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Aggiornato al 17/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Pablo Picasso (Malaga, 1881 - Mougins, 1973) - Weeping woman (1937) - Tate Gallery

 

Aimer Picasso

di Vincenzo Rampolla

 

Pablo Picasso muore a Mougins, nella casa di Notre-Dame-de-Vie, villaggio medioevale sulle alture di Cannes. Dicono di embolia polmonare, altri di infarto. 91 anni. Giovanissimo rigetta Ruìz il cognome del padre con cui ha rotto i rapporti e assume Picasso, il cognome genovese della madre.

Il sindaco di Mougins lo rifiuta nel cimitero del suo Comune, quello di Vauvenargues lo accoglie. Jacqueline, seconda moglie, lo vuole sepolto nella villa Californie, il Château de Vauvenargues del XVII secolo con 35 stanze invase da quadri e sculture e disegni, ai piedi del monte Saint Victoire, La montagna di Cezanne, amava dire. Sul tumulo fissa scultura La femme au vase che l’ha ritratta nel 1963 e vorrà essere inumata accanto. Dopo mezzo secolo risuonano profetiche le sue ultime parole: Al mia morte avverrà il naufragio e molti saranno risucchiati dal vortice.

Ad Antibes, devastata da alcol e fantasmi, Jacqueline si fredda a letto con un colpo alla tempia; il nipote Pablito, trattato da misero e incapace, ingolla un litro di candeggina e muore dopo tre mesi di agonia; suo padre Paulo finirà consumato dal cancro e dall’alcol, sconfitto da anni di umiliazioni e prepotenze paterne; dopo 10 anni di vita in comune, Marie Thérèse Walter si uccide appesa a una fune. Tutto questo: alla mia morte. In vita, la nipote Marina, oggi 69 anni, orfana del padre Paulo e del fratello Pablito lo chiama: il virus Picasso. All’età di 6 anni, ogni settimana visitava il nonno con il fratellino. Nessun sorriso di benvenuto né abbraccio. Il maggiordomo chiedeva loro se avevano un appuntamento con il Maestro. Il Maestro non può vedervi oggi. Sta lavorando, era la risposta di rito e Paulo rientrava a casa con i bambini senza aver la sua paga da autista tuttofare e si cenava con una mela. Quando il Maestro li riceveva, erano terrorizzati, lui inveiva contro il padre, incapace di provvedere ai figli. L’offendeva e lo svergognava e li chiamava tutti mendicanti.

Quel giorno, 8 aprile 1973, il nipote Pablito, 25 anni, ha voluto vedere il corpo del nonno. Piove a dirotto e lui insiste al cancello della proprietà, bloccato dai custodi. Per confermare chi è, mostra la carta d’identità. Inutile. La matrigna Jacqueline, gli impedisce di entrare, i guardiani minacciano di liberare i cani e lui mortificato rientra a casa e quattro giorni dopo si suicida. Picasso non ha avuto funerali di stato con parata militare e discorso del Ministro della Cultura Malraux come per la morte di Braque, suo rivale nella creazione del cubismo. Solo un piccolo corteo con gli amici intimi e Jacqueline che imperversa e impedisce l’ingresso anche a Claude e Paloma, figli di Francoise Gilot, il grande amore di Picasso prima di lei. Nevica quel 10 aprile e si imbiancano i fiori della primavera che indifferente avanza e ci vuole lo spazzaneve per arrivare al castello.

A 23 anni il primo folle amore di Picasso, Fernande Olivier conosciuta al Bateau-Lavoir, circolo di amici e artisti di Guillaume Apollinaire ove bazzicano Modigliani, Cezanne, Matisse, Gertrude Stein e gli altri della cricca. Nata da una storia extraconiugale, cresciuta da una zia che vuole darla in moglie a un uomo che non ama, rompe con la zia e finisce per sposare un tale che aveva abusato di lei. A 19 anni, senza divorzio lascia il marito e si sposta a Parigi, dove mantiene l’incognito con un nuovo cognome. Subito trova lavoro come modella, entra nel giro del Bateau-Lavoir e si aggrappa a Picasso in una relazione di 7 anni tempestosa, dura, gelosi l'uno dell'altra, discussioni sfociate più volte in violenza, ritratta in oltre 60 dipinti. Una delle Demoiselles d'Avignon è stata modellata su Fernande. Nell'aprile 1907, sogna la maternità e adotta una ragazza di 13 anni, ma la riporta in orfanotrofio alla scoperta che Picasso l'aveva ritratta nuda in varie pose. I due si separano e lei esce di casa con 11 franchi in tasca ed è rimasta sempre povera. Picasso scrive a Braque: Fernande se n'è andata. Come farò per il cane? Cassiera in una macelleria, commessa da un antiquario, maestra di disegno, di tutto fa per sopravvivere. Vent’anni dopo la separazione da Picasso, scrive un libro di memorie Picasso e i suoi amici, uscito a puntate su Le Soir belga, nonostante il veto di Picasso che ne limita la pubblicazione a soli 6 capitoli. Con la promessa di non pubblicare le memorie finché fosse rimasto in vita ottiene da Picasso una piccola pensione. Sorda e malata, trova la fine a 85 anni, corrosa da coca e marijuana. Chiusa quella turbinosa esperienza, Picasso si consola con Marcelle Humbert (in arte Eva Gouel) amica di Fernande e di cui si dice volesse diventare una famosa ballerina di teatro. La loro relazione dura circa quattro anni, periodo tranquillo e sereno della carriera artistica e personale di Picasso. Nonostante lei stia già con il pittore polacco L.Marcoussis si incontra clandestinamente con Picasso e quando decide di vivere con lui assume il nome Eva, ispirandosi a Adamo ed Eva. Picasso le dedica diverse opere dipingendola fino al termine di una breve storia d’amore Eva sul letto di morte, vittima a 30 anni della tubercolosi. Durante la malattia Picasso non si fa mancare la compagnia e si vede con la bella

Gaby Depeyre, al secolo Gabrielle Lespinasse, ballerina di rivista. La incontra in segreto vicino al suo studio a Montmartre. La storia dura un solo anno, salita alla ribalta per il gran rifiuto di Gaby di sposarlo, in cerca di una relazione seria. Era troppo inguaiato, ha lasciato scritto. Dopo la morte di Eva e la rottura con Gaby, Picasso lascia Parigi per l’Italia. A Roma, con la ballerina russa Olga Khokhlova nasce di certo l’amore più importante nella sua vita. Si sposano nel 1918 e tre anni dopo nasce Paulo (Paul). Quando Olga fu presentata alla madre di Picasso, fu la stessa suocera a dirle: Poverina, non sai in che cosa ti stai imbarcando. Nessuna donna può essere felice con mio figlio. 10 gli anni di matrimonio, durante i quali lo stile di Picasso evolve dall’astrattismo dei ritratti di Eva al neoclassicismo di quelli di Olga. Portrait of Olga in an Armchair e Olga in a Mantilla sono i capolavori dell’artista in un matrimonio in apparenza felice, minato dalle sue infedeltà. Si arriva a una rottura violenta, pochi mesi dopo la nascita del figlio. Picasso non perde tempo e inizia a frequentare una giovanissima spagnola, mentre Olga, inchiodata dalla paralisi, sopravvive senza mai una visita dal marito che nega il divorzio deciso a non lasciarle neppure una briciola della sua fortuna. Le resta la separazione a 54 anni. Muore in ospedale sola, consumata dal cancro, senza la risposta a una sola delle lettere scritte al marito. Il figlio Paul sposa E. Lotte da cui ha Pablito e Marina. Si separa dopo la nascita di Marina e sposa Christine da cui nel 1959 ha Bernard.

Di recente Marina ha deciso di mettere all’asta 7 opere tra le 400 che tiene, battute in una casa di Ginevra per la bagatella di € 241 milioni. Era crudele, voglio dimenticarlo. Sì, un genio di crudeltà. La ragione per disfarsene insieme alla residenza La Californie, stimata € 221 milioni, è rimuovere un passato doloroso. Impossibile scrollarselo di dosso, scrive Marina nella biografia Grand Père (Il nonno). Una sola cosa contava per lui, la pittura, nient’altro. Per creare doveva annientare tutto ciò che disturbava la sua creazione. E dei nipoti non teneva neanche una foto.

Nel 1927 quando Picasso incontra Marie-Thérèse Walter, lei è una minorenne bloccata all’uscita della Galerie La Fayette, 30 anni più giovane di lui. Picasso la sistema in una casa di fronte a quella di Olga imponendole un perfido supplizio quotidiano. Prima di morire lei otterrà il divorzio e lo porterà in tribunale imponendogli la divisione del patrimonio. La relazione con Thérèse dura una decina d’anni durante i quali sviluppa lo stile surrealista e con esso una nuova idea del corpo femminile. Nasce Maya e benché la loro unione sia incantevole, Picasso non sa controllare l’incontenibile impulso di Minotauro: deve circondarsi di nuove donne. La loro storia finisce nel 1936 quando si innamora di Dora Maar e M.Thérèse si suicida impiccandosi.

I figli di mio zio Paul, dice Olivier Widmaier Picasso, figlio di Maya, hanno finito per chiudersi in una vita non vera. Alla morte del nonno sono diventati prigionieri di eredità e battaglie legali, in un'età in cui vorresti solo uscire e giocare a calcio. Mia madre, negli ultimi anni di vita del padre, aveva paura di bussare alla sua porta. Si scrivevano. Lei non voleva imbattersi in servitù e segretari con il rischio di sentirsi dire: Il Maestro è occupato. Quando lei lo lasciò, lui le disse: Nessuno può lasciare uno come me. E lei di rimando: Aspetta e vedrai, e se ne andò. Per sempre.

Dora Maar, Henriette T. Markovitch è artista, pittrice e fotografa di origine croata. Diviene la sua musa ispiratrice per circa un decennio, un vero e proprio stimolo per l’immaginazione di Picasso, che crea alcuni dei suoi capolavori, Guernica (1937), di cui Dora documenta le fasi del processo pittorico e Weeping Woman (1937) che la ritrae nel pianto. Quest’ultima è una delle più grandi opere d’arte del periodo cubista della sua carriera pittorica. Figura complessa e tormentata, colta, spregiudicata, libera, Picasso la induce a lasciare la foto per la pittura, inizia addirittura a picchiarla scatenando il suo lato fragile e masochista. Dopo nove anni di vita in comune, la lascia perché - chi l’avrebbe detto - si innamora di Françoise Gilot, pittrice francese e il rapporto con Dora si consuma tra scenate e tradimenti. Dora si spegne a 90 anni nella pazzia, sola e reclusa nella casa donatale da

Picasso per liberarsene, per farsi perdonare lei crede. Era il mio padrone … Solo io so quello che lui è ... uno strumento di morte ... Non è un uomo, è una malattia, ha scritto. Per la sua sterilità cade in una profonda crisi, è curata a stento con elettroshock e si affida ai trattamenti del celebre Jacques Lacan, psicoanalista dello stesso Picasso. Un pugno di dieci persone al suo funerale.

È tempo di un nuovo amore e Françoise Gilot, 40 anni più giovane di Picasso, pittrice e modella francese, posa per molti pittori tra cui Henrì Matisse e Picasso. L’uomo rimane stregato dalla sua bellezza e dalle sue tele e passa molto tempo ad osservarla dipingere nel suo studio di Montmartre. A Françoise è dedicata l’opera Joie de vivre (1946) in cui la donna è ritratta in Costa Azzurra in un periodo particolarmente felice. Pur senza essere sposati hanno due figli: Paloma e Claude. Anche Françoise rifiuta di convivere con l’infedeltà cronica dell’uomo e a 32 anni decide di andarsene. In una recente intervista ha dichiarato Sono l’unica amante di Picasso che non si è fatta distruggere da lui. Oggi ha 98 anni, laureata a Cambridge, ha sposato nel 1955 l’artista Luc Simon e ha una figlia Aurelia. Divorzia nel 1962 e sposa in California Jonas Salk pioniere del vaccino antipolio e dipinge sempre con mostre a Parigi e New York. La donna- fiore, le gioie che vivono in lei, è la sola a salvare la sua libertà di vivere e con un libro-scandalo Ma vie avec Picasso, lo mette a nudo. Più volte violentata da Picasso che minaccia il suicidio se lei lo lascia, assalita per strada da Olga, diffidata dai suoi legali a esporre nelle gallerie d’arte francesi, ripudiati i suoi due figli, oggi eredi legali, il figlio Claude viene designato Amministratore unico e ufficiale dell’intero patrimonio artistico del padre. La legge ha dichiarato la sua legittimità.

Jacqueline Roque è l’ultima donna di Picasso e la seconda moglie. Con lui vive fino alla sua morte nel 1973. La conosce a 72 anni, lavorante dal suo ceramista, 27enne divorziata destinata a diventare la sua nuova musa. Nei 20 anni di matrimonio, celebrato in segreto nel 1961, è stata ritratta in più di 400 opere, tra cui Jacqueline with Flowers (1954), Jacqueline in Studio (1956) e Femme assise (1971). Nel 1986, 13 anni dopo la sua morte, non aveva più toccato nulla del marito – neppure i suoi occhiali, rimasti là dove li aveva lasciati – travolta dalla depressione e dall’alcol si toglie la vita sparandosi alla testa. È sepolta accanto a Picasso. Per oltre 30 anni la villa è rimasta disabitata, contenendo opere dell’artista dal valore di circa un miliardo di euro. Poco prima del suicidio dona alla Spagna 61 opere della collezione personale del marito per l’apertura di un museo. La figlia Catherine nata nel 1948 dal primo matrimonio eredita l’intera fortuna materna.

Dominique Bozo, illuminato Conservatore del Louvre chiude la complessa spartizione di una eredità senza testamento, inventando la dation, compensazione in natura con opere per pagare le tasse di successione tra i legittimi eredi in feroce discordia; lo Stato esercita il diritto di prelazione: 1.500 dipinti con i 20 dipinti stimati più costosi e i 6 Van Gogh prediletti da Picasso, per un valore di mezzo miliardo di dollari e nel 1985 l’Hotel Salé del Marais di Parigi è sede del Museo Picasso.

L’intera produzione di 60.000 opere di Picasso è stimata a $10 miliardi (1.885 tele, 7.089 disegni, 880 ceramiche, 1.335 sculture, 200 quaderni di schizzi con 5.000 disegni e più di 20.000 incisioni e litografie con costumi teatrali, addobbi, scenografie, locandine, manifesti, filmati, libri e riviste).

 

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Inserito il:17/07/2019 10:52:39
Ultimo aggiornamento:17/07/2019 11:42:56
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