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Aggiornato al 20/04/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Bs Van Hemert (Hilversum, Paesi Bassi, Contemporanea) - Story of my life

 

Il film della nostra vita

di Gianni Di Quattro

 

Mano a mano che viviamo a partire dalla più tenera infanzia, senza fare manovre particolari e senza che sia necessario decidere volta per volta, la nostra vita viene registrata in una pellicola speciale tecnologicamente avanzata, la più avanzata possibile, e che è praticamente sempre disponibile in linea. È come avere costantemente dentro di noi un film che come registi inconsapevoli ma esperti andiamo realizzando, accessibile random, protetto. In ogni momento possiamo rivedere una scena, un episodio, una intera storia o possiamo rivederlo tutto e lo si può fare in modo automatico con una ricerca di grande velocità. Il tutto senza l’aiuto di personale tecnico, sceneggiatori, aiuti, operatori di macchina.

Durante la nostra vita spesso ci si dimentica di avere il film completo della nostra vita con noi sempre, presi come siamo a vivere, a fare, a creare, a tentare di arrivare. Forse anche a pensare che tutto quello che facciamo viene distrutto per sempre. Qualche volta può capitare di volere rivedere episodi, ricordare momenti, anche solo per volerli raccontare o in un momento di abbandono sentimentale, ma in modo isolato e per breve tempo. Ovviamente senza avere dopo la visione la necessità di fare qualche manovra per riavvolgere il nastro o proteggerlo da qualche hacker. È tutto automatico, una meraviglia dell’essere uomo. Pensate, l’uomo ha sempre con sé il film completo della sua vita!

Quando gli anni passano, le attività di ciascuno rallentano fino ad esaurirsi, il tempo a disposizione cresce, le speranze e i progetti per il futuro, soprattutto questi ultimi, si diradano sino a sparire, si avverte maggiormente un senso di impotenza, le condizioni personali e sociali inibiscono contatti e iniziative, se ne vanno amici con i quali si sono condivisi pezzi di vita, allora la voglia di rivedere il proprio percorso fatto cresce e di molto. A causa della nostalgia, del piacere di ricordare persone e cose, per fare i conti con se stesso anche, scoprire errori, omissioni, sconfitte insieme alle vittorie e alle fortunate mosse.

E può capitare di rivedere più volte il proprio film, di rivedere spesso certi momenti felici, di capire dove e perché abbiamo sbagliato, di rituffarci nel sogno di una vita che poi è la nostra vita. Forse è qualcosa che è stata regalata all’uomo ed a cui lo stesso non riesce a dare la grande importanza che ha. Può succedere che lo capisca quando è troppo tardi. Per questo perdere la memoria, il proprio data base, è forse la condanna peggiore, è davvero la perdita dell’anima, l’arrendersi per sempre, è insomma la vera solitudine, la vera fine della nostra vita.

 

 

Inserito il:14/03/2021 18:27:25
Ultimo aggiornamento:14/03/2021 18:34:45
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