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Aggiornato al 21/09/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Thomas James (California – Illustrator) – Women in Podcastingweb

 

Estate: tempo di lettura (o di ascolto?) 1/2

di Annalisa Rabagliati

 

In un mese ho letto dodici libri, senza trascurare i lavori di casa, le uscite con mio marito, i contatti con i social e mille altre attività. Direte che è normale, ma io di solito non riesco a trovare tanto tempo da dedicare alla lettura, oltre le altre incombenze. E allora come ho fatto? Semplice! I libri non li ho letti, ma ascoltati in Podcast!

Sicuramente sapete tutti che cos’è un Podcast. Per quei pochi che ancora non lo sapessero dirò che si tratta di un prodotto multimediale con testi letti, brani recitati, musiche, suoni ambientali, interviste. Insomma una specie di programma radiofonico di una volta, (lo dico per chi se li ricorda), con la differenza che si può ascoltare quando si vuole, collegandosi ad una apposita piattaforma o scaricandolo per ascoltarlo offline.

Almeno così era stato presentato da un noto giornalista, ex direttore della Stampa e della Repubblica, di cui sono seguace o follower. Però, in realtà, l'unico Podcast fatto in questo modo che ho trovato era proprio il suo. Bello, interessante e, soprattutto, gratuito: bastava iscriversi ad una delle piattaforme di cui sopra, lasciando i dati di una carta di credito. Qui sorge un problema. No, non quello della carta di credito: ne uso una virtuale e prepagata alla bisogna, ma quello della demenza senile galoppante che ti fa dimenticare facilmente certepiccolezze, come la scadenza del periodo di prova gratuito.

Così, dopo un mese dall'ascolto del primo Podcast, mi è stata tolta la quota del secondo mese e perciò mi sono ricordata di disdire. Per un mese però potevo ancora disporre di tutti i testi che volevo e allora mi sono data alla pazza gioia. 

Ho mollato il libro che avevo per l'ennesima volta iniziato, l'autobiografia della moglie di un importante personaggio politico, per cercare di usufruire al massimo dell'offerta. L'autobiografia in questione non è male, sono arrivata a metà e oltre, ma Daniel Pennac dice che tra i diritti del lettore c'è quello di lasciare un libro per riprenderlo quando si vuole e io non posso contraddire Pennac! Diciamo poi che mi viene una tale crisi di invidia a vedere quanto è stata caparbia e in gamba quella donna, mentre io....

Ma torniamo ai nostri Podcast. Devo dire che sono rimasta un po' delusa, perché, a parte il primo, i successivi undici si sono in realtà rivelati degli audiolibri. Durante la clausura da pandemia avevo letto alcuni ebook e, anche se preferisco sfogliare i libri veri, di carta, trovo che leggere su tablet o smartphone non è poi così diverso, è pur sempre leggere. Invece ascoltare un audiolibro o, se vogliamo chiamarlo così, un Podcast, è cosa ben diversa per uno che ama leggere.

Tra i pregi: poter ascoltare l’altrui lettura dedicandosi alle faccende di casa, guidando o standosene tranquilli a guardare il tramonto o il cielo stellato oppure ad occhi chiusi, nel letto.

Tra i difetti: non c’è garanzia di non distrarsi ascoltando anziché leggendo, e poi mentre leggi, pardon, ascolti ad occhi chiusi ti puoi facilmente addormentare, cosa che a me capita anche con il cartaceo, se leggo la sera, nel letto.

Ascoltando un libro di fisica dalla voce dell'autore stesso, gentile e gradevole, può succedere di perdere il filo, anzi l'ordine del discorso e bisogna concentrarsi per comprendere bene ciò che dice. Questo però a me accade perché di fisica non capisco molto, a prescindere dal mezzo che uso per informarmi. Quando ho letto il primo libro (cartaceo) di questo fisico, se non capivo qualcosa tornavo indietro a rileggere per comprendere meglio. Con il Podcast puoi tornare indietro, ma di quanti minuti devi farlo? A volte basterebbero pochi secondi, ma naturalmente non lo sai, perché non stai a guardare il timer mentre ascolti. Ecco che si appalesa un altro difetto: se ascolti, anziché leggere, non hai la memoria fotografica della riga e della pagina in questione, che invece è sempre inconsapevolmente presente durante la lettura.

Questo problema mi si è presentato ascoltando anche altri libri, molto più semplici: storie poliziesche, tipico passatempo estivo, in cui, se lasci il testo per un po' di tempo o ti distrai, dimentichi facilmente i personaggi. Ma mi è successo perfino con un libro che l’anno scorso è stato un bestseller: un manuale per insegnare trucchi che una qualsiasi casalinga mette in pratica da sempre. A volte volevo riascoltare la motivazione filosofica che spingeva l'autrice a dare certi suggerimenti, per meglio immedesimarmi nella cultura del suo Paese, ma per far questo dovevo nuovamente sorbirmi una dose di consigli all'insegna dell'ovvietà.

Mi chiedo in quale società senza passato viviamo, se abbiamo bisogno, in tutto il mondo, di persone che riscoprano l'acqua calda e abbiano un magico successo consigliando al prossimo di buttare le proprie cose per fare ordine. Bella soluzione! Tanto vale andare a vivere in una esposizione di mobili, lì, almeno, non c’è nulla di superfluo! Per non parlare dello spreco antiecologico ... Ovviamente de gustibus non est disputandum, chissà a quanti di voi è piaciuto questo libro. Io l'ho scelto per curiosità e sono rimasta delusa, a prescindere dal fatto di averlo ascoltato, anziché letto.

Quando leggo un libro che mi soddisfa, ad un certo punto guardo l'indice per sapere quanti sono i capitoli, a che punto sono arrivata, quanto durerà il piacere della lettura e, a volte, anche per chiedermi come potrebbe evolvere la situazione narrata. Se la storia è angosciante, cerco di prevedere in base al numero dei capitoli quanto il protagonista ed io, lettore, dovremo soffrire. Conoscere quanti sono i capitoli perciò è importante. In uno degli audiolibri però non ne veniva detto il numero e quando, come in altri casi, il nuovo capitolo era un flashback, la confusione era facile e mi innervosiva. Questo libro era un quasi giallo, ambientato nel Nord Europa, che mi ha preso molto: la storia di un matrimonio apparentemente riuscito, che nascondeva in realtà una violenza psicologica inaccettabile.

Ho odiato il genere maschile per tutto il tempo in cui ho ascoltato quel romanzo, ma me ne dispiaccio, perché i personaggi erano troppo manichei, mentre la vita non è in bianco e nero, ma ricca di sfumature. Alla fine mi sono resa conto di avere ascoltato una storia genere Harmony. Eppure anche questa scrittrice ha ottenuto un grande successo, che si sta puntualmente ripetendo con i suoi nuovi romanzi. In fondo, come spiega Pennac nei suoi diritti, non vi sono letture "alte" o "basse", ciascuno deve sentirsi libero di leggere ciò che vuole, la lettura (e quindi anche l'ascolto) non può essere imposta, è come l'amore: non si ama a comando e devo ammettere che questo romanzo mi ha avvinta, pur con tutti i difetti riscontrati.

Per il momento mi fermo qui, per non diventare prolissa e noiosa come l’autore di un best-seller di cui vi parlerò in seguito. Chi è? Non ve lo dico, ma vi darò tutti gli indizi per arrivarci da soli e vi parlerò anche di altre differenze tra la lettura vera e l’ascolto. Se vorrete, li troverete nella seconda puntata.  Intanto godiamoci l’estate!

(Continua)

 

Inserito il:22/08/2021 16:12:31
Ultimo aggiornamento:21/09/2021 17:04:55
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