Ex libris – I Miserabili.
Ho un debole per i cattivi.
O forse è più corretto dire per gli antagonisti delle storie, nel senso etimologico e originario del termine, come è il caso del personaggio che ha ispirato il testo poetico che propongo questa volta.
Ho preso questa brutta piega già alla scuola media, quando durante le letture di brani dell’Iliade iniziai a fare segretamente il tifo per Achille, mentre tutti sapevano, me compreso, che il vero eroe era Ettore.
Raskolnikov, lo avranno capito anche gli ormai pochi rimasti a non aver ancora letto Delitto e castigo, non è proprio uno stinco di santo.
Se ora guardo i cartoni animati coi miei figli, rischio il litigio ogni volta che provo a difendere le ragioni del malvagio di turno. Loro, come tutti i bambini, hanno ancora chiara la distinzione tra bene e male: giustamente si aspettano il lieto fine e che il cattivo venga punito per le sue malefatte.
Io invece ad esempio, rivedendo il film Disney “Il re leone” non riesco a non provare tenerezza per l’iniqua sorte del povero Scar, bistrattato da tutti.
Il mio sogno nel cassetto di attore dilettante rimane quello di poter interpretare un giorno il ruolo di Iago, il cattivo assoluto, perfetto, fra tutti i personaggi della letteratura.
D’altronde, ditemi: che ne sarebbe della storia dei Promessi Sposi senza Don Rodrigo, o del Signore degli Anelli senza Sauron? O più semplicemente, della fiaba di Cappuccetto Rosso senza il lupo? O citando un altro film: “Cosa sarebbe il mondo senza Capitan Uncino?”.
CONSIGLIO DI LETTURA
Un moment après, une figure haute et noire, que de loin quelque passant attardé eût pu prendre pour un fantôme, apparut debout sur le parapet, se courba vers la Seine, puis se redressa, et tomba droite dans les ténèbres; il y eut un clapotement sourd, et l'ombre seule fut dans le secret des convulsions de cette forme obscure disparue sous l'eau.
(Victor Hugo – Les Misérables)
Se una lacrima incauta
dovesse sfuggirti
mentre segui le tracce
alla luce della luna
- non sia per i denti di Fantine
né per l’infanzia di Cosette
non sprecarla per i dubbi di Valjean
o per il sangue sulle barricate
di rue Saint-Denis
non sia neppure per le ginocchia
del piccolo Gavroche
Conservala fino a pagina
milleduecentosettantanove
per colui che non ha chi lo pianga
mentre scivola nella Senna
Poi chiudi pure il libro:
sans Javert
il n’y a plus d’histoire
(senza Javert
la storia è finita)