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Aggiornato al 27/05/2018
Zimari-ghiaccio-bollente.JPG
Maria Zimari (1956 - ) – Ghiaccio bollente


Ghiaccio bollente.

  

Buongiorno, Rosy.

N’giorno.

Anche oggi siamo sul depresso, eh!

Ma no!

Ma sì, invece. Sono solo le nove ed è già la terza volta che vieni a farmi visita.

Devo pur fare colazione, lo yogurt, il burro…

E ieri? Sei venuta a trovarmi almeno una trentina di volte.

Le cose non vanno molto bene, vero?

Indiscreto!

E’ colpa di lui, come il solito.

Tra voi tira un’arietta fredda in questi giorni… tanto fredda da far rabbrividire anche me che di gelo me ne intendo.

Allora, ci sorvegli!

Beh, non posso star qui a parlare solo con il tostapane: dice sempre le stesse cose. Anzi, per favore, potresti spostarlo un po’ più in là… c’è tanto spazio.

Dove sono le gelatine di frutta? Chiacchieri tanto che mi confondi.

Mi piace osservare gli umani, così vitali e controllati fuori, fragilissimi dentro. E tu sei tanto umana!

Ti sono amico, sai, anzi sono il tuo miglior amico.

Questa, poi!

Certo. E’ da me che vieni a sfogarti, spazzolando tutto quello che trovi, quando ti senti nervosa o angosciata o depressa.

Apri lo sportello, mangi, bevi, e ti senti appagata.

Quella volta che facesti fuori un chilo di gelato… mi preoccupai… pensavo… starà male… andrà all’ospedale… non la vedrò più.

Invece mi sono sentita benissimo.

Appunto. Sei una scrittrice, vero?

No, sono una bancaria con la passione per la scrittura.

Perché scrivi in cucina? Per starmi vicino?

E’ un’abitudine, solo un’abitudine. Non illuderti.

Ho sempre scritto in cucina.

Certo, voi scrittori siete proprio strani.

Hai fatto tanto per organizzarti lo studiolo, “l’office” come dici tu, la postazione computer… tutte quelle storie… e poi continui a scrivere sul tavolo della cucina.

Non devo rendere conto a nessuno!

Ci mancherebbe… A me fa piacere guardarti, mentre scrivi, anche se sdegnosamente mi volti le spalle. Tanto lo so che, ad ogni due, tre paginette, ti affaccerai dentro di me e io sono felicissimo di poterti coccolare.  … … … … …

Lui rientrerà alla solita ora?

Perché me lo chiedi?

Pensavo… si, come dire, a una botta di vita…

?!?!?!?!?!?!?!?!?!

Ma sì! Qui dentro c’è il ben di Dio.

Posso farti spazio tra i succhi di frutta e gli affettati. Staremo benissimo.

E voilà, alla ricerca dei sensi perduti.

Snack, drink, sorbetti, fragoline, champagnino, delicatezze d’ogni specie.

E… poi… sai come mi chiamano?

 

?!?!?!?!?!?!?!?!?!

 

GHIACCIO BOLLENTE! Pensa! GHIACCIO BOLLENTE!

Altro che la tua algida alcova!

Come i due amanti che innalzano la bandiera gialla del colera per potersi amare in maniera indecente, noi ci blinderemo nel voluttuoso regno polare.

Si vive una volta sola!

 

?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!

 

Che fai? Chiudi lo sportello?

OK, ok. Preferisci le tue notti gelide? Padronissima.

Allora, sai cosa ti dico?

Non voglio più vederti.

Dirotta le tue nevrosi su qualcun altro. Non sul tostapane, però.

Scegli nuovi rituali rassicuranti: accendi e spegni la televisione in continuazione oppure spolvera e strofina i mobili senza pace.

Dedicati allo shopping terapeutico.

Insomma, dimenticami. E soprattutto niente più visite notturne.

Basta! Sono stufo di fare l’elettrodomestico-oggetto.

Mi sto scaldando troppo.

Ora, per favore, chiudi la porta.

Senza sbattere.

 

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Inserito il:09/12/2014 15:37:42
Ultimo aggiornamento:18/12/2014 10:39:36
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