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Aggiornato al 21/09/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 1882  - Verona, 1916) – Dinamismo di un ciclista (1913)

 

Coppi,  Bartali e la borraccia

di Paolo Ghiggio

 

 

Il mondo legato alla bicicletta è pieno di immagini delle imprese dei grandi campioni, che hanno fatto la storia del grande ciclismo.

Una di queste, famosissima, ci riporta agli anni Cinquanta, quelli del ciclismo eroico, quelli della rivalità fra Fausto Coppi, l’Airone, come lo definì Mario Oriani, e Gino Bartali, Ginettaccio. L’Italia sportiva era divisa in due da quel grande dualismo. I Coppiani, amanti del Campionissimo, dal carattere chiuso, dallo sguardo sempre triste, che non alzava, se non raramente, le braccia al traguardo. E dire che di corse ne vinse molte, per la precisione 118, di cui 58 dopo una fuga solitaria, ma sempre in modo pacato, quasi malinconico, senza esultanza. I Bartaliani, seguaci del modo schietto e diretto del campione toscano, che non la mandava mai a dire a nessuno. Coppi era calcolato in tutto, fu l’ideatore del ciclismo moderno con i pasti e gli allenamenti frazionati. Bartali agiva di impulso, fumava, dormiva con un fiasco di vino in camera, atteggiamenti di vita che solo un fisico roccioso come il suo poteva permettergli.

Bartali era devoto, lo chiamavano Gino il Pio, terziario francescano, venne sepolto con il saio. Coppi, trasgressivo, introverso, aveva lasciato la moglie e la figlia Marina , perdutamente innamorato di una giovane tifosa, Giulia Occhini, la “Dama Bianca”. Con lei si era trasferito in una villa nei pressi di Novi Ligure, cambiando integralmente modo di vivere. Dalla semplicità dell’alloggio dove viveva con Bruna Ciampolini, donna timorosa, che non amava i rischi dello sport e delle corse di Fausto, agli sfarzi di Villa Carla con maggiordomo e servitù. Lo stesso Bartali, fedele al suo credo religioso cercò di riportare Coppi in famiglia, addirittura con l’intervento delle gerarchie ecclesiastiche.

Ma torniamo a quella foto del 6 luglio, sul colle del Telegraphe, al passaggio sul Galibier del Tour del 1952, il secondo vinto da Coppi, dopo quello del 1949, l’anno dell’accoppiata Giro Tour che lo decretò il nuovo “ Campionissimo”, aggettivo che era già stato dato all’omino di Novi Ligure, Costante Girardengo. Lo vinse anche con l’aiuto di Bartali. La foto a cui ci riferiamo è quella dell’ormai storico scambio di borraccia fra i due Campioni, in uno scatto del fotografo Carlo Martini.

Per anni si è discusso su chi passasse la borraccia a chi. Naturalmente i Bartaliani affermavano che fosse stato Gino a darla a Fausto, suffragati dal fatto che Coppi avesse il portaborracce vuoto e quindi fosse privo di bevande. D’altro canto i Coppiani sostengono che sia stato Coppi a passarla a Bartali. In effetti la borraccia è propriamente una bottiglia che quasi sicuramente Coppi ha avuto da uno spettatore. Essendo il ciclista che in quel gruppetto procedeva per primo è logico pensare che sia stato lui a cederla a chi lo seguiva. Inoltre lo sguardo di Bartali è rivolto alla bottiglia nell’atto di afferrarla. Naturalmente io sono per questa seconda ipotesi, essendo tifoso del Campionissimo. Circolano però anche delle voci che parlano di una messa in scena fra i due Campioni, per alimentare le notizie sulla loro amicizia / rivalità. Questo fa parte delle leggende metropolitane. Il discorso rimane dunque aperto, ma c’è però un testimone a quel momento, anche lui proteso a prendere acqua dai tifosi.  Un altro  campione  di quegli anni: Stan Ockers, che a quella tappa, vinta da Coppi arrivò al Sestrière con Ruiz alle spalle del campionissimo.

La foto originale è stata conservata per anni da un grande personaggio del nostro ciclismo, Marino Vigna, ed è appartenuta in precedenza a suo padre. Nell’originale a sinistra dei due campioni è infatti ritratta la sagoma del campione belga.

Tutto questo è stato scoperto durante una ricerca su vecchi fotogrammi dallo stesso Vigna e da un appassionato cultore del ciclismo eroico, il medico di Varazze, Carlo Delfino.

A questo punto basterebbe dunque intervistare lo stesso Stan Ockers, vincitore anche di un mondiale a Frascati nel 1955. Dalle sue parole risolveremmo questo mistero che per anni ha avvolto quel momento e ha reso iconica questa fotografia in bianco nero.

 Peccato che il campione belga sia tragicamente scomparso in giovane età, dopo un grave trauma cranico riportato in una riunione in pista ad Anversa. L’urto del capo, non ancora protetto dal caschetto, che diventerà obbligatorio, provocò uno stato di coma, da cui Ockers non si risvegliò e andò incontro alla morte dopo due giorni di inutili cure. Il Re del Belgio, Baldovino, sul trono dal luglio 1951, dichiarò lutto nazionale e a Stan vennero celebrate solenni esequie di Stato.

Resterà dunque il mistero su quello scambio di borraccia e su quello scatto, in cui giustamente Marino Vigna e Carlo Delfino hanno dato la dignità che si merita anche al campione belga.

Nella storia e nelle leggende del ciclismo esiste però un altro scambio di Borraccia. Ad una gara di dilettanti in Canavese, il trofeo Migliore del 1949, erano in fuga due giovani emergenti. Riccardo Filippi, futuro campione del mondo dilettanti su strada e poi compagno dello stesso Coppi a tre trofei Baracchi vinti in coppia, e un giovane eporediese, Igino Piana, che avrà un certo successo, anche se non come quello di Riccardo. In fuga insieme, in vista dell’arrivo a Calea, Filippi, sapendo della superiorità in volata del suo avversario, finse di bere e offrì la borraccia al compagno. Questi accettò. In quel momento Filippi scattò e si involò da solo verso il traguardo. Il futuro Campione del Mondo, sul circuito della Crespera a Lugano, perse una borraccia, ma vinse la gara

Senz’altro questo scambio di borraccia, se non altro per gli interpreti, è meno famoso di quello fra Coppi e Bartali al Tour del 1952, ritratto nello scatto in bianco nero di Martini sulle strade della Grand Boucle, ancora avvolto da quel  mistero, che fa parte della storia del ciclismo.

 

 

 

Inserito il:28/08/2021 11:16:59
Ultimo aggiornamento:28/08/2021 11:23:10
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