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Aggiornato al 18/06/2018

Un libro di Carlo Andrea Valente: Intuizione e innovazione.

 

Carlo Andrea Valente, nato nel 1936 e scomparso un paio di anni fa, ha lasciato appunti per un libro di memorie in cui voleva raccontare non solo la sua esperienza, i suoi incontri, gli episodi salienti del suo percorso professionale, ma anche e soprattutto quello che lui ha capito del mercato, del modo di approcciarlo, di curarlo, di gestirlo.

I suoi appunti sono stati ordinati da alcuni suoi collaboratori ed amici ed ecco un libro che rappresenta uno squarcio interessante sul mondo della informatica italiana agli inizi dello sviluppo, con i suoi primi protagonisti, con le aziende che si contendevano il mercato non ancora sapendo come lo stesso sarebbe cresciuto anche grazie allo sviluppo della tecnologia che si intravedeva, si capiva, si prevedeva, ma forse non con una simile cavalcata che ha cambiato il modo di fare azienda, di fare business, di vivere, di innovare.

Il libro di Valente delinea quindi l’ambiente in cui si è sviluppata l’informatica nel nostro paese e apre uno squarcio in particolare su uno dei principali protagonisti dell’epoca e cioè la Olivetti, che è stata la sua azienda, frequentata da personaggi di valore, particolari. Uno squarcio molto professionale e al tempo stesso divertente su come si lavorava, su come era affrontato il lavoro dai giovani di allora

Per questo tutto il libro è pieno di spunti che fanno riflettere sulle differenze tra il mondo di allora e quello di oggi e può essere uno strumento utile, interessante per i giovani di oggi. Perché i giovani di allora hanno affrontato il mercato a mani nude come si può dire, senza una formazione scolastica adeguata, senza esperienze cui attingere, guidati solo dalla voglia di fare, di capire, di buttarsi, di farcela, di vincere.

Dopo l’esperienza Olivetti, Valente ha lavorato nel mondo dell’editoria, capendo che si trattava di un mondo vicino a quello dell’informatica per metodi, livello di cultura, modo di affrontare il mercato. Una considerazione oggi banale e diffusa, ma allora sicuramente una intuizione, una preveggenza dei futuri percorsi di questi settori oggi assolutamente convergenti e non solo per la tecnologia.

La caratteristica di questo libro è quella di essere pieno di esempi, di episodi, di fatti, di rapporti con clienti, di trattative, di conclusioni dalle quali traspare il valore dell’anticipazione culturale e ideologica di Valente in una professione, quella del marketing, allora importata dall’America, studiata in alcune scuole specializzate, ma tutta da inventare, da verificare, da valutare.

Ed anche per questo è importante per i giovani, perché l’attuale momento in fondo è paragonabile a quello pioneristico in cui ha operato Valente, perché la crisi ha spazzato via tante esperienze ed oggi si riparte, si deve ripartire non dal prato verde ma sicuramente da una piattaforma poco conosciuta per ricreare una esperienza e una cultura.

Intuizione e innovazione è un libro multitasking direbbero gli informatici, perché al tempo stesso è pieno di nostalgie per alcuni, di contenuti per altri, divertente per altri ancora, di esperienze e di intuizioni per i giovani. Un libro raro che riesce attraverso una persona intelligente, colta e coraggiosa ad introdurci in un mondo lontano, ma che il destino sta avvicinando sempre più e che è indispensabile per costruire il futuro.

 

Si parlerà tra l’altro del libro di Carlo Andrea Valente nel corso di un incontro organizzato dall’AICA

                     a Milano l’11 MAGGIO 2015 alle ore 15,30 al Palazzo FAST di Piazzale Morandi, 2

                                             il tema del Convegno è “Giovani di ieri e di oggi”

                                              l’incontro si chiuderà alle 18,30 con un aperitivo.

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Inserito il:24/04/2015 18:03:04
Ultimo aggiornamento:06/05/2015 12:38:05
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