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Aggiornato al 19/07/2018

 

 

Charles Soulacroix (1825 à Montpellier - 1899 à Florence) - At the Theater

 

Happy hour …… and Happy times

di Simonetta Greganti Law

 

Mr. Dunn era davanti allo specchio, aveva caricato il pennello da barba di una morbida schiuma saponata ed era pronto a radersi. Osservò così la sua immagine riflessa scorgendovi un volto scanzonato che nascondeva un sorrisetto enigmatico.  Il dottore stava pensando a una persona speciale che aveva conosciuto da poco tempo ma che già, grazie a un’immediata e reciproca simpatia, era entrata tenacemente nei suoi pensieri. 

Si trattava di una donna, esattamente della Signora Persi.

Pensando a ciò, ironizzava sul fatto che mentre le altre compagnie femminili che continuamente frequentava miravano tutte a instaurare un vincolo che avesse il solo scopo di farle trasferire a vita nella sua casa, con la Signora Persi si sentiva tranquillo dato che quella, proprio come lui, amava la sua libertà riconquistata dopo ben tre matrimoni alle spalle e, sebbene gli avesse raccontato che i rapporti con i precedenti mariti erano ancora ottimi, non era assolutamente motivata ad avviare un legame serio con un nuovo partner. 

Naturalmente l’idea che quella deliziosa signora non aspirasse a un eventuale matrimonio lo tranquillizzava enormemente e gli permetteva di continuare a ridere spensierato anche se spesso si meravigliava del suo comportamento poiché l’entusiasmo che metteva per farla sorridere, faceva raggiungere anche a lui picchi di gioia imprevisti. 

Dal loro primo incontro si erano frequentati poche altre volte ma in tutte le occasioni la giornata era trascorsa in modo spontaneo, non convenzionale.

Lui aveva ironizzato su ogni cosa e lei aveva sorriso in modo schietto. 

Certo il far ridere una donna, nella speranza di riuscire ad affascinarla, è un luogo comune, una tattica di seduzione che aveva usato spesso, ma questa volta ridere era stato solo un modo autentico per conoscersi, per instaurare un’amicizia genuina.  Si era così accorto che più quella sorrideva, più era proprio lui a sembrare rimanere colpito da questa sincera spontaneità.  Insomma insieme si erano sempre divertiti e lei, da brava cuoca, gli aveva confessato che questo era sicuramente l’ingrediente fondamentale per una stabile relazione di amicizia e, se lo aveva detto proprio lei che era l’esperta di dosaggi e porzioni, doveva assolutamente crederci.  

Alla base di questa affinità c’era soprattutto un’attrazione mentale. Il dottore trovava stimolante e avvincente misurarsi con questa donna su molteplici argomenti, avere un confronto con lei.

In pochi giorni, da quando aveva iniziato a frequentarla, si sentiva diverso, vivo, felice, quella nuova amica aveva il potere di caricarlo di una grande energia che lo riequilibrava positivamente.

Con lei si sentiva più giovane poiché sembrava aver risvegliato una vitalità inaspettata, con lei fiorivano gioie ed emozioni.  Eppure, nonostante le risate, durante le loro conversazioni avevano affrontato temi impegnativi e non era mancato un resoconto sulla questione dell’amore, trattato però più da un punto di vista razionale che emotivo.  

Non si era parlato solo di amore romantico o passionale ma amore per la famiglia, amore tradito, amore per il lavoro e la vita, amore per l’arte e la natura.  Un amore caleidoscopico, con mille sfaccettature convergenti tutte su uno stesso nucleo: l’importanza di questo impulso nella vita quotidiana.

Con lei si immergeva in un arcobaleno di emozioni ed era felicemente lusingato della sua compagnia poiché i due avevano scoperto di avere una conformità di interessi, passioni e valori.  La loro relazione stava cementandosi grazie a una seduzione mentale che era sicuramente l’elemento più emozionante della storia. 

Tra di loro era scattata un’affinità di considerazioni, una sintonia di pensieri così evidente da sembrare una relazione stabile da anni.

Per farle una cosa gradita aveva acquistato due biglietti per un musical nel West End di Londra.  Uno spettacolo che la signora avrebbe sicuramente apprezzato anche con il suo inglese traballante. 

In programma per quella sera aveva aggiunto una piccola sorpresa.  Le avrebbe offerto un aperitivo a casa sua, tanto per fermare lo stomaco prima del ristorantino prenotato dopo il teatro.

La Signora Persi accettò con piacere l’invito. 

Mr. Dunn, ormai per lei diventato solamente Simon, le aveva proposto, nel salotto di casa sua, un “happy hour” in stile inglese, sottolineando il fatto che “happy” non sarebbe stata solo l’ora dell’aperitivo ma avrebbe fatto in modo di renderla felice per tutta la serata.

Per metterla subito di buon umore decise di sottoporla a una piccola prova: lei avrebbe dovuto indovinare un ingrediente particolare e ricorrente sia nel cocktail sia negli stuzzichini. 

Le disse che una vera cuoca non avrebbe potuto sbagliare, ne sarebbe stata compromessa la sua reputazione. 

Da una caraffa ghiacciata le servì un cocktail che chiamò “happiness”  un drink profumatissimo e invitante.  Glielo versò nel classico bicchiere triangolare “da Martini” .

La signora Persi si divertì molto all’idea di una degustazione al buio e le bastò il primo sorso per intuire immediatamente quello che probabilmente doveva essere l’ingrediente celato.

Per assicurarsi di non errare prese anche uno degli stuzzichini che le vennero offerti.

Si trattava di piccoli involtini di bresaola e formaggio, dentro i quali riconobbe ancora l’ingrediente da identificare.  Sorrise divertita esclamando che il test era stato decisamente troppo facile. 

L’aperitivo avrebbe potuto far dubitare una persona inesperta, dato che al succo di arancia e di ananas, era stato aggiunto anche quello del frutto della passione e corretto il tutto con della vodka ghiacciata.  Eppure quell’aroma così intenso, unico ed esotico del maracuja non poteva sicuramente portarla fuori strada.  Per quanto riguardava invece l’involtino saporito, il semino del frutto della passione era stato lasciato intero e perciò sottolineò che era un indizio troppo evidente, impossibile da ignorare. 

Con fare da saccente la Signora Persi incominciò a sentenziare: “Involtini di bresaola alla robiola e frutto della passione” preparati con 70 gr. di bresaola, 70 gr. di robiola, un lime, un frutto della passione.  

Detto questo non riuscì più a mantenere un’espressione autorevole e iniziò a ridere divertita dato che il dottore era rimasto a bocca aperta per la precisione della ricetta - addirittura coi pesi giusti! 

Lei allora, ancora con aria beffarda, confessò che la sua bravura era in parte dovuta al fatto che quello aveva distrattamente lasciato la lista della spesa sul tavolino, proprio in bellavista.  Una risata sonora unita a un po’ di imbarazzo illuminò il volto di Simon.

La Signora Persi si complimentò comunque per l’ottima scelta dell’ingrediente prescelto sottolineando che era proprio la passione il sentimento che animava le composizioni del pittore, del poeta e del musicista…e in questo caso di quelle ricette.

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Inserito il:02/04/2017 18:06:20
Ultimo aggiornamento:02/04/2017 18:25:23
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