In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 06/06/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Sofia Sapienza Divina - Russia Scuola di Mosca - fondo oro - fine del XVIII sec. - cm 31,5 x 27,8

 

“L’Antropologia cristiana e l’Arte” - 2

(seguito)

di Giovanni Boschetti

 

In questarte, che è unaffermazione dellordine cosmico attuale, vengono elaborate le leggi della prospettiva ottica o lineare, considerata non solo normale, ma come lunico mezzo scientificamente valido di rappresentare lo spazio, così come è ritenuta ‘normale’ la condizione visibile del mondo.

Come ha dimostrato Pavel Florenskij “Quando si disgrega la stabilità religiosa della concezione del mondo, e la sacra metafisica della comune coscienza popolare viene corrosa dallarbitrio individuale del singolo con il suo singolo punto di vista, ed inoltre con il singolo punto di vista di quel determinato momento storico, allora appare una prospettiva che ha i caratteri di questa coscienza disgregata”.

È quanto accadde in Occidente allepoca del Rinascimento. Questa prospettiva a sua volta si corrompe nel nostro tempo, quando si corrompe la concezione del mondo umanista da cui è stata generata e, con essa, si corrompono la sua cultura e la sua arte.

Dal momento che larte sacra, nel cattolicesimo romano, è concepita come dipendente dallartista e questi, a sua volta, dipendente dallepoca e dalla moda.

“La Chiesa cattolica non ha mai avuto un proprio stile artistico, ma, secondo lindole e le condizioni dei popoli e le esigenze dei vari riti, ha ammesso le forme artistiche di ogni epoca”.

“Non esiste dunque uno stile religioso o uno stile ecclesiale”. Rispetto allarte, la Chiesa non è altro che un mecenate, come in altri settori delle attività culturali. Quindi il significato dellimmagine in quanto espressione della rivelazione cristiana nellesperienza della Chiesa è rimasto estraneo alle confessioni occidentali.

Il Settimo Concilio Ecumenico, com’è noto, attribuisce listituzione della pittura delle Icone ai Santi Padri ispirati dallo Spirito Santo, “I Santi… ci hanno lasciato la descrizione della loro vita per il nostro bene e la nostra salvezza, e hanno trasmesso le loro opere alla Chiesa cattolica per mezzo di raffigurazioni pittoriche”. Tali ‘opere trasmesse per la nostra salvezza’ rappresentano una manifestazione esistenziale dellequivalenza tra l’Icona e la predicazione evangelica. L’Icona ha la facoltà di predicare questa testimonianza dei Santi Padri, ha “il potere e il diritto di esprimere o di formulare lesperienza di fede della Chiesa”.

Nell’ambito artistico il cattolicesimo romano revoca il magistero ai Santi Padri e dottori per conferirlo ai pittori. Basta alluomo sviluppare le sue qualità naturali (nel caso del pittore, il suo talento) per diventare araldo del ‘messaggio di Dio’.

In Occidente la teologia contemporanea è soprattutto occupata a scoprire Dio nellesperienza umana in quanto tale; ciò porta a ‘umanizzare’ Dio, contraddicendo direttamente la conoscenza patristica. In virtù di questo atteggiamento fondamentale, piegandosi alla mutevolezza della cultura autonoma, così come in epoca rinascimentale aveva acconsentito allimitazione naturalistica il cattolicesimo romano accetta oggi larte contemporanea. Ma questarte, dopo aver fatto esplodere il vecchio mondo delle forme e dei concetti, è approdata a una frammentazione che giunge alla corruzione, addirittura alla bestemmia e al demonismo. “Larte moderna ci affida limmagine di un mondo proiettato verso un nuovo destino e come divorato da unansia di rinnegamento allo scopo di accelerare il suo passaggio allavvenire…”.

“La vertigine del vuoto e langoscia del nulla, che per il nostro spirito è lassurdo, fanno eco ai temi della filosofia contemporanea, soprattutto quella esistenzialista, di Sartre in particolare”. Ne consegue che, per ritornare alla sedicente ‘semplicità dei primi cristiani’ e alla ‘povertà obbligatoria’, si arriva a manifestazioni estreme; le chiese sono completamente svuotate fino ad assomigliare perfettamente ai templi protestanti. “Una confusione deplorevole – scrive D. von Hildebrand – che sopprime tutte le distinzioni fondamentali fra le cose, si manifesta ugualmente nell’abitudine (negli Stati Uniti e in Francia) di sostituire le immagini dipinte dei santi e di Cristo stesso con fotografie di uomini, donne e bambini sofferenti, vittime delle guerre, della miseria e dell’ingiustizia sociale”. Infine, anche la chiesa viene adattata a varie esigenze: conferenze, danze, rappresentazioni teatrali, ecc.
Proprio nel momento del naufragio irrimediabile dellarte e dellambiente che lha generata, l’Icona entra in questo mondo, diviso e corrotto, come un vessillo dellortodossia, un messaggio rivolto alla libertà delluomo creato a immagine di Dio. Testimoniando lincarnazione, l’Icona oppone lautentica antropologia cristiana alla falsa antropologia della cultura contemporanea scristianizzata.

Invece di tradurre pittoricamente le facoltà, anche le più alte, del composto spirituale, psichico e corporeo delluomo autonomo, l’Icona, come la parola del Vangelo, adempie la funzione perenne che fin dal principio compete allarte cristiana: ‘la rivelazione dellautentico rapporto tra Dio e l’uomo’.

Come allorigine lo sconvolgimento gettato nel mondo da Cristo, venuto nella carne, era stato ‘scandalo e follia’, così ai nostri giorni l’Icona entra in questo mondo che ‘con tutta la sua sapienza non ha conosciuto Dio’, in questo mondo di inganno e di illusione, come ‘la stoltezza della predicazione’. Essa reca a questo mondo in rovina una testimonianza della realtà, della verità di un altro modo di vivere, di altre modalità di rapporti, introdotti nel mondo dallincarnazione di Dio, mentre erano sconosciuti alluomo schiavo delle leggi biologiche; dice una parola nuova su Dio, sulluomo e la creazione, indica un nuovo atteggiamento verso il mondo. Essa mostra ciò a cui luomo è chiamato, ciò che deve diventare, lo pone in una prospettiva differente. In altre parole, lIcona denuncia le strade imboccate dalluomo e dal mondo, ma allo stesso tempo è un appello alluomo stesso, gli indica nuove vie da seguire. In essa, la prospettiva del mondo visibile è messa a confronto con la prospettiva evangelica, il mondo che giace nel peccato col mondo trasfigurato. Tutta la struttura dellIcona è orientata in modo tale da mettere luomo a contatto con la rivelazione offerta al mondo dal cristianesimo, per mostrargli in forme visibili lessenza stessa della novità che esso ha portato.

(Continua)

 

Inserito il:15/05/2020 17:54:52
Ultimo aggiornamento:20/05/2020 00:00:07
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology