Aggiornato al 24/05/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Saint Antony Abbot Blessing - Tempera, gold paint and gold leaf on parchment, P.Getty Museum, Los Angeles

 

Amore diverso

di Simonetta Greganti Law

 

Due parole: “ti amo” riecheggiarono nella stalla.

“Vorrei potertelo dire ogni notte e invece dovrai ascoltarlo solo questa sera, ma adesso te lo ripeterò così tante volte da mettermi in pari con tutte quelle occasioni in cui non ho potuto sussurrartelo.  Certo, lo avrai capito da come ti guardo, ma ora voglio proprio gridartelo senza vergogna: TI AMO”.

“Il nostro amore non è convenzionale ma cosa importa? Oggigiorno non si fa più caso alla diversità di un amore”.  Disse l’altro mentre gli strusciava sul corpo la sua testa fino alla punta dell’orecchio.

Una mucca che stava masticando fieno in quella stalla, anziché il solito muuu, sembrò pronunciare un secco “ma!” di disapprovazione e lo articolò scuotendo la testa proprio mentre i due continuavano a scambiarsi effusioni, a suo giudizio illecite.

“Io ti sarò fedele sempre, è nella mia indole, ma promettimi che farai lo stesso, e non mi tradirai come la tua reputazione mi lascia spesso dubitare” disse  l’innamorato sdraiato tra le balle di fieno.

Anche dai maiali provenivano dei suoni indistinti più somiglianti a parole di disprezzo che al solito grugnito.

E le oche, da vere pettegole qual erano, urlavano e si agitavano inutilmente.   Tra i risolini nascosti fremevano per la voglia di  poter spiattellare al mondo intero quello che stavano vedendo.

Era la notte tra il 16 e il 17 gennaio, la notte di Sant’Antonio Abate, la notte magica, come narra la famosa leggenda, in cui tutti gli animali parlano nelle loro stalle perché, per quella sera, sono incredibilmente dotati di parola.

Era per questo che gli animali domestici, come ogni anno, avevano smesso di muggire, di ragliare, di miagolare, di abbaiare, di grugnire e avevano iniziato a conversare animatamente proprio come fanno gli uomini.

Finalmente il cane era riuscito a dire al gatto quanto l’amasse.

Essere proverbialmente “come cane e gatto” ovvero essere nemici, veniva ora smentito da quella coppia di cuori anticonvenzionali che si amavano incuranti delle limitazioni dei pregiudizi sociali. 

Un amore diverso nella prassi ma uguale a tanti altri nei sentimenti, una strana coppia solo per i miopi di pensiero. 

Il problema è che l’amore è pieno di pregiudizi e di stereotipi.

Bisognerebbe accettare le mille sfaccettature che lo caratterizzano, i centomila modi di amare con cui ci si scontra giorno dopo giorno, nonostante la grammatica di questo sentimento in fondo universale.

E l’asino iniziò a filosofeggiare: “anch’io sono caduto tanto in basso nell’umana considerazione che mi ha sempre paragonato ad uno stolto, nonostante il mio carattere perfetto e l’animo nobile, mi hanno ridotto a essere ridicolo.  Eppure mi ostino a credere nell’intelligenza di chi si considera superiore a me e spero  che presto tutti siano in grado di far valicare all’amore le barriere che lo hanno imprigionato.   

Purtroppo siamo tutti molto poco coraggiosi di fronte a un sentimento così potente. Sarebbe bello se tutti fossero innamorati  perché solo così vivremmo in una società senza violenza”.

…e quella mattina il gallò intonò le prime note di “o’ sole mio” che andarono mutando, man mano che l’alba si annunciava,  nel solito chicchirichì.

 

DALLA STALLA ALLA TAVOLA

Formaggio fresco fatto in casa (primo sale)

Evoca antichi sapori, grazie ai suoi ingredienti 100% naturali.

2 litri di latte crudo di mucca (comprati dal contadino)

Succo di 3 limoni (che sostituiranno il caglio)

6 gr di sale

Fascelle

 

Preparazione

Mettere il latte in un pentolone sul fuoco e farlo bollire.

Aggiungere il limone e il sale.

Mescolare facendo separare la parte grassa dalla parte liquida.

Dopo 10 minuti trasferire il formaggio, preso con una schiumarola, all’interno della fascella.

Schiacciarlo bene per dargli la forma di ricottina e metterlo in frigo dove si manterrà, se chiuso in un sacchetto, fino a 3 / 4 giorni.  

Prima di servirlo rigirare la fascella posizionando il formaggio in un piatto.

 

Inserito il:11/01/2022 12:33:37
Ultimo aggiornamento:11/01/2022 15:07:42
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