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Aggiornato al 23/01/2019
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Emanuele Floridia (Ragusa 1932 – Villa Barco in Modica 2003) - Spiaggia

Il cinema e la nostra terra iblea.

 

Dal Grand Tour di Jean Houel nel ‘700 ai fotogrammi di celluloide dei nostri giorni, la nostra provincia e in particolar modo il nostro territorio santacrocese sono diventati luoghi di grande ispirazione vedutistica tardo-illuministica e proto-romantica per eccellenti set cinematografici.

È questo un ambiente lontano, diverso ed inusitato rispetto al tradizionale “bel paesaggio”: un silenzio totale, un’atmosfera magicamente incantata, con colline essenziali, macchiate dal verde dei carrubi, dai fiumi pigri, e dal mare africano, infinitamente assolato.

La scoperta cinematografica dei vari set ragusani, quindi si intreccia con una lunga tradizione di ambientazioni filmiche. Nel 1947 viene girato a Modica “Anni difficili”. Il film di Luigi Zampa, tratto dal racconto “Il vecchio con gli stivali” di Vitaliano Brancati, rappresenta però la pietra miliare del percorso che lega la provincia al cinema, poi seguono “Divorzio all’Italiana” , “Kaos” , “Marianna Ucria” , “La stanza dello scirocco” e così via. Gianni Amelia ne “Il ladro di bambini” ambienta le ultime scene nelle nostre spiagge, intense e metaforiche. Successivamente, nel 1995, sarà Alberto Simone ne “Il colpo di luna” a riprendere le nostre spiagge africane, allorquando il protagonista ripercorre con la memoria le proprie radici.

Quindi, la nostra terra è un set naturale. La bellezza rurale dei paesaggi, le coste sabbiose, l’architettura liberty e barocca costituiscono una scenografia a cielo aperto, ed è per questo, che molti registi scelgono la provincia di Ragusa come ambientazione del loro racconto cinematografico. Diceva lo scrittore Gesualdo Bufalino, “…vi sono luoghi naturali i quali invitano, quando non obbligano, la macchina da presa a cercarli, inseguirli e possederli. Luoghi che per una felice alleanza di suggestioni audiovisive, socio-storiche, antropologiche, costituiscono già di per sé scenografie e sceneggiature bell’e fatte”.

La nostra provincia diviene così un teatro di successo internazionale. Lo prova anche il fatto che stia interessando un numero sempre crescente di tour operator pronti ad offrire pacchetti strutturati. Ciò dimostra come non sia più un evento casuale, ma, gestito, è in grado di generare profitto. Il cineturismo è oggi una forma di turismo dall’alto profilo culturale, per appassionati ed amanti del cinema, ma non solo, che abbina alla visita dei luoghi anche quella nei musei insieme alla visione di alcuni spezzoni dei film realizzati.

Poi arriva il grande fenomeno “Montalbano” dove nelle varie fiction, tratte dai romanzi di Cammilleri, si “viaggia” tra le location ragusane per godere  molteplici scorci, dalle ville isolate alle coste ancora preservate dall’aggressione turistica, ai piccoli paesi e ai centri barocchi. Questo fenomeno cinematografico è diventato, quindi, un forte elemento di costruzione dell’identità di un luogo, di una città, di un territorio. Basti pensare a Punta Secca: quel piccolo borgo di pescatori, per anni vissuto nell’anonimato e conosciuto solo dagli abitanti del luogo, oggi si trova al centro dell’attenzione mondiale.


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Inserito il:25/02/2015 19:11:22
Ultimo aggiornamento:06/03/2015 16:02:26
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