erano state capaci di trascinarla a vivere emozioni uniche sotto ad una pioggia scrosciante. Era come se questi avessero un potere su di lei, proprio come le scarpette rosse nella fiaba di Hans Christian Andersen.

Così Jenny si ritrovò ad amare quel temporale, come ci si compiace alla vista del mare poiché anche l’acqua piovana, proprio come la distesa marina, è un simbolo di liberazione. Le piaceva pensare che ogni goccia che cadeva schizzando e rimbalzando sui suoi stivali portasse via una difficoltà, una preoccupazione della vita o una paura che la bloccava. Vedeva i suoi problemi strisciare via ai suoi piedi in rigagnoli d’acqua piovana che scorrevano alla minima pendenza del terreno. Si beava all’idea che la pioggia avrebbe lavato via ogni problema non solo suo, ma del mondo intero. Una purificazione dell’umanità, come quella del Diluvio Universale.

Si stupiva di apprezzare così tanto quella pioggia che vista dalla finestra della sua casa le era sempre sembrata malinconica mentre ora le stava procurando una gioia inaspettata.

Adesso Jenny era in strada senza ombrello e si stava tuffando nelle pozzanghere, non solo coi piedi, ma con tutta la sua immaginazione. Si compiaceva d’immergersi in quel mare arrivato fino a lei dopo essere evaporato e poi trasformato in nuvole che, viaggiando leggere nell’aria, erano riuscite a raggiungerla per poi ritornare ad essere acqua. Ora, proprio come solo sanno fare le onde quando c’è burrasca, veniva bagnata da un’infinità di spruzzi. Il suo cuore batteva pieno di entusiasmo.

Ogni tanto un fulmine squarciava il cielo ma lei non lo temeva, anzi aspettava con trepidazione il rumore del tuono per rimanere piacevolmente senza fiato.

Top of Form

Bottom of Form

Tornò a casa completamente infradiciata, si levò gli stivali e li sistemò al loro posto strizzandogli un occhio perché complici di un’avventura indimenticabile. Si preparò un bagno caldo e una buona tazza di tisana. Per prolungare l’esperienza così piacevole della giornata decise di ricorrere ad un altro espediente e dalla latta dei biscotti preparati in casa dalla mamma scelse di portare alla bocca l’eccezionale tartina di mandorle e nocciole.

 

Tartine mandorle e nocciole

  • 200gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero
  • 120gr di burro (freddo)
  • 1 tuorlo freddo
  • 50 gr di mandorle tritate
  • 50 gr di nocciole tritate
  • 4 gr di sale

 

  • Mescolare la farina con il sale e lo zucchero, formare una fontana nel piano di lavoro e mettere nel centro il burro a pezzetti
  • Cominciare a lavorare con le mani fino ad avere delle grosse briciole
  • Aggiungere il tuorlo d’uovo
  • Aiutandosi con una spatola amalgamarle bene (senza impastare ma mantenendo le briciole)
  • Aggiungere infine la frutta secca. E sfregare ancora.
  • Tutta la lavorazione deve durare il meno possibile in modo da non comprometterne il risultato. Suddividere nei vari stampini da crostatine compattando leggermente e cospargerli di zucchero quindi tenerli in frigo per 30 minuti
  • Infornare a 180° metà altezza per 25-30 minuti
  • Lasciare raffreddare bene quindi toglierle dagli stampini.

Buon appetito.

 

Inserito il:23/10/2019 21:44:22
Ultimo aggiornamento:23/10/2019 21:51:12
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