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Aggiornato al 22/07/2018

Recensione: Per capire l’informatica in Italia il nuovo libro di Simone Fubini.

 

“Oltre le occasioni perdute” è il titolo molto appropriato e razionale del nuovo libro di Simone Fubini, un protagonista colto che da posizioni sempre interessanti ha potuto partecipare e osservare il percorso del processo di sviluppo dell’ informatica nel nostro paese.

Il libro, che ha come sottotitolo “dal transistor allo smartphone: 60 anni di storia in presa diretta” ed è edito da Egea, racconta questa storia, anzi forse bisognerebbe dire quella della tecnologia applicata, con molta chiarezza e trasparenza e con il grande pregio di voler capire e di voler fare capire alcuni snodi, alcune caratteristiche che hanno caratterizzato un percorso fatto di grandi opportunità.

Opportunità perdute per colpa di classi manageriali e imprenditoriali  in larga misura impreparate e quasi  restie verso ogni forma di innovazione, di una politica istituzionale, sindacale e associativa  assente e impegnata in modo prevalente da sempre verso la conquista e l’esercizio del potere ed, infine, di un provincialismo dominante che nel nostro paese si esprime in un diffuso conservatorismo e in una diffidenza, se non paura, verso tutto ciò che non si può controllare e dirigere direttamente.

Questa è stata la situazione del settore dal quale siamo da alcuni anni usciti con un pregiudizio non favorevole verso il futuro che è sempre più condizionato dalla tecnologia, malgrado la presenza di manager e tecnici di valore anche a livello internazionale, che hanno sempre consentito successi prestigiosi e conquiste significative nel nostro paese nella storia dello sviluppo della tecnologia, della informatica e della partecipazione imprenditoriale. Peccato che intorno a questi successi il paese non sia riuscito a costruire una piattaforma culturale, imprenditoriale e politica.

Simone Fubini racconta la sua vita professionale, i suoi interessi e la sua storia, che sono intimamente connessi con il percorso del settore della tecnologia, della informatica e delle telecomunicazioni a partire dagli anni 50,  da quando cioè inizia la sua avventura partecipando al gruppo di progetto a Barbaricina presso Pisa, avviato da Adriano Olivetti sotto la direzione dell’Ing. Mario Tchou.

È una storia affascinante sul piano personale, interessante perché racconta episodi, incontri con grandi protagonisti di quegli anni come i fratelli Agnelli, Carlo De Benedetti, Cesare Romiti, Ottorino  Beltrami e tanti altri, vicende aziendali fondamentali per il nostro paese. Racconta anche la storia della Olivetti della quale fra l’altro Fubini è stato Direttore Generale e consulente, mettendo in luce non solo fatti, ma soprattutto  mentalità, ambiente, lacci e lacciuoli che hanno certamente influito sulla fine e sul declino di questa splendida impresa creata da un visionario illuminato come Adriano Olivetti.

Il libro racconta anche le esperienze consulenziali dell’autore e termina con le riflessioni sul futuro. Il tutto in modo ben catalogato, suddiviso, indicato e che conferma la passione ingegneristica di Simone Fubini.

Un libro da non perdere per chi vuole capire, per chi vuole la verità sulla storia, per chi cerca nella storia le indicazioni per il futuro. Un lavoro notevole, una esposizione perfetta da parte di chi ha vissuto da protagonista e ha sempre capito con freddezza ciò che avveniva, perché, a favore di chi e con quali conseguenze. 


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Inserito il:19/02/2015 14:20:27
Ultimo aggiornamento:03/03/2015 11:56:08
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