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Aggiornato al 14/11/2018

Jan II Leyniers (Bruxelles,1630-1686) - Mosè al pozzo che disseta le greggi delle figlie di Etro - Arazzo posizionato a Palazzo Clerici da Antonio Giorgio

 

L’arte nascosta di Milano

di Sofia Maria Cadirola e Gabriella Errico 

 

“Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, e restare al lavoro”  (Giovanni Verga)

Milano. Un alveare abitato da circa 1.347.000 abitanti. Una mescolanza di culture, che si intrecciano tra le vie di una delle città più importanti d’Italia.

Considerata la capitale economica del nostro paese, il capoluogo meneghino, tra le insidie dell’asfalto urbanistico, ci racconta la sua storia e la sua identità, in continua evoluzione, attraverso l’arte.

Con questa nostra guida vi aiuteremo a ripercorrere la vita di Milano, portandovi alla scoperta di luoghi noti solo ad occhi scrupolosi.

Cominceremo con un assaggio di ciò che è rimasto dell’antica Roma. Useremo come linea temporale l’architettura dei palazzi e degli edifici presenti nella città, sino ad arrivare alle costruzioni di più recente data e di grande innovazione che permettono alla metropoli di restare al passo con le altre grandi capitali europee.

 

Milano…. e quel che ne resta di Roma

  • Circo romano

Nella parte ovest della città, tra Via Brisa, Corso Magenta e Via Circo, troviamo quelli che oggi sono i resti dell’antico circo romano voluto dal’imperatore Massimiano Erculeo alla fine del III secolo d.c.

Milano, insieme ad altre poche città, poteva vantare della presenza di una struttura di tali dimensioni (450mt lunghezza X 67mt larghezza), simbolo di una grande potenza economica.

Vale la pena concedersi una passeggiata per poter riascoltare, con un po’ di immaginazione, quello che era l’intrattenimento all’epoca.

  • Palazzo imperiale di Massimiano

Restando dalle parti di Via Brisa, si ammirano anche le imponenti murature di quello che una volta era il palazzo imperiale. Grazie ai ritrovamenti di collegamenti termali, che sono stati fatti in Via S.Maria della Valle, si ipotizza che la struttura, nella sua parte più a nord, fosse collegata ad un impianto termale.

  • Anfiteatro romano

Proseguendo, andiamo a visitare i resti dell’anfiteatro romano al parco archeologico in Via De Amicis, aperto nel 2004 successivamente agli scavi avvenuti alla fine degli anni ’90.

L’anfiteatro sorgeva all’esterno delle mura della città, in prossimità della Porta Ticinensis. La posizione era stata scelta per diversi motivi, come la presenza di collegamenti fluviali e la possibilità di poter sfruttare ampi spazi. Le stesse ragioni consentivano un grande afflusso di spettatori, che provenivano non solo dalla città, ma anche dalle zone limitrofe per poter assistere agli spettacoli.

  • Domus

Anche se apparentemente insignificante, in Via Morigi 2, si possono ammirare alcuni resti del pavimento in battuto di malta di una domus, caratterizzato da inserti di marmo.

  • Colonne di San Lorenzo

In prossimità di L.go Carrobbio, è visibile una traccia di Porta Ticinensis (I sec. d.c.), con le sue colonne di San Lorenzo, che sono il monumento romano meglio conservato e più conosciuto della città. Quello che forse non tutti sanno è che per quanto siano state costruite in epoca tardo-antica (V sec. d.c.), i loro capitelli, colonne, parti di architrave e basi siano molto più antichi, recuperati da un misterioso edificio pubblico della seconda metà del II secolo d.c.

Guardiamo in alto

E sì, perché Milano non è solo antichi resti e fondamenta. Erge la sua maestosità anche verso l’alto con molti palazzi ed edifici che probabilmente vediamo tutti giorni, senza soffermarci davvero ad osservarli.

  • Palazzo dei giureconsulti

Edificio costruito dal 1562 al 1654, presenta un elegante porticato da archi alternati.

L’edificio si affaccia su Piazza mercanti, considerato per secoli centro politico e amministrativo della città. Dal 1808 al 1901 il palazzo ospita la prima borsa valori di Milano e dal 1911 diventa sede della camera di commercio. Ad oggi è un vero e proprio centro attrezzato sia per convegni, sia come location del design e della moda.

  • Palazzo Clerici

La famiglia Clerici lo acquista e lo abita nel periodo che va dalla seconda metà del 600 alla fine del 700. In questi anni il palazzo è una delle dimore più lussuose della città. Presenta ricche decorazioni al suo interno, la parte centrale della facciata è stata costruita in modo da rendere più agevole l’accesso delle carrozze all’interno del cortile. Altra sua particolarità è quello di essere unico tra i palazzi milanesi ad ospitare statue femminili vestite all’orientale.

  • Palazzo Serbelloni

Acquistato nel 1756 dal Duca Gabrio Serbelloni, l’idea fu quella di costruire un palazzo rappresentativo della propria posizione sociale, di grande dimensione dotato di ampi saloni di ricevimento, scalinate dalla faccia imponente.

  • Palazzo ca’ de l’oreggia

Non molto conosciuto ma offre ai visitatori una fantastica scultura che rappresenta un orecchio come si può intuire dal nome dello stesso palazzo. Questa scultura è situata al numero 10 di via Serbelloni, realizzata in bronzo e arricchito da ciuffi di capelli ricci è stato installato a metà degli anni 20 con la funzione di citofono . Un tubo collegava la statua all’ufficio del portiere in modo che i visitatori potessero annunciarsi in questo orecchio gigante alto 70 centimetri; purtroppo questo meccanismo non è più utilizzabile ma è stato mantenuto sulla facciata.

  • Circolo Filologico Milanese

L’associazione più antica della città, riconosciuta ente culturale di interesse generale, fondata nel 1872 da Eugenio Torelli Viollier "vogliamo che il circolo diventi ritrovo della gente colta, garbata e studiosa e de' forestieri che bramano imparare la nostra lingua".

Il Circolo Filologico ha sede all’interno di Palazzo Clerici.

  • Società del giardino

Circolo fondato nel 1783 da Francesco Bolchini e famoso per la sua scuola di scherma. è stato luogo di ritrovo di borghesi, aristocratici e governanti austriaci. Inizialmente senza pretese culturali o politiche, ma con l'intento di avere un luogo di ritrovo per poter praticare attività fisica, balli, fare salotto e concerti di musica classica. Attività che vengono svolte tutt'oggi. La sede del circolo si trova in via Spinola 10, tra le mura di Palazzo Spinola, palazzo del 500 che con il suo portone in bugnato cela lo splendore delle sue stanze ai passanti.

Una delle sue più belle è quella d'oro progettata da Gerolamo Arganni, circondata da un colonnato arricchito da fregi con uno spazio dedito all'orchestra. Simile è la sala d'argento. non si può non citare il salone da ballo, ai tempi molto apprezzato da Stendhal. Nel giardino si trova la Torre belvedere del cinquecento.

  • Villa Necchi

Un soffitto con le decorazioni a stucco nelle biblioteche con grandi scaffali in palissandro, separate da una veranda-giardino d'inverno dalle pareti finestrate e una pavimentazione in marmo verde. Camini dal carattere rinascimentale, mobili prodotti da Giovanni Socci, bagni rivestiti di marmo. Ecco una dimora che rientra nel gruppo delle "case museo di Milano" che comprende: il museo Bagatti Valsecchi, museo di Poldi Pezzoli, ci ritroviamo tra le mura progettate dall'architetto Piero Portaluppi, noto architetto italiano della prima metà del 900.

La villa è circondata da un giardino con piscina (la seconda di Milano dopo quella municipale e la prima ad essere stata costruita su suolo privato).

Insomma, come rivivere al meglio gli anni ottocenteschi se non visitando un luogo simile.

  • Palazzo Invernizzi

A Milano, strano ma vero, non ci facciamo mancare proprio nulla, ed è per questo che raggiungendo via Cappuccini, potremo osservare nel giardino di palazzo Invernizzi dei magnifici fenicotteri rosa, ormai noti in tutta la città. Il palazzo suscita grande interesse, non solo per la presenza dei coloratissimi volatili, ma anche per il suo stile liberty, caratteristica presente in tutta la via.

  • Palazzo Castiglioni

Progettato da Giuseppe Sommaruga, inaugurato nel 1903, è stato probabilmente uno dei primi palazzi liberty di Milano emblema della nobiltà del 700 situato nel centro di Corso Venezia.

 

Milano negli ultimi anni ha fatto grossi progressi architettonici; possiamo infatti nominare innovativi edifici come:

  • Bosco Verticale

Sono i due edifici di maggior successo di Porta nuova. Due torri residenziali di 111metri e 78 metri. La loro particolarità è quella di ospitare 900 specie arboree (550 alberi nella prima torre e 350 nella seconda).

  • Torre Diamante

Alta 140 metri è caratterizzata da una geometria irregolare infatti le colonne perimetrali dell’edificio sono inclinate rispetto alla verticale.

  • Torre Isozaki

Grattacielo più alto d’Italia e sesto d’Europa con i suoi 207 metri che diventano 24 con l’antenna. È stato progettato dall’architetto giapponese Arata Isozaki, questa torre ha la particolarità di essere straordinariamente sottile ed è caratterizzata da quattro staffe gialle che da terra arrivano al 15 esimo piano per evitare le oscillazioni ai piani alti.

Inoltre, anche se non un grattacielo, possiamo segnalarvi una struttura affascinante aperta da poco al pubblico: stiamo parlando della Highline galleria. È sicuramente il punto migliore da cui osservare la zona di Vittorio Emanuele e Duomo; si trova sopra i tetti della galleria Vittorio Emanuele, è un percorso di 250 metri e l’ingresso si trova in via Silvio Pellico 2.

Il patrimonio del capoluogo lombardo come abbiamo potuto constatare è molto vasto e sono ancora tante le cose da dire e da fare. È vero, non possediamo un patrimonio culturale vasto quanto quello della capitale Roma, ma diamo sicuramente la possibilità a tutti i turisti di potere godere delle nostre risorse. In questo articolo ci siamo soffermate maggiormente sui monumenti artistici di Milano. Ricordiamoci quanto sia sempre in continuo aggiornamento e sia anche famosa per la moda, design e la movida serale, potendo così soddisfare i desideri di chiunque.

Vorremo infine citare qui sotto un simpatico e non formale Post trovato su Facebook esattamente nella pagina di Unimi.

“UNIMI - MILANO

La verità è che mi sono rotta i chitarrini di tutti quelli che, abitando a Milano o in qualunque altra parte del mondo, ce l’hanno a morte con sta città: è grigia, è cara, la gente è fredda, è tutto così frenetico, tutto finto, con l’Expo un casino, che noia il Salone del mobile, tutti hipster.

La verità è che se non amate Milano è perché:

Non avete assaggiato Alice di Riva Reno, la crema di Umberto e il pistacchio salato della Gelateria della Musica.

Non avete letto un libro sdraiati o guardato i manzi giocare a basket a Parco Sempione.

Non avete bevuto un not ordinary mule di Filippo.

Non avete mai ballato una mazurka alla Balera dell’Ortica.

O giocato a carte all’ Arci Bellezza.

Non vi siete seduti di notte sul pozzo di Piazza dei Mercanti.

Non siete stati alla GAM, in Triennale, alle Gallerie d’Italia, al PAC, alla Pinacoteca di Brera, alla Galleria Sozzani e all’Hangar Bicocca.

Non avete fatto un picnic all’idroscalo ad aprile. Che io ci ho pure pucciato i piedi. E la scabbia non mi è ancora venuta.

Non avete mai preso la macchina e visto quanto è vicino il mare. E la montagna. E la campagna. E il lago. E la Francia. E l’aeroporto.

Non avete mai provato ad avere il frigo vuoto. E poter scegliere tra pizza, sushi, noodles, piadine, hamburger, gelati. Tutto delivery.

Non avete mai baciato all’Orto Botanico di Brera.

Non siete mai stati al mercato dei fiori sui navigli. O una sera d’agosto sui navigli.

Non vi siete mai trovati senza carta igienica, tovaglioli e Scottex di domenica sera alle 22. Perché China Town è una certezza. OPEN 24h.

Non avete mai detto “Che c’è al cinema stasera?”. 23 cinema, provincia esclusa.

E neanche “Che fanno a teatro questa settimana?” Il numero esatto non ce l’ho, ma sono più di 30 i teatri, ecco.

Non siete mai stati alla Cascina Cuccagna.

Né a sbirciare le vetrine di Tatì né quelle de l’ Elefante con le Ghette.

E non siete neanche stati ai giardini di Porta Venezia o al Bosco in Città.

Non avete visto i palazzi liberty e i fenicotteri rosa di Villa Invernizzi.

E manco il Planetario (iscrivetevi e richiedete il programma).

Non avete mai provato a scambiare due parole con il giornalaio, il panettiere, il barista. Peccato, vi sareste accorti che sono tutti simpatici. E pugliesi.

La verità è che se non vi piace Milano è perché non siete curiosi.

E’ perché non vi ci siete mai addentrati.

E’ perché non l’avete mai scoperta.

E’ perché il tempo lo impiegate a lamentarvi.

Sì, non è una città economica, ma offre tanti eventi gratis, tanti posti dove si mangia bene e non devi lasciarci un rene, tanti biglietti teatrali a 15 euro.

E pure qua esiste il parrucchiere che viene a casa.

Basta informarsi, guardare, cercare.

Anche a me mancano il mio mare, la controra, l’impepata di cozze e i ritmi lenti.

Ma a Milano nascono stimoli, nascono amicizie, nascono sorrisi.

E se non lo sapevate, a Milano il sole c’è.

E trovi pure il panino con la parmigiana.

Io amo Milano.”

 

Sofia Maria Cadirola e Gabriella Errico

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Inserito il:09/06/2017 18:03:12
Ultimo aggiornamento:09/06/2017 18:19:26
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