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Aggiornato al 18/10/2018

Henrik Sorensen (Fryksande, Svezia, 1882 – Oslo, Norvegia, 1962) - Mural at Oslo City Hall (Nobel Peace Prize Ceremony)

 

Premi Nobel e i Nobel Italiani

di Vincenzo Rampolla

 

Più di un secolo è trascorso dalla prima premiazione avvenuta a Stoccolma il 10 dicembre 1901 e ogni anno si ripete nello stesso luogo e alla stessa data, anniversario della morte di Alfred Nobel. Fa eccezione il Nobel della Pace che viene assegnato ad Oslo. Per esplicita volontà di Alfred, il premio della pace viene conferito da un comitato di cinque persone eletto dal Parlamento norvegese (la Svezia storicamente è restata unita alla Norvegia fino al 1905); i suoi conferimenti sono stati spesso oggetto di critiche e censure (vale l’esempio di quelli assegnati a Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzhak Rabin), mentre i premi letterari e scientifici sono stati attribuiti in genere senza polemiche.

I premi per la Letteratura sono assegnati dall’Accademia Svedese. I Nobel per la Fisica e la Chimica vengono conferiti da comitati scelti dall’Accademia Reale Svedese per le Scienze, mentre il premio per Medicina o Fisiologia viene accordato dal Karolinska Institute di Stoccolma, equivalente all’Accademia nel settore medico. Dal 1969 l’Accademia Reale Svedese delle Scienze in memoria di Alfred Nobel ha istituito anche il premio per l’Economia, di ammontare pari a quello degli altri, $ 900.000 nel 2017 e messo a disposizione dalla Fondazione della Banca di Svezia. Fino a qualche anno fa l’assegno del premio era di 10 milioni di corone ($ 1,200 milioni) oggi ridotto a 8 milioni di corone. L’assegno è accompagnato da un attestato su pergamena con ritratto e da una medaglia d’oro (con valore d’asta tra $ 800.000 e $ 5 milioni secondo l’anno, la disciplina e il premiato. Si segnala il caso di Alessandro Quasimodo figlio di S.Quasimodo che nel 2015 ha venduto in asta l’oro del padre battuto per € 100.000 a un antiquario toscano).

Attualmente i nomi dei candidati sparsi in tutto il mondo, sono segnalati da Accademici, Istituti e Università che entro il 31 gennaio devono far pervenire le nomination al Comitato di Assegnazione del Nobel. Successivamente i membri preposti alla selezione dalle Università svedesi e da altre sei Università estere, coadiuvati da vincitori dei precedenti premi, propongono dei candidati che saranno poi scelti come vincitori da un Comitato Ristretto. Nonostante le garanzie di collegialità esistenti, in campo scientifico non sono mancati alcuni clamorosi errori e imbarazzanti omissioni.

Il primo premio per la fisica venne consegnato al fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, lo scopritore dei raggi X e per la medicina al medico tedesco Emil von Behring a cui si deve il siero antidifterico e antitetanico. Si trattò di premiazioni in pieno spirito Nobel, ma che si scostavano dalle volontà del fondatore. La scoperta di Röntgen risaliva infatti al 1895 e gli studi sui vaccini di Behring erano antecedenti al 1890. In realtà, anche negli anni seguenti, molti premi furono assegnati a lavori non conseguiti l’anno prima, come richiesto nel testamento. Al momento della costituzione della Fondazione fu apportata una importante modifica alla volontà di Alfred Nobel. Nel testamento si parla di una scoperta effettuata l’anno precedente e il testo è stato modificato con l’aggiunta: o la cui importanza è stata riconosciuta di recente. E’ stata una variazione essenziale perché ha permesso di ritornare su lavori a cui non era stata data la dovuta importanza all’atto della loro pubblicazione e che ha garantito coerenza tra il premio e il giudizio su lavori già condivisi dalla comunità accademica. E’ arduo stabilire in breve tempo quale scoperta sia importante, giovano perciò l’uso di prudenza e ponderazione nell’assegnare il premio. In alcuni casi l’attesa è stata eccessiva. L’ingegnere elettronico tedesco Ernest A. F. Ruska, ad esempio, ricevette il premio Nobel nel 1986 per una scoperta risalente a 55 anni prima. Per buona sorte egli era ancora in vita, perché il regolamento non prevede l’assegnazione a persone defunte. Il medico americano Francis P. Rous fu ancora più paziente perché aspettò fino all’età di 86 anni per aggiudicarsi il Nobel nel 1966 per una scoperta fatta nel 1911. Si citano anche casi di premi assegnati frettolosamente. Nel 1903, ad esempio, il medico danese N. R. Finsen ricevette il premio per aver scoperto la cura delle dermatosi con la luce, tecnica rivelatasi inefficace. Nel 1926 un altro medico danese J.A.G. Fibiger, conseguì il premio per la medicina per aver scoperto un certo tipo di tumore causato forse da un verme parassita. Pochi anni dopo risultò che non esisteva alcun legame tra quel verme e il tumore.

Vi sono state anche clamorose omissioni come quella dell’astrofisico ucraino, naturalizzato americano, George Gamow (noto per il modello Big Bang di universo) che compì determinanti studi di fisica nucleare e di biologia suggerendo la struttura a triplette del DNA e anticipò l’esistenza di una radiazione cosmica di fondo a 3 K, scoperta casualmente nel 1965 da A.Penzias e R.Wilson, tecnici americani della società telefonica Bell. I due ricevettero il Nobel senza conoscere la teoria che stava alla base della loro scoperta, mentre Gamow non ebbe alcun premio né fu menzionato durante la premiazione. E’ celebre il caso di A. Einstein che non ricevette il premio Nobel nel 1905 per la teoria della relatività ma per la risoluzione dell’effetto fotoelettrico (emissione di elettroni da parte di alcuni metalli colpiti dalla luce) basandolo sulla teoria dei quanti, teoria all’inizio accolta con scetticismo. Einstein, nonostante il consenso unanime della comunità scientifica, era fortemente contestato in Germania dai circoli di destra perché ebreo, pacifista, sostenitore di una nuova Repubblica e capace di formulare una teoria rivoluzionaria per tentare di sovvertire il tradizionale modo di pensare.

Con il Nobel sono stati premiati rappresentanti delle maggiori nazioni del mondo. Alla Germania, ad esempio, prima degli anni ’30, fu attribuita la maggior parte dei premi scientifici. In realtà, nei primi cinquant’anni, furono quasi sempre scienziati europei ad aggiudicarsi il Nobel toccando la punta massima nel decennio 1921-30. Nei primi dieci anni gli Usa riuscirono ad ottenerne uno solo per la fisica nel 1907, Albert A. Michelson, premiato per le ricerche sui fenomeni ottici. Dopo il 1930 i premi Nobel europei diminuirono mentre aumentavano quelli Usa che nel decennio ‘41-‘50 superarono quelli europei. L’ascesa dei premi Usa è continuata fino alla fine degli anni ‘80 con una flessione coincisa con la ripresa della scienza europea divenuta di avanguardia e competitiva. Nel 1991 gli Usa non hanno ricevuto alcun premio. Il Premio Nobel è stato conferito molto di rado alle donne, solo 29 l’hanno vinto. Dei 633 premi finora assegnati in ambito scientifico (fisica, chimica e medicina), solo 11 sono andati a donne di cui due alla polacca Maria Curie Sklodowska. Dal 1901 al 2017 sono stati assegnati complessivamente 974 premi per le sei discipline, 8 premi nel 1901 e 11 nel 2017, con una media di 8 premiati all’anno. In particolare: Fisica 234, Medicina e Fisiologia 219, Chimica 180, Pace 137, Letteratura 120 e Economia 84. La nazioni più premiate sono state: Usa 325, Gran Bretagna 122, Germania 105, Francia 65, Svezia 32 e Italia 20.

Perché nell’elenco dei premi non compare la matematica?

E’ opinione che gli scienziati di questa disciplina sarebbero stati esclusi a causa della presunta relazione di un candidato di nome Mittag-Leffler con la moglie di Alfred, ma Alfred non era sposato. Altri ritengono che al momento della redazione del testamento Mittag-Leffer poteva esercitare una pressione decisiva sulla Commissione per farsi attribuire il premio, tesi insostenibile. Di certo la matematica a quei tempi non rientrava negli interessi di Alfred grande cultore di chimica, fisica, letteratura, medicina e pace. L’equivalente del Nobel per la matematica è La Medaglia Fields, assegnata ogni 4 anni a un matematico di età inferiore a 40 anni, insieme a un assegno di CAD15.000 canadesi ($11.700) in onore del matematico canadese Fields in occasione del Congresso Internazionale dei matematici. Nel 2018 è stata assegnata all’italiano Alessio Figalli per i contributi alla teoria del trasporto ottimale e alle sue applicazioni alle equazioni alle derivate parziali, alla geometria metrica e alla probabilità.

 

I Nobel italiani

Gli italiani compaiono per la prima volta nell’albo d’oro dei Nobel nel 1906 con due nomi: Giosuè Carducci (letteratura) e Camillo Golgi (medicina). Sei in totale i Nobel italiani per la medicina o fisiologia. Golgi è poco noto al grande pubblico. Medico dedicato allo studio delle cellule nervose (denominate neuroni dallo scienziato tedesco H. von Waldeyer), utilizza un sistema di colorazione con cui venivano evidenziati i loro prolungamenti collegati a quelli delle altre cellule dello stesso tipo attraverso le sinapsi. Le osservazioni di Golgi furono sviluppate dallo spagnolo Salvador R. Cajal con cui condivise il premio.. Daniel Bovet premiato nel 1957 è stato un biochimico italiano di origine svizzera. Lavorando su un prodotto (il Prontosil) presso l’Istituto Pasteur di Parigi insieme alla futura moglie F.Nitti (figlia dello statista F.Saverio), scoprì che il principio attivo del composto era il gruppo sulfamidico (struttura molecolare formata da zolfo, ossigeno, idrogeno e azoto). Il Prontosil fu il primo farmaco in grado di combattere i batteri e la scoperta del gruppo sulfamidico permise di sviluppare una serie di farmaci della stessa famiglia capaci di allargare lo spettro di attività della sostanza. Bovet scoprì anche il curaro sintetico, un prodotto che si rivelerà utile in anestesia e per i farmaci antistaminici.

Nei documenti ufficiali Salvador Edward Luria è cittadino americano mentre nacque a Torino il 13 agosto 1912 dove si laureò in medicina. Si trasferì successivamente a Roma dove studiò fisica e radiologia. Nel 1938 dovette lasciare l’Italia per motivi razziali. Si recò prima a Parigi ove rimase fino al 1940 e si trasferì successivamente negli Usa dove si stabilì definitivamente. Durante l’ultima guerra mondiale con il biologo tedesco Max Delbruck studiò i virus capaci di distruggere le cellule batteriche detti batteriofagi o semplicemente fagi (dal greco phagos, divoratore), dimostrò in modo sperimentale che la resistenza di alcuni batteri agli antibiotici non è indotta dall’antibiotico, ma è presente in essi come mutazione nascosta. Questi esperimenti costituirono il punto di partenza per la moderna biologia molecolare. Luria ha ricevuto il premio Nobel nel 1969 con Delbruck e Alfred D. Hershey il quale, insieme a Martha Chase (che non ebbe alcun riconoscimento), aveva dimostrato che a penetrare nei batteri infettandoli non era l’intero il virus, ma solo il suo DNA.

Nel 1975 il premio è andato a Renato Dulbecco fisiologo statunitense di origine italiana per le ricerche che hanno stabilito il legame tra il virus tumorale e il materiale genetico delle cellule. Nel 2005 ha individuato i geni che portano all’individuazione del carcinoma mammario. Nel 1986 Rita Levi Montalcini riceve con S.Cohen il Nobel per la medicina, grazie all’identificazione di una nuova classe di sostanze fisiologicamente attive, il Fattore di Accrescimento Nervoso (NGF) che stimola e regola l’accrescimento delle cellule nervose del cervello e del sistema simpatico, scoperta avvenuta trentacinque anni prima. Colpita dalle leggi razziali, emigra in Belgio e lavora a Bruxelles in un laboratorio farmacologico. Durante l’occupazione tedesca rientra in Italia e continua le ricerche in un piccolo laboratorio nella sua casa a Torino. Vive in clandestinità a Firenze, è volontaria presso la Croce Rossa in un campo di rifugiati e nel 1947 emigra negli Usa. Dal 1956 al 1977 ha insegnato biologia alla Washington University di Saint Louis (Usa).

Ultimo della serie Mario Capecchi nato a Verona nel 1937. E’ orfano di guerra del padre dato disperso in Libia. Nel 1941 la madre L.Ramberg americana e attivista antifascista, è arrestata in Alto Adige dalle SS e deportata a Dachau. La donna affida il bambino a una famiglia di contadini sudtirolesi che poi lo abbandonano. Lui parte alla ricerca del padre che ritrova a Verona ma dal quale viene rifiutato. Conduce una vita di strada e finisce malato di tifo in un ospedale di Reggio Emilia dove la madre lo ritrova un anno dopo la liberazione, ammalato e denutrito. Nel 1946 madre e figlio di 9 anni si imbarcano a Napoli per gli Usa, dove sono accolti a Filadelfia da un fratello della donna, E.Ramberg, docente di fisica. All'università Capecchi segue i corsi di Scienze Politiche, che abbandona per dedicarsi alla biologia molecolare prima al MIT di Boston e poi ad Harvard, con il Nobel J.Watson, padre del Dna e relatore della sua tesi. Si trasferisce all'Università dello Utah dove compie le sue ricerche. Vive con la famiglia in uno sperduto cottage nei pressi di un canyon, da cui segue il lavoro dei suoi assistenti attraverso una stazione computerizzata. Considerato il padre del Gene Targeting ovvero l’introduzione di modifiche genetiche nelle cavie di laboratorio attraverso le cellule embrionali, riceve il Nobel per la medicina nel 2007.

Il primo italiano ad essere insignito del Nobel per la fisica è stato Guglielmo Marconi. A 22 anni presenta la sua invenzione al Ministro delle Poste e Telegrafi ottenendo un rifiuto. Grazie alla madre inglese si rivolge al Ministro delle Poste inglesi che esamina con grande interesse il suo lavoro. Marconi si trasferisce in Inghilterra e il 12 dicembre 1901 avviene la prima trasmissione radio transatlantica dalla Cornovaglia al Canada, evento che avrebbe cambiato il mondo. Nel 1909, Marconi riceve il Nobel a 35 anni e lo divide con il tedesco K.F.Braun al quale si devono alcune innovazioni nei circuiti di sintonia. Nel 1938 senza condividerlo con altri Enrico Fermi riceve il premio Nobel per la fisica per la scoperta dell’effetto dei neutroni lenti, capaci di dividere gli atomi di uranio e produrre energia. Emilio Segré, insieme all'americano O.Chamberlain, ha ricevuto il Nobel per la fisica nel 1959 per la scoperta dell’antiprotone. Diciotto anni dopo quel premio gli viene contestato dal connazionale, O.Piccioni, che sosteneva di essere stato lui il vero ideatore dell'esperimento che aveva portato a quella scoperta. La vicenda finisce in tribunale. I giudici danno torto a Piccioni, perché il fatto era caduto in prescrizione. In realtà Piccioni aveva accettato di tacere perché gli erano stati promessi dei favori che mai arrivarono. I fisici addetti ai lavori sapevano che Piccioni aveva ragione e lo dimostrarono con testimonianze puntuali.

Nel 1984 il goriziano Carlo Rubbia riceve il premio Nobel insieme all’ingegnere olandese S.Van der Meer. Nell’estate del 1983 scoprì le particelle W+, W¯ e Z0 che hanno il ruolo di intermediarie della forza debole. L’individuazione di queste particelle chiamate anche bosoni vettoriali intermedi deboli rappresentava la conferma della teoria di altri premi Nobel, Steven Weinberg, Abdus Salam e Sheldon Glashow sull’ unificazione dell’interazione debole con quella elettromagnetica.

L’ultimo italiano a ricevere il premio Nobel per la fisica è stato Riccardo Giacconi (2002) considerato il padre dell’Astronomia X per avere scoperto nel 1962 l’emissione di raggi X da parte di alcuni corpi celesti, dando inizio ad una nuova branca dell’astronomia.

A fronte di sei premi Nobel per la medicina/fisiologia e di cinque per la fisica l’Italia ne ha ottenuto uno solo per la chimica. Il premio è stato assegnato nel 1963 a Giulio Natta. Utilizzando i catalizzatori scoperti dal chimico tedesco K.Ziegler, con cui condivise il premio, riuscì a polimerizzare il propilene in una forma dalle eccezionali caratteristiche meccaniche. Il composto plastico venne prodotto su scala industriale dalla Montecatini, primo gruppo chimico italiano di quei tempi che lo commercializzò con il nome di Moplen (Montecatini-polipropilene).

Nella letteratura sei sono i premi Nobel ottenuti. Oltre a Giosuè Carducci che fu il primo vincitore del Nobel (1906), l’Italia ha conquistato i premi con Grazia Deledda (1926), Luigi Pirandello (1934), Salvatore Quasimodo (1959), Eugenio Montale (1975) e Dario Fo (1997).

Per l’economia l’Italia è stata premiata un’unica volta nel 1985 con Franco Modigliani. premiato per il Teorema di Modigliani-Miller della finanza aziendale che dimostra sotto quali condizioni il valore di un'azienda rimanga lo stesso sia che venga finanziata attraverso raccolta di capitali sul mercato azionario, con emissione di azioni, sia attraverso il debito, con emissione di obbligazioni.

L’Italia ha ottenuto anche un solo premio Nobel per la pace nel 1907 con Ernesto Teodoro Moneta volontario garibaldino e fondatore dell’Unione lombarda per la pace, un’Associazione che egli stesso tradì approvando l’impresa di Libia e dichiarandosi interventista nella prima guerra mondiale. Secondi molti critici di oggi, è un esempio di premio assegnato affrettatamente.

Per cento anni il premio Nobel è stato assegnato con le modalità imposte dal suo fondatore, con le stesse divisioni per discipline, con il divieto di premiare più di tre persone per la stessa disciplina e con il medesimo scopo finalizzato alla grande utilità del genere umano. I tempi sono cambiati. Oggi le barriere fra chimica, fisica e medicina sono scomparse e le ricerche vengono fatte da team estesi e interdisciplinari. Si potrebbe anche arguire sul concetto di grande utilità per l’umanità, con le nuove scoperte nell’informatica che incombono sulla privacy dei cittadini, con quelle nella biologia che portano alla manipolazione del patrimonio genetico e alla formazione di cibi transgenici e con la globalizzazione dell’economia, non sono più così chiari e evidenti quali potrebbero essere i benefici per l’umanità in taluni ambiti del sapere.

 

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Inserito il:03/10/2018 23:34:13
Ultimo aggiornamento:03/10/2018 23:48:10
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