Aggiornato al 25/06/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Jade Gates (Sarasota, FL, USA) - Final Touch

 

Lettere dalla California (10)

di Giuliana Daneo

 

Le cure per il Covid e il piacere di cucinare

 

Caro Cesare,

in una precedente mia lettera ho tralasciato di dirti cosa abbiamo usato per curare il Covid, variante Omicron: un farmaco di nome Tylenol (acetaminophen) 500 mg (l’equivalente della tachipirina), 2 compresse ogni 6 ore, vitamina C, riposo e bere frequentemente. Il Tylenol qui è usato per tutto.

Inoltre Karen ha avuto come consiglio da un suo amico medico di fare risciacqui con Listerine con alcool e lavaggi nasali con soluzione salina. L’unica cosa che mi fa sorridere è che, facendo i risciacqui consigliati, l’interno della mia bocca è praticamente cotto, per cui ho smesso di farli.

Ho seguito naturalmente i consigli locali, aggiungendo cure personali che porto con me quando viaggio: tipo un inalatore per trattare asma e bronchite che ho usato da subito.

Da Andrea avevo portato anni fa un cuscinetto a forma di cuore imbottito di noccioli di ciliegia che, scaldati nel microonde per un minuto e applicati sullo sterno, sono efficaci, come i papin di una volta. Bevevo ogni giorno un abbondante infuso fatto con radice fresca di ginger, limone e miele.

Io credo anche molto negli integratori e da tempo ne faccio uso. Quindi prima del virus già usavo prendere vitamina C+D3+zinco, echinacea, magnesio.

S’è già visto che il medico di base qui non c’è. Se si vuole un consiglio per come curarsi, esiste un numero telefonico a cui rivolgersi e risponde una infermiera o infermiere che ti consiglia. Andrea mi ha detto che funziona come un call center, leggono le procedure. Se si sta tanto male si va al posto più vicino di Emergency e si attende per una visita. Bisogna avere una carta di credito e un’assicurazione. In ogni caso è passato tutto in fretta, senza preoccupazioni.

Ti dovevo anche dare un dato sul ricovero in ospedale di mio nipote. Una sera ha avuto un attacco di appendicite, la diagnosi fu di sottoporlo a un intervento. Il mattino alle 5 hanno chiamato Andrea di andare a prenderlo, perché Matteo non voleva farsi operare. Essendo maggiorenne poteva decidere per sé e pertanto è stato dimesso con una cura di antibiotici da ritirare nella farmacia vicino a casa, e tanti auguri. La fattura è stata di 1100$, una parte pagata dall’assicurazione, secondo il piano scelto, e una parte il cliente: in questo caso al cliente competevano 754,50$.

Per ora mio nipote sta bene, ha solo passato qualche ora in ospedale.

Rispetto alle prime lettere che ti ho inviato ci sono stati dei cambiamenti nel quotidiano. La postazione di lavoro di Andrea è passata quasi subito al piano di sopra e qualche giornata la passa in ufficio dove si reca con la moto, così l’auto e la casa è tutta per noi.

I ragazzi mi aiutano soprattutto con la tecnologia, per il PC, l’iPhone e le varie applicazioni.

Omar è disponibile nel portare i rifiuti negli appositi spazi. Apro una parentesi su questo argomento. Ci sono solo due raccolte: una chiamata Recycling (carta, cartone, lattine, vetro, giocattoli, e quant’altro); l’altra, Compost, dove va tutto ciò che non è possibile tritare nel lavandino della cucina, detto Garbage Disposal.

A lui piace anche andare a ritirare la posta, già da quando era piccolo: il motivo è che in Repubblica Dominicana non esiste il postino; esistono solo le caselle postali presso gli uffici.

Viene anche sovente con me a fare la spesa e mi porta le borse pesanti, ma essendo anche un curioso scopriamo insieme prodotti nuovi da assaggiare.

Avendo la cucina a disposizione mi sono sbizzarrita a cucinare, cosa che amo fare, con la gioia di tutti nel gustare e apprezzare ogni pietanza preparata, e grande soddisfazione nel vedere che non avanza nulla. In questa zona il cibo non manca, si trova di tutto. La California è famosa per la frutta e la verdura, ma non solo, ad esempio, le mozzarelle sono buonissime. Ormai conosco ogni market nel giro di 10 miglia; ci sono quelli con i prodotti italiani, asiatici, messicani, indiani, giapponesi.

Una bella tradizione è che ogni domenica mattina a Campbell chiudono la via principale per ospitare un mercato composto da bancarelle, chiamato “Farmers’ Market”, che è molto famoso e frequentato. I prodotti sono molto cari, ma di alta qualità e genuini, e tutto è di stagione. Ho comperato i sauer craut, fatti come una volta, macerati in barili di legno; la ricetta è tramandata da generazioni. Spettacolare da gustare è una insalatina mista con l’aggiunta di fiori.

Oltre a ortaggi, frutta, fiori, latticini, miele, marmellate, succhi di frutta e tanto altro, ci sono artigiani che vendono i loro lavori e musici che suonano anche a gruppetti. Ti trovi come a una fiera a cielo aperto, dove ti offrono samples (assaggi) dei loro prodotti. Rigorosa l’apertura delle vendite alle 9. Mi è capitato di arrivare in anticipo e non mi hanno servita, educatamente hanno detto che le vendite iniziavano alle 9 in punto.

Ed ora, per darti un’idea, ti racconto cosa ho cucinato: i classici piatti italiani che i miei si aspettano quando ci sono, la lasagna, gli gnocchi, i gnocchetti di semolino, gli spaghetti alla carbonara, il pesto fresco, l’insalata russa, le uova ripiene alla piemontese, lo spezzatino con la polenta, le polpette della nonna, la crostata, la crema pasticcera e al cioccolato, il tiramisù tradizionale e alla Nutella e mi fermo qui, ma ogni giorno cambio menù. A noi piace il sushi e al market Safeway il venerdì c’è l’offerta speciale a 5$ il contenitore da 8 pezzi. E naturalmente ne approfittiamo. Di questi tempi andare al ristorante è proibitivo per i prezzi insostenibili.

Omar ha insistito che cucinassi anche piatti dominicani. In un market abbiamo trovato i prodotti caraibici e ti spiego che cosa ho preparato in momenti diversi.

Il Pastelon de Plátano maduro, che è come la nostra lasagna al ragù, ma la sfoglia è composta dalla purea densa di platano, che si presenta come una banana molto grande e va trattata come le patate, quindi cotta.

Il Mangú è una purea di platano morbida, che si gusta accompagnata a riso, fagioli (rossi, neri, borlotti), chili con carne e scramble eggs (uova strapazzate).

I Tostones sono platano tagliato a rondelle, fritto in olio di semi, scolato e schiacciato con il batticarne e rimesso a friggere; diventano sfoglie croccanti come le patatine da aperitivo.

Con il Bulgur (grano duro germogliato) ho preparato i Kipe, che ricordano i nostri arancini siciliani.

L’Habiciuela è un dolce tipico dominicano a base di fagioli rossi, latte di cocco e tantissimi altri ingredienti, si presenta come un budino.

La Yucca è una radice molto grossa che si prepara come la purea di patate.

Credimi, sono piatti molto buoni, ma molto lunghi ed elaborati e ci vuole anche fantasia per combinare le dosi e abbinare gli ingredienti, non basta leggere la ricetta. La cosa più divertente è il sentirmi dire da Matteo e Omar che dovremmo aprire un ristorante in Santo Domingo dove io cucino e loro aiutano in cucina e fanno i camerieri: avremmo molto successo. Un complimento così bello l’ho apprezzato molto. Abbiamo fatto onore tutti quanti a questi piatti veramente buoni.

Tra una ricetta e l’altra non avevo mai notato prima che le lattine di pomodoro, di tonno, fagioli e altro si aprono con l’apriscatole, e ogni volta dovevo andare alla ricerca dell’attrezzo; molto più comodo da noi, che sono tutte con lo strappo. Paese che vai usanza che trovi.

Quando sarò in Italia e verrai a cena da noi ti preparerò qualcosa di speciale, promesso, ormai è tempo che rientri.

Un abbraccio con l’affetto di sempre.

Giuliana

 

2 febbraio 2022

 

Inserito il:18/05/2022 23:14:23
Ultimo aggiornamento:18/05/2022 23:19:05
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