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Aggiornato al 12/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) – Trionfo di Galatea - Particolare

 

14 febbraio – San Valentino

di Simonetta Greganti Law

 

Nella cassetta della posta spiccava una busta rossa indirizzata a Sophie Wood e Jenny capì subito chi potesse averla inviata. Finalmente il padre tornava a corteggiare sua madre.

Indossò le ali d’angelo argentate che erano rimaste appese all’attaccapanni dal giorno della recita di Natale e si improvvisò Cupido forzando i suoi lunghi capelli biondi in una parrucca fatta di riccioli di carta di giornale preparata da lei stessa per un progetto scolastico d’arte.

Entrò nella camera da letto matrimoniale dove, da molti mesi, alloggiava solamente la mamma. Sulle note di una canzone che avrebbe dovuto evocare ricordi bene precisi, danzando come una libellula, consegnò la busta sigillata con la ceralacca, alla quale aveva aggiunto, di sua iniziativa, una rosa rossa recisa dal cespuglio del suo giardino. Entrambe le donne scoppiarono in una fragorosa risata.

Sophie aprì la missiva e lesse ad alta voce: «Be my Valentine».

L’anonimato era superfluo, s’intuiva benissimo chi fosse l’autore di tale gesto galante ma Sophie fece finta di passare in rassegna i nomi maschili dei colleghi più attraenti.

Fu allora che Jenny, ignara del gioco della mamma, ammise di riconoscere la calligrafia del padre, timorosa che quella potesse invece veramente fraintendere.

Alla fine del bigliettino era ben evidente l’indirizzo di un ristorante e un orario preciso.

«Ci andrai vero? » domandò speranzosa la bambina con un sorriso colmo di felicità.

«Non posso, ti avevo promesso di festeggiare insieme e, come ben sai, tu vieni prima di ogni cosa amore mio! »

«Mamma ma anch’io ho un appuntamento galante», mentì Jenny inventando di essere interessata al fratello della sua migliore amica, dalla quale avrebbe potuto organizzare un pigiama party anche all’ultimo momento.

Sophie allora aprì l’armadio e, su consiglio della figlia, decise che quella sera avrebbe indossato dei

morbidi pantaloni in una fantasia bicromatica da abbinare a un’elegante camicia di seta nera.

Bianco nero, pensò, senza sfumature, come avrebbe dovuto essere la sua scelta. Doveva optare per un si o per un no e nessun compromesso. Voleva ricominciare senza ricordi dolorosi. Sapeva che forse il marito non meritava il suo perdono ma era lei che voleva adesso riconquistare la pace della sua anima.

Per un secondo pensò a quello che sarebbe stata la sua vita se avesse rinunciato a questa occasione. Le bastò vivere virtualmente quei pochi istanti per convincersi immediatamente di dover andare all’appuntamento.

Non poteva più convivere con i sentimenti di rabbia, amarezza, disperazione, frustrazione. Doveva apprendere da questa crisi per trasformare la loro coppia in una più stabile e matura.

Avrebbe perdonato, ma non certamente cancellato, avrebbe imparato da questo tradimento la cognizione di una prospettiva del tutto diversa della vita.

«Ciò che non uccide fortifica», diceva Nietzsche ed è per questo che il suo cuore, ricostruito come un mosaico, fin nel suo più piccolo frammento, si era impreziosito di un’esperienza difficile e non priva di dolore.

Il trascorrere del tempo avrebbe alleviato le amarezze, portando un sollievo calmante ma di certo non curativo, non risolutivo. Sophie temeva che la sofferenza avrebbe potuto riaffiorare inaspettatamente, magari in modo repentino e aveva il presentimento di poter tornare a tormentarsi. Eppure era disposta a rischiare, non solo per se stessa ma soprattutto per Jenny che era stata tradita proprio come lei e aveva vissuto un dolore tanto grande nella sua tenera età. Entrambe avevano però compreso che il cielo non poteva essere sempre sereno e che si poteva imparare tanto anche da una tempesta scoprendo che dietro al suo tumulto c’era ancora il sole.

Jenny trascorse la serata dalla sua amica e tornando a casa la mattina sentì un buon profumino. Nel forno, per la colazione, la mamma aveva preparato un messaggio anche per lei.

Un dolcetto fragrante che profumava di famiglia: Papà era tornato.

 

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Ingredienti:

un rotolo di pasta sfoglia

fragoline di bosco o mirtilli

marmellata q.b.

zucchero a velo


Procedimento:

Tagliare un rotolo di pasta sfoglia rettangolare in 4 quadrati uguali (avanzerà della pasta sfoglia utile per ricavarne i cuoricini decorativi).

Spennellare di marmellata di fragole il centro del quadrato di pasta sfoglia. Farcitelo anche con delle fragoline di bosco, mirtilli o piccoli frutti rossi a pezzettini.

Rigirando il quadrato come per ottenere un rombo, ripiegare 3 angoli di questo eccetto quello in alto portando i vertici verso il centro, ottenendo così la busta aperta di una lettera, dalla quale si potrà vedere fuoriuscire il ripieno di frutti rossi.

Fissare il centro della busta (chiusa per tre lati) con un cuore ritagliato dagli avanzi della sfoglia. Infornare a 180°, forno già caldo, per 15-20 minuti, fino a doratura della sfoglia.

Spolverizzare con zucchero a velo.

 

Inserito il:13/02/2019 19:51:33
Ultimo aggiornamento:13/02/2019 20:00:32
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