Aggiornato al 19/05/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Jean Leon Gerome Ferris (Philadelphia, 1863 -1930) - The First Thanksgiving

 

Lettere dalla California (4)

di Giuliana Daneo

 

Thanksgiving, aspettando il Natale

 

Caro Cesare,

prima di entrare nel vivo di questa giornata, credo ti faccia piacere avere qualche cenno storico di questo giorno così famoso.

Il giorno del ringraziamento, Thanksgiving Day, è una festa di origine cristiana, osservata negli Stati Uniti d’America il quarto giovedì di novembre in segno di gratitudine per la raccolta e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso.

Questa storica tradizione risale all’anno 1621 quando i Padri Pellegrini, perseguitati per via delle loro idee religiose, decisero di abbandonare l’Inghilterra e andare nel Nuovo Mondo, l’attuale America del Nord. Cinquantadue uomini, diciotto donne e trentadue bambini, imbarcati a bordo della Mayflower, arrivarono sulle coste americane dopo un duro viaggio, e si trovarono di fronte un territorio selvatico e inospitale.

Avevano portato con sé vari tipi di semi, ma per la natura del terreno e per il clima la semina non produsse i frutti sperati e necessari al sostentamento della popolazione. La metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. I nativi americani, gli indiani d’America, intervennero indicando ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare. Dopo il duro lavoro degli inizi i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto, festeggiandolo insieme agli indigeni ai quali dovevano molto. Nel menu di quel primo ringraziamento americano ci furono pietanze che divennero tradizione della festa.

Ancora oggi si tratta di una festa molto sentita. Si riunisce tutta la famiglia, in genere nella casa più grande per contenere dalle dodici alle sedici persone. Iniziano i preparativi una settimana prima e si prendono gli accordi sulla distribuzione dei compiti, poiché ognuno cucina qualcosa.

Di rigore il tacchino, che pesa circa 24 pound (12 Kg circa), zucca, granturco pannocchie, pane di granturco, uova in vari modi, purea di patate, zuppa, patate dolci, verdure varie, salsa gravy, cranberry, cheese cake, pikan pie. Vino sia dry che dolce californiano. Caffè, coffee creamer e non può mancare eggnog, una bevanda speziata in genere bevuta dopo il pasto, un classico nel periodo che va dal giorno del Ringraziamento a Natale. Ci sono diverse versioni con e senza alcool, adatte per bambini o per adulti; ricorda un poco il nostro Vov.

La tavola è preparata con i servizi più belli; curiosi i portatovaglioli a forma di tacchino in ceramica. La musica in sottofondo delle Christmas Carols crea già l’atmosfera natalizia.

Si usa mettere tutto il cibo in tavola, dove rimane tutto il giorno. È una grande mangiata che inizia dopo mezzogiorno. Difficile spiegare i sapori così particolari e gli abbinamenti. Il tacchino viene svuotato dal ripieno (stuffing) che viene servito a parte, poi inizia il taglio che spetta al patriarca della famiglia.

Le ore pomeridiane sono di massima libertà: c’è chi dorme, chi guarda la TV, chi chiacchiera o va a fare una camminata. Si torna a mangiare la cena al tramonto: ognuno si serve e può scaldarsi al microonde il cibo scelto. Prima di andare a casa si spartiscono tutti gli avanzi tra le famiglie: nulla si spreca. I tupperware si devono riportare indietro alla padrona di casa.

Nel nostro caso si sono mescolate diverse culture. Fermo restando i cibi di rigore americani, abbiamo preparato pietanze thailandesi, italiane e messicane. Una vera carrellata di squisitezze. La prossima riunione sarà il giorno di Natale.

Dal giorno di Thanksgiving iniziano gli addobbi natalizi nelle case che sono veramente suggestive, sia all’interno che all’esterno. Le lucine fanno da coroncina sul tetto, alle finestre e sulle staccionate. Nei giardini tutto è illuminato: alberi, cespugli, figure di renne, porcellini e snowmen (pupazzi di neve).

La fantasia abbonda. In certi quartieri la casa più decorata riceve un premio per il più bell’addobbo. Si usa fare giri tutt’attorno con l’auto per ammirare i quartieri più illuminati. Gli abitanti del luogo già conoscono i percorsi.

Una tradizione interessante, che si vede sovente nei film, è la scelta dell’albero di Natale. In quasi tutte le case lo preferiscono fresco, e per l’acquisto c’è solo l’imbarazzo della scelta, partendo da prezzi da 90$ in su. Vengono creati degli spazi esterni molto grandi, dove sono posizionati gli alberi in lunghe file secondo l’altezza e la qualità.

Omar ed io abbiamo accompagnato Karen a scegliere l’albero. Abbiamo cambiato tre luoghi di “Christmas Tree”, non essendo così semplice la scelta. Bisogna guardare vicino al tronco che non ci siano rami già secchi; rendersi conto che i rami siano belli sodi e non perdano aghi; che non ci siano dei vuoti tipo buchi, ma che sia tutto bello pieno.

Percorrendo i corridoi zeppi da non credere, in cui sembra di essere praticamente in mezzo a una foresta, ne vedi uno che ti piace e dopo pochi passi ne vedi un altro che ti pare più bello e così via; poi torni indietro, ma essendoci tante persone, è facile che qualcuno ti abbia soffiato nel frattempo l’albero che ti piaceva.

Cosa fare allora? Omar si è fermato davanti a un albero, io davanti a un altro, afferrando il tronco per far capire che era prenotato. Karen proseguiva per scrutare se ce ne fosse qualcun altro ancora migliore. Dopo una buona mezz’ora finalmente la scelta. Ma non è finita qui.

Fatta la scelta, si avvicina l’addetto che prende nota del codice e ti manda alla cassa, paghi e con la ricevuta puoi ritirare il tuo albero che nel frattempo viene inserito su un tapis roulant dove viene rifilato il tronco per poterlo posizionare dritto nell’apposito contenitore, in cui viene messa l’acqua che lo mantiene fresco almeno trenta giorni; dopo di che viene retinato per poterlo spostare senza romperlo e metterlo sul tetto della macchina. L’addetto lo ferma con della corda robusta ma sottile, in cima e al fondo, passando dall’interno dell’auto in modo che si possano chiudere le portiere.

Se, arrivato a casa, vedi che non ti piace, lo puoi restituire. Qui si restituisce tutto. Le file dei resi sono più lunghe delle file alla cassa.

Concludo ringraziandoti delle attenzioni che mi dedichi. Un forte abbraccio e a presto. Giuliana

Campbell, 5 dicembre 2021

 

P.S. Sono molto impegnata con i ragazzi e la gestione casa. Alla sera non ho bisogno di sonniferi dormo profondamente...

 

Inserito il:29/03/2022 15:59:42
Ultimo aggiornamento:29/03/2022 16:24:06
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