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Aggiornato al 17/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Margaret Keane (Nashville, Tennessee,1927 - ) - Young Woman with Big Eyes and Daisy (1963)

 

Il misterioso linguaggio del cuore

di Simonetta Greganti Law

 

“Ecco delle piccole ancelle per il più bel fiore della mia vita” disse Colin Vincent offrendo un bouquet di margherite a sua moglie. Margaret accettò il regalo inaspettato sorridendo.

Sapeva benissimo che nel linguaggio segreto dei fiori le margherite significano amore fedele ma le piacque scherzare sul tema e decise di sacrificarne una per averne conferma. “Vediamo quanto mi ami” proferì Mrs. Vincent sottoponendo la corolla al crudele gioco che gli amanti usano fare per carpire il segreto sull’amore che solo questi fiori sembrano conoscere.

Iniziò così il “m’ama non m’ama” che terminò, con grande soddisfazione di entrambi, proprio con la risposta desiderata.

Eppure, dopo un primo momento di euforia, Margaret improvvisamente si incupì vedendo il povero fiore usurpato della sua corona. Sul tavolo un numero dispari di petali bianchi sfogliati per un’inutile rassicurazione riguardo a un affetto che non avrebbe dovuto far dubitare della sua sincerità.

Questo sfogliare di un petalo dopo l’altro è sempre stata la condanna della margherita, un fiore destinato a farsi annientare per soddisfare le richieste di un amante insicuro.

Margaret era inerte mentre ancora teneva in mano lo stelo che sorreggeva un capolino spoglio, un sole privato dei suoi raggi, un occhio secco che aveva riversato in terra tutte le sue lacrime.

Sarà perché quel fiore portava il suo stesso nome ma si immedesimò così tanto nella sofferenza della margherita e nelle pene legate all’amore che diventò malinconica pentendosi di aver ricercato la felicità usando la violenza.

Era ricorsa egoisticamente a un comportamento brutale e, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze inflitte al timido fiore, era stata capace di agire in modo ignobile, come fa l’uomo che con la forza si approfitta di una donna indifesa sottomettendola ai suoi istinti efferati.

Il trauma sofferto da bambina riaffiorava ogni volta in cui la violenza la faceva da padrona.

Suo padre che picchiava sua madre, nonostante i tentativi di una vita normale basata sul rispetto, era un’immagine indelebile, difficile da cancellare. Lui era un uomo che aveva più paura d’amare in modo sano che di fare del male.

Quante volte aveva visto sua madre piangere per una violenza fisica o anche solo psicologica. Ricordava il suono di uno schiaffo sul volto di quella donna troppo ingenua e le riecheggiavano ancora nelle orecchie le crudeli parole di minaccia ascoltate per errore. Violenze alle quali aveva assistito senza intervenire per paura di essere solo una bambina…o forse solo una donna.

Finalmente, una volta conosciuto Colin aveva imparato che l’amore è tinto di rosso per il colore della passione e non per quello dell’ira o del sangue.

Ben diverso doveva essere il linguaggio dell’amore. Non si poteva parlare di passione maltrattando un altro essere vivente.

Adesso però i resti di quella margherita, ancora agonizzante tra le sue dita, la faceva vergognare per essersi comportata in tale modo e se ne rammaricò. La sua insensibilità tanto evidente poteva essere stata l’improvviso germoglio di una radice di gramigna ancora da estirpare.

Margaret sicuramente stava reagendo in un modo troppo eccessivo per l’esito di un semplice giochino d’amore ma, spesso, i sentimenti possono avere comportamenti imprevedibili.

Chiese scusa a suo marito per aver dubitato del suo amore sempre manifesto e si rattristò per la margherita immolata in modo così barbaro solo per egocentrismo.

Colin tuttavia seppe come consolare la moglie spiegandole che la delicatezza della pratolina era rinomata più come licenza poetica che per una realtà botanica. Il fiore infatti era tenace, forte e con proprietà benefiche notevoli tanto da essere utilizzato in erboristeria come alleato dell’uomo sotto forma d’infuso.

Non avendo però il coraggio di preparare una camomilla per paura di turbarla nuovamente offrendole il fiore in una tisana, decise di rilassarla con un cocktail Margarita dalla gradazione alcolica bella pesante che, senza utilizzare in alcuna parte la pratolina, ne avrebbe però ricordato il nome.

Come un alchimista cominciò a mixare i liquidi poiché li avrebbe trasformati in un cocktail dotato di un linguaggio tutto da decifrare perché capace anch’esso di evocare l’amore.

Shakerò ingredienti precisi: tequila, triple sec, il succo di un lime fresco e del ghiaccio ottenendo una pozione magica che doveva simboleggiare la sua dichiarazione d’amore in forma di drink.

Prima di versarla in una coppa, aveva inumidito metà del bordo di questa con un fetta di lime e immersa nel sale fino, scuotendola subito dopo per togliere l’eccesso di sale dall’orlatura.

Ecco la quintessenza dell’amore capace di penetrare il misterioso linguaggio del cuore.

 

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Inserito il:22/05/2018 17:12:26
Ultimo aggiornamento:22/05/2018 17:18:58
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