Aggiornato al 11/09/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

 

Clicca qui per ascoltare 

 

Il Museo Olivetti ricorda Oriana Fallaci con un libro:

“Metti una sera a cena con Oriana”, la missione Italcon in Libano

 

"Metti una sera a cena con Oriana" è il libro di Mauro Nemesio Rossi, edito dal Cesaf Maestri del Lavoro per la collana museo Olivetti Caserta e acquistabile in rete. Racconta l'esperienza vissuta a Beirut nel 1983, quando l'autore seguiva per un periodico di fotografia nazionale le vicende dell'operazione Italcon II, guidata dal generale Franco Angioni. Il libro porta la prefazione del generale Carmelo Burgio protagonista a Caserta della lotta alla camorra e nel 1983 nel Libano anche lui.

 Nel 2016 lo stesso Angioni, in un convegno voluto dalla dirigente scolastica Adele Vairo presso il Liceo Manzoni di Caserta, spiegò in una lectio magistralis l'eroismo dei soldati italiani e l'efficienza della prima missione internazionale di un contingente italiano.

La cena raccontata nel titolo si svolse al comando della missione, sotto i bombardamenti e in condizioni logistiche difficili: trovare pietanze fuori dall'ordinario era quasi impossibile. L'effetto sorpresa arrivò con l'apertura di una bottiglia di spumante, con il taglio del collo con la sciabola del generale tra la meraviglia dei presenti.

Il libro esce in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa della giornalista e a venticinque anni dallo shock dell'11 settembre, l'attentato alle Torri Gemelle che in Occidente alimentò il timore di una guerra di civiltà preconizzata dal politologo Samuel Huntington.

Ferruccio de Bortoli, allora direttore del Corriere della Sera, raggiunse New York il 15 settembre con l'intenzione di intervistare Oriana Fallaci sull'argomento. Tornò invece con un testo scritto di suo pugno dalla giornalista, pubblicato sul Corriere con il titolo "La Rabbia e l'Orgoglio": un vero e proprio sermone, come lo definì la stessa Fallaci, che ruppe dieci anni di silenzio.

Gli europei venivano accusati di debolezza, ipocrisia, masochismo, e l'Italia di viltà: "Non vi importa nulla della dignità? Non avete un po' di orgoglio, pecoroni?". L'articolo scatenò un ciclone di sentimenti e aprì un confronto tra le firme più autorevoli del giornalismo italiano.

Il 5 ottobre Dacia Maraini pubblicò "Ma il dolore non ha una bandiera"; lo stesso giorno, su la Repubblica, Umberto Eco firmò "Le guerre sante, passione e ragione"; il 7 ottobre uscì "La bandiera italiana" di Sergio Romano; l'8 ottobre, infine, Tiziano Terzani, come Fallaci reduce dai reportage della guerra del Vietnam, rispose con un testo di segno opposto, intitolato "Il Sultano e San Francesco".

Terzani, ex dirigente Olivetti cresciuto all'ombra della cultura adrianea, scrisse una lettera aperta alla Fallaci: davanti a una tragedia simile occorre dubitare, distinguere, capire le cause. Identificare l'Islam con il terrorismo, sosteneva, alimenta proprio il fenomeno che si vuole combattere e genera una crociata. I due erano entrambi fiorentini e si conoscevano di persona.

È la stessa logica che porterà Terzani, nei mesi successivi, a scrivere i suoi reportage dal Pakistan e dall'Afghanistan.

Per Fallaci, al contrario, la crociata contro l'Occidente era già in atto da anni da parte dell'Islam: la sua posizione era quella di un Occidente sotto attacco, chiamato a reagire, a rifiutare il relativismo e a difendere la propria identità anche con le armi.

Quella di Terzani, di Eco, di Maraini e degli altri firmatari era invece la ricerca delle cause, il rifiuto della guerra di civiltà, la distinzione tra Islam e fondamentalismo, l'apertura al multiculturalismo, la messa da parte del patriottismo.

Il commento a "La Rabbia e l'Orgoglio" torna nelle pagine del libro di Mauro Nemesio Rossi, insieme a un servizio fotografico, alla discussione della Fallaci con il vescovo di Caserta padre Raffaele Nogaro per la strage di Nassirya, alla lettera aperta a Gianfranco Fini e Romano Prodi, alla conversione al cattolicesimo di Magdi Allam. Trova spazio anche la storia del legame tra Oriana Fallaci e Paolo Nespoli, conosciuti a Beirut durante la missione di pace: un rapporto complesso, profondo, multiforme. Nespoli ha raccontato che fu proprio la Fallaci a spingerlo a inseguire i suoi sogni, incoraggiandolo a realizzare l'ambizione di diventare astronauta.

CASERTA 9 settembre 2026

 

Inserito il:10/09/2026 09:57:45
Ultimo aggiornamento:10/09/2026 14:22:08
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445