Aggiornato al 29/09/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Gaurangi Gupta (from Kanpur, Uttar Pradesh, India) - Vastu Shastra Seven running majestic horses

 

Sette, chi dice di più?

di Giorgio Cortese e Cesare Verlucca

 

Cari amici,

avete un numero che vi porta bene, o uno che vi porta male, o uno qualsiasi che non sapete perché, ma prima passa, più siete contenti?

Non siete i soli, perché fin dall’epoca in cui i numeri sono serviti a contare, ognuno di essi ha avuto ammiratori o detrattori. Prendiamo, ad esempio, il numero 7, che è considerato fin dall’antichità il simbolo magico e religioso della perfezione, perché legato al compiersi del ciclo lunare.

Gli antichi riconobbero nel 7 un numero increato, poiché non prodotto di alcun numero contenuto tra 1 e 10. Presso i Babilonesi erano ritenuti festivi, e consacrati al culto, i giorni di ogni mese multipli di sette. Tale numero fu considerato simbolo di santità dai Pitagorici. I Greci lo chiamarono venerabile; Platone anima mundi. Presso gli Egizi simboleggiava la vita.

Da sempre gli esseri umani misurano tutto il mondo, per conoscerlo e per conoscere se stessi, e qui parlo delle sette unità che misurano l’Universo. Sono sette ingredienti che mescolati tra loro permettono di quantificare qualsiasi fenomeno, dagli affettati presi al banco dal salumerie quando si va a fare la spesa, al misurare la febbre, fino al bosone di Higgs, per arrivare alle onde gravitazionali generate da uno scontro tra buchi neri.

I sette ingredienti sono il chilogrammo, il metro, il secondo, la mole, la candela, l’ampere e il kelvin. Ogni giorno usiamo le unità di misura per conoscere ciò che ci circonda, ma anche per conoscere meglio noi stessi e perfino il nostro rapporto con il soprannaturale. La divinità egizia Anubi era raffigurata con una bilancia con cui pesava il cuore dei defunti prima di ammetterli nel regno dei morti.

Da queste sette unità di misura ne derivano molte altre che sono decine.

Se devo acquistare una casa devo conoscere la superficie, la cui unità di misura sono i metri quadrati. Se invece devo scegliere la batteria per la mia automobile, devo conoscere la tensione che si misura in volt. E un volt si ottiene moltiplicando un chilogrammo per un metro al quadrato e dividendolo per un ampere e per un secondo al cubo. Insomma, usando quattro delle sette unità fondamentali.

Gli esseri umani hanno sempre cercato di misurare quello che avevano intorno per conoscerlo meglio: ci sono tracce antichissime di tacche su barrette di avorio o su pietre che registrano le fasi lunari: una sorta di calendario preistorico. E poi l’uso del corpo umano come strumento di misura, che resiste fino ai nostri giorni nei nomi di certe unità, come piedi e pollici.

Pur nella variabilità delle statue, una spanna è più o meno la stessa ovunque, circa 20 centimetri, e poteva essere usata per comprare stoffe in Cina come a Venezia.

Grande successo ebbe nell’antichità anche il cubito, la distanza tra il gomito e la punta delle dita della mano: è in cubiti che Dio dà a Noe le istruzioni per costruire l’Arca.

C’è un equivoco sul passo romano, che valeva un metro e 48 centimetri, ma non perché avessero chissà quale falcata, bensì perché era la distanza tra le impronte successive dello stesso piede, quindi due dei nostri passi.

Poi, due rivoluzioni, (quella francese e, ancor prima, quella scientifica di Galileo Galilei che mette la misurazione al centro del suo metodo), hanno messo ordine alle varie unità di misura. I rivoluzionari francesi, invece, liberano il pensiero e le persone e sentono la necessità di un sistema metrico decimale uguale per tutti, ma ci vorranno anni prima che la novità si diffonda. Nell’Europa ottocentesca si trovavano ancora unità diverse addirittura tra città limitrofe.

L’ultima rivoluzione è recentissima, risale al 2018, quando gli scienziati hanno deciso di ridefinire le unità del sistema internazionale: non più in base a eventi periodici o a manufatti umani, come per esempio il cilindro di platino e iridio che rappresentava il chilogrammo campione.

Il chilogrammo, il metro e le altre unità fondamentali, sono stati definiti a partire da costanti fisiche universali, come la velocità della luce nel vuoto o la costante di Planck. Ed è una vera rivoluzione, perché significa assumere che leggi naturali che governano l’universo, pur essendo state dedotte dagli esseri umani in base alle osservazioni, sono immutabili e costituiscono una base più solida per la misura del mondo degli oggetti materiali.

Una rivoluzione che va oltre i sistemi di misura, e coinvolge quello che sappiamo di noi e del mondo.

 

Inserito il:14/02/2022 19:29:20
Ultimo aggiornamento:14/02/2022 19:34:40
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